Separazione delle carriere in una scuola di Soverato, il preside: «È vero, si è parlato di votare Sì senza contraddittorio»
Il dirigente, raggiunto da LaC News24, spiega che erano previsti due incontri e che il tema riforma doveva essere discusso con i rappresentanti di entrambi gli schieramenti: il progetto è stato sospeso. Incontri senza controparte anche in altre scuole della città
«Nel primo incontro non si doveva parlare della separazione delle carriere perché mi mancava la controparte». Non ci sta il preside dell’Istituto paritario Don Bosco di Soverato a osservare la propria scuola travolta dall’imbarazzante affaire dell’istruzione a senso unico sulla separazione delle carriere. Raggiunto al telefono da LaC News24, il dirigente Domenico Agazio Servello ci racconta che sì, la sua scuola aveva «sposato un progetto che non ha niente a che vedere con il Miur» ma con la Camera penale di Catanzaro «perché si parlava di diritti costituzionali». Ma questo progetto, spiega Servello, doveva essere diviso in due momenti: «Il primo incontro della durata di due ore dedicato allo studio dei principi costituzionali – legge il preside – con riferimento principale agli articoli 24, 25, 27 e 111». E quindi «nel primo incontro non si doveva parlare della separazione delle carriere perché mi mancava la controparte».
Progetto sulla giustizia nelle scuole di Catanzaro, Valditara: «L’accordo con la Camera penale è una bufala»Il secondo incontro e l’assenza di rappresentanti del No
Nel secondo incontro, invece, «incentrato sul principio costituzionale del giusto processo» dovevano essere presenti «i due comitati», ovvero un rappresentate a favore della riforma costituzionale della Giustizia e un rappresentante sfavorevole alla riforma. «In questo secondo incontro aveva motivo logico di essere presente anche il comitato del No», dice Servello. Peccato però che il comitato del No fosse assente e che la notizia sia trapelata e finita su tutti i media scatenando un putiferio di comunicati tra l’Associazione nazionale magistrati di Catanzaro che lamentava la propria esclusione da un progetto fatto in accordo col governo, la Camera penale che rispondeva che non esiste nessun protocollo col Ministero, il ministro Valditara che si affrettava a parlare di “bufala” e, subito dopo – visto che un protocollo in effetti cominciava a circolare – il direttore generale per lo studente, l'inclusione, l'orientamento e il contrasto alla dispersione scolastica del ministero dell'Istruzione e del merito, Francesca Carbone, interveniva per comunicare che il protocollo con le Camere Penali risulta scaduto nel 2025 e non è più vigente. Anche l'Unione degli studenti è intervenuta per sottolineare il fatto come «inaccettabile».
«Hanno detto che bisognava votare Sì»
Un macello diplomatico e istituzionale nel quale è finita anche la scuola don Bosco di Soverato all’interno della quale, venerdì scorso, è avvenuto l’incontro con i rappresentanti della Camera Penale. Il preside quel giorno era assente ma, ribadisce, «nel primo incontro ci doveva essere solo la Camera Penale e l'osservatorio giovane perché non si doveva parlare di separazione delle carriere». Invece «io non ero presente – dice Servello, però ho parlato con la referente e mi hanno detto sì, effettivamente hanno tirato in ballo, hanno parlato del Sì, che bisognava votare Sì, insomma sono stati un po' come dire... Essendo in una scuola questo atteggiamento non è proprio il massimo».
Il preside ribadisce il concetto: «La scuola deve essere al di sopra delle parti. Nel momento in cui c'è una campagna referendaria, se io faccio un incontro su quel tema, ci devono essere tutte le rappresentanze».
«Progetto sospeso e incontro coi rappresentanti del No»
Attualmente, ci dice il dirigente, «il progetto è stato sospeso» ed è previsto un incontro con un rappresentante del No. «Io sono in contatto adesso con l'Associazione nazionale magistrati, consentiremo ad un loro rappresentante di venire a fare un incontro con i ragazzi per sentire le loro ragioni».
Anche altre scuole di Soverato coinvolte
C’è da dire anche un’altra cosa. Non solo la Don Bosco ha partecipato al progetto con la Camera Penale di Catanzaro. A Soverato si parla anche di incontri, avvenuti prima, nel Liceo Scientifico di Soverato. Inoltre il progetto era stato inviato, a fine marzo 2025, anche all’Istituto tecnico per geometri “Malafarina” di Soverato. L’incontro non si è svolto perché sottoposto a una commissione scolastica che lo stava valutando.