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02/03/2019 ore 22.28
Cronaca

Scalea, panico sul treno regionale: un principio d'incendio blocca i passeggeri per due ore

Le operazioni di ripristino sono durate due ore, durante le quali molti viaggiatori hanno accusato dei malori

di Francesca Lagatta

Nel tardo pomeriggio di oggi, introno alle 18:15, sul teno regionale proveniente da Reggio Calabria si è scatenato il panico a causa di un principio d'incendio, quando il convoglio era in dirittura d'arrivo alla fermata di Scalea. Secondo i testimoni, dopo aver fatto tappa alla stazione di Marcellina-Verbicaro-Orsomarso, ricadente nel territorio di Santa Maria del Cedro, il treno si sarebbe fermato improvvisamente e apparentemente senza motivo. Il personale incaricato, nonostante il buio totale a bordo, ha successivamente intimato ai passeggeri di spostarsi nelle carrozze alle due estremità, circostanza che lascia ipotizzare che il guasto si sia manifestato in uno scomparto centrale. Immediatamente sono stati allertati i vigili del fuoco, che grazie al loro intervento hanno evitato il peggio.

Malori tra i passeggeri

Le operazioni di ripristino hanno necessitato di oltre due ore d'attesa e alcuni viaggiatori, a cui è stato imposto il divieto di lasciato il convoglio, hanno accusato dei malori, legati per lo più allo spavento. Il convoglio ha poi ripreso a camminare sulle rotaie molto lentamente e si è fermato alla stazione di Scalea, dove ad attendere i malcapitati passeggeri c'erano amici e parenti in preda all'ansia.

«Mezzi di trasporto come nel Medioevo»

Una volta al sicuro, i pendolari hanno espresso tutta la rabbia e l'indignazione per quanto accaduto. «Al nord pensano ai treni ad alta velocità - dice uno di loro- mentre qui in Calabria si rischia di morire su un regionale per un banale guasto. Sembra di stare nel Medioevo». Gli fa eco un altro: «Non è la prima volta che accade negli ultimi tempi, purtroppo. I treni calabresi non sono sicuri, per non parlare delle strade, gli aeroporti poi non esistono o non funzionano. Di questo passo saremo costretti a viaggiare a piedi, molto meglio». Poi è la volta di un madre: «Mio figlio su quel treno si è sentito male, gli mancava il respiro e non lo hanno fatto scendere. Io non lo so cos'è successo, non lo so ancora, ma so che questo episodio va denunciato. Paghiamo il biglietto regolarmente, tutti i santi giorni, e mio figlio ha il diritto di viaggiare su un mezzo di trasporto sicuro». Poi c'è anche chi nonostante lo spavento, trova la forza di vedere il lato positivo della vicenda: «Ci è andata anche piuttosto bene, se avessimo percorso ancora qualche chilometro, quattro o cinque al massimo, ci saremmo fermati nel bel mezzo della lunghissima galleria che unisce il tratto ferroviario tra Scalea e Praia a Mare. Non so se i vigili del fuoco sarebbero potuti intervenire in tempo e a quest'ora staremmo raccontando forse l'ennesimo dramma che si poteva evitare».