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16/10/2026 ore 15.42
Cronaca

Rocco Ascone, rigettata la sorveglianza speciale: la decisione del Tribunale di Catanzaro

I giudici rigettano la richiesta della Dda di Catanzaro: condotte delittuose contestate ferme al 2019, archiviazione definitiva per il caso Chindamo e un lavoro stabile da trattorista escludono l’attualità della pericolosità sociale

di Redazione Cronaca

Il Tribunale di Catanzaro (Seconda Sezione Penale – Ufficio Misure di Prevenzione) ha respinto la proposta di applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno avanzata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro nei confronti del ventiseienne Rocco Ascone, residente a Limbadi e difeso dagli avvocati Francesco Sabatino e Antonio Caruso. Il provvedimento, collegiale, è stato formalizzato a seguito della camera di consiglio del 12 ottobre 2026.

La proposta della Dda di Catanzaro 

La Procura Distrettuale aveva sollecitato l'imposizione della misura di prevenzione per la durata massima consentita, sostenendo la sussistenza di una pericolosità sociale qualificata. A supporto dell'istanza, l'organo inquirente richiamava gli atti di due procedimenti principali. 

Il primo: l'operazione antimafia "Maestrale-Carthago", nella quale Ascone era stato destinatario di una misura custodiale carceraria (poi sostituita con l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) per reati legati alle armi aggravati dal metodo o dall'agevolazione mafiosa.

Un secondo procedimento in materia di stupefacenti, conclusosi in primo grado con rito abbreviato con l'assoluzione dall'accusa di associazione finalizzata al narcotraffico e la condanna non definitiva a un anno e sei mesi per cessione di sostanze con l'aggravante mafiosa.

La Procura valorizzava inoltre due mancate apposizioni della firma presso la Stazione dei Carabinieri durante l'obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria e contatti con soggetti pregiudicati o controindicati.

Il caso Chindamo e il casellario giudiziale

Tra le contestazioni pregresse vagliate dagli inquirenti figurava anche il fascicolo relativo al concorso nell'omicidio e nella distruzione del cadavere di Maria Chindamo, avvenuto a Limbadi il 6 maggio 2016. Il Tribunale ha tuttavia dato atto che tale indagine, dopo una prima archiviazione e una successiva riapertura nell'estate del 2023, è stata definitivamente archiviata il 26 gennaio 2026 dal Giudice presso il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro su richiesta della stessa Procura minorile, non essendo emersi elementi sufficienti a sostenere l'accusa a giudizio.

Riguardo ad altri procedimenti più risalenti, i giudici hanno evidenziato come il certificato del casellario giudiziale sia nullo e che le pregresse segnalazioni si siano concluse con esiti favorevoli.

Le motivazioni del rigetto: difetta l'attualità

Nel merito, il collegio ha escluso la riconducibilità di Ascone alla fattispecie dei soggetti indiziati di appartenere a cosche mafiose. Pur ammettendo in astratto una contiguità funzionale legata agli addebiti dell'indagine "Maestrale-Carthago", il Tribunale ha sancito il totale difetto del requisito dell'attualità della pericolosità sociale.

I punti cardine della decisione poggiano su una serie di circostanze. 

Il lasso temporale: tutti gli episodi delittuosi contestati si sono interrotti al più tardi nel 2019, determinando un intervallo temporale di circa sette anni senza che siano emerse ulteriori condotte penalmente rilevanti.

Inadempimenti marginali: l'omessa presentazione alla firma in sole due occasioni (a fronte di una misura durata oltre un anno e mezzo e cessata a maggio 2025) non è stata ritenuta sufficiente per formulare un giudizio prognostico negativo.

Stabile attività lavorativa: la difesa ha documentato lo svolgimento continuativo e regolare, a partire dal 2020 e fino all'attualità, dell'attività lavorativa retribuita come trattorista presso un'azienda agricola locale.

Inoltre i contatti con pregiudicati segnalati dall’accusa non possiedono una portata indiziaria autonoma idonea a dimostrare l'attuale inserimento in contesti criminali.

Alla luce del quadro complessivo, il Tribunale ha disposto il rigetto integrale della proposta della Dda di Catanzaro.