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09/09/2026 ore 13.08
Cronaca

Scuole, Calabria nella mappa delle fragilità: alta pericolosità idraulica e mense solo in un edificio su quattro

Il rapporto dell'Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola di Cittadinanzattiva presentato alla Camera evidenzia le criticità del patrimonio scolastico italiano. Tutti i dati

di Redazione

Scuole esposte ai rischi del territorio e una dotazione ancora insufficiente di servizi. È il quadro che emerge per la Calabria dal XXIV Rapporto dell'Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola di Cittadinanzattiva, presentato oggi alla Camera dei deputati. Un rapporto che fotografa a livello nazionale una situazione ancora critica sul fronte della sicurezza degli edifici scolastici, con 68 crolli registrati tra settembre 2025 e agosto 2026, oltre 80 mila denunce di infortunio agli studenti nel 2025 e una forte esposizione degli istituti ai rischi naturali. Sul fronte della sicurezza sismica, il rapporto evidenzia che in Italia 17.408 edifici scolastici, pari al 44% del totale di 39.351, si trovano in zone ad elevata sismicità, classificate nelle zone 1 e 2. Eppure soltanto il 4% circa degli edifici ha beneficiato di interventi di adeguamento o miglioramento sismico. Sono invece 13.379, pari al 17% del totale, gli edifici progettati secondo la normativa sismica.

Per la Calabria il tema assume un rilievo particolare anche sul versante del rischio idraulico. Il rapporto, attraverso l'incrocio tra l'Anagrafe dell'edilizia scolastica e le mappe ufficiali dell'ISPRA, segnala infatti la regione tra quelle che emergono maggiormente considerando la sola classe P3, corrispondente alla pericolosità idraulica elevata, insieme a Liguria ed Emilia-Romagna. Complessivamente sono 7.543 gli edifici scolastici italiani, pari al 19,2% del campione, che ricadono in aree da moderata ad elevata pericolosità idraulica, con un coinvolgimento di oltre 1 milione e 340 mila studenti. La distribuzione sul territorio nazionale non è uniforme: Emilia-Romagna e Toscana presentano le incidenze più elevate nella classe P4, mentre nella sola P3 il rapporto porta in primo piano, appunto, Liguria, Emilia-Romagna e Calabria.

C'è poi il capitolo del rischio idrogeologico. Dall'incrocio tra l'Anagrafe dell'edilizia scolastica e la Mosaicatura nazionale ISPRA delle aree a pericolosità da frana PAI risultano 5.113 edifici scolastici, pari al 13% del totale, situati in aree classificate da pericolosità molto elevata a moderata oppure nelle cosiddette aree di attenzione, per un impatto complessivo su quasi 465 mila alunni. Il rapporto indica tra le regioni con il maggior numero di edifici esposti Toscana e Campania.

Un altro elemento critico riguarda le mense scolastiche. In Italia ne è dotato appena il 36% degli edifici, poco più di uno su tre. La Calabria si ferma al 22,53%, una delle percentuali più basse del Paese, davanti soltanto a Sicilia, con il 14,43%, e Campania, con il 18,07%. In altre parole, in Calabria meno di un edificio scolastico su quattro dispone di una mensa. Il dato si inserisce in un quadro meridionale caratterizzato anche da ritardi nell'attuazione di alcuni interventi finanziati dal PNRR. Cittadinanzattiva segnala in particolare difficoltà nelle regioni del Sud per gli interventi destinati ad asili nido e scuole dell'infanzia, con il rischio di incidere sulla capacità di creare nuovi posti per i servizi educativi.

A livello nazionale, il rapporto evidenzia inoltre l'età avanzata del patrimonio scolastico: il 49% degli edifici è stato costruito prima del 1976, mentre il 59% non dispone del certificato di agibilità e il 58,36% è privo del certificato di prevenzione incendi. Solo il 7,42% degli edifici dispone inoltre di sistemi di condizionamento o ventilazione, in un contesto nel quale il caldo estremo viene indicato come una crescente minaccia per la salute di studenti e personale.

«Questo nuovo Rapporto conferma quanto denunciamo da tempo: sulla sicurezza delle scuole serve un cambio di passo. Il focus sui rischi idraulico e idrogeologico è particolarmente importante, perché dimostra che la sicurezza di un edificio scolastico non può essere separata dalle fragilità del territorio. A questo si aggiungono il rischio sismico e temperature sempre più estreme», ha commentato Antonio Caso, deputato del Movimento 5 Stelle, chiedendo prevenzione, una mappatura integrata dei rischi, una programmazione stabile e un sostegno concreto agli enti locali. Tra le proposte di Cittadinanzattiva c'è un investimento di 3 miliardi di euro nel prossimo triennio, con 500 milioni l'anno destinati al piano clima e altrettanti agli interventi strutturali prioritari. L'associazione chiede inoltre una mappatura integrata dei rischi sismico, idraulico e idrogeologico, l'aggiornamento annuale dei piani di emergenza e l'estensione dell'obbligo delle prove di evacuazione anche agli scenari sismici e idrogeologici.