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12/02/2026 ore 15.32
Cronaca

Scalea, domani i funerali di Francesca Nepita: «Nel dare la vita ha compiuto il più grande atto d’amore»

La donna ha partorito la mattina del 7 gennaio scorso nel reparto di Ostetricia dell’ospedale di Lagonegro. Ma poco dopo ha cominciato a sentirsi male e due ore dopo è spirata, a soli 36 anni. Fatale, forse, una crisi cardiaca

di Francesca Lagatta

Si terranno domani pomeriggio alle 15, nella chiesa Santissima Trinità di Scalea, i funerali di Francesca Nepita, la 36enne di Santa Maria del Cedro morta sabato scorso poco dopo aver dato alla luce la sua terza figlia all’ospedale San Giovanni di Lagonegro. Sul manifesto funebre, prima dell’annuncio delle esequie, campeggia una scritta che racconta tutto il suo sacrificio di donna e di madre: «Nel dare la vita ha compiuto il più grande atto d’amore, il suo sorriso rimarrà luce nei cuori di chi l’ha amata». Il feretro giungerà nella chiesa di località Pantano domani mattina alle 10.

Questa mattina l’autopsia

I funerali sono stati autorizzati dopo l’esame autoptico sulla salma, avvenuto questa mattina e disposto dal pubblico ministero Gianluca Grippo, titolare del fascicolo dell’inchiesta avviata dalla procura di Lagonegro. L’accertamento è finalizzato a stabilire con certezza le cause del decesso ed eventualmente a stabilire presunte responsabilità mediche nella vicenda. Al momento, risultano iscritti nel registro degli indagati quattro sanitari. 

Fatale il secondo arresto cardiaco

Da una prima ricostruzione sembrerebbe che la donna, subito dopo il parto, abbia avuto un’emorragia uterina e due crisi cardiache, la seconda delle quali risultata fatale. La bimba, invece, è fortunatamente sopravvissuta.

Francesca era cresciuta a Marcellina, popolosa frazione di Santa Maria del Cedro, ma da anni viveva a Scalea con il marito Giuseppe e le altre due figlie, di nove e cinque anni.

L’indagine interna all’Asp di Potenza

Oltre al procedimento giudiziario avviato dalla procura lagonegrese, esiste un secondo filone di inchiesta ed è quello avviato dalla direzione dell’Azienda Ospedaliera San Carlo. Per capire cosa è accaduto la mattina del 7 gennaio nel punto nascita dell’ospedale San Giovanni è stata creata un’apposita commissione, formata da un gruppo tecnico che ha già effettuato dei sopralluoghi.

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