✕
Sezioni
Edizioni locali
28/09/2026 ore 07.58
Cronaca

Sequestrati beni per oltre 4,7 milioni di euro: nel mirino società e aziende riconducibili alla cosca Mancuso – NOMI

Le misure patrimoniali si inseriscono nel più ampio procedimento “Carthago Maestrale-Olimpo-Imperium”, coordinato dalla Procura distrettuale di Catanzaro. Fondamentali le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia 

di Redazione Cronaca

Beni e società per un valore complessivo stimato in oltre 4,7 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza nell’ambito delle misure di prevenzione disposte dal Tribunale di Catanzaro che ha emesso due provvedimenti. L’operazione è stata eseguita dai militari del Comando Provinciale di Catanzaro e del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata (Scico) di Roma, sulla base di due provvedimenti emessi dalla Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione del Tribunale catanzarese.

I provvedimenti riguardano in particolare due società di capitali, con i relativi patrimoni aziendali, un’impresa individuale e quote societarie di un’ulteriore società di capitali.  Le aziende interessate hanno sede tra Milano e Catania e operano, tra gli altri settori, nella gestione di attività turistico-alberghiere, nel commercio di prodotti ittici e in quello di prodotti floreali.

Le misure patrimoniali si inseriscono nel più ampio procedimento “Carthago Maestrale-Olimpo-Imperium”, coordinato dalla Procura distrettuale di Catanzaro. Le indagini avrebbero consentito di delineare l’esistenza di un’organizzazione criminale ritenuta collegata alla cosca Mancuso di Limbadi e Nicotera, capace, secondo gli inquirenti, di esercitare la propria influenza su diverse attività economiche, in particolare nel comparto turistico-alberghiero.

Gli investigatori hanno inoltre valorizzato le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia. Stando a quanto riferito dalla Procura, attraverso intestazioni fittizie di quote societarie e cariche aziendali, alcuni soggetti avrebbero consentito a persone ritenute appartenenti o vicine alla criminalità organizzata di mantenere interessi nelle attività imprenditoriali, schermandoli rispetto alle possibili aggressioni patrimoniali dell’autorità giudiziaria.

I destinatari del provvedimento

Le misure odierne riguardano, in particolare, un imputato originario della provincia di Vibo Valentia, Assunto Natale Megna, già condannato in primo grado con rito abbreviato dal Gup di Catanzaro alla pena di 20 anni di reclusione. L’uomo, di Nicotera, sarebbe stato ritenuto intraneo, con il ruolo di organizzatore, alla cosca Mancuso e responsabile di diversi reati, tra cui trasferimento fraudolento di valori, usura ed estorsione.

Destinatari anche i successori di un imprenditore siciliano, Francesco Rapisarda, originario della provincia di Catania, rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa e trasferimento fraudolento di valori nell’ambito del procedimento celebrato con rito ordinario. L’imprenditore è deceduto prima della conclusione del giudizio di primo grado davanti al Tribunale di Vibo Valentia.

Proprio nei confronti dei suoi successori, il Tribunale di Catanzaro ha adottato uno dei provvedimenti con procedura anticipata in via d’urgenza. La misura, spiega la Procura, è stata disposta in attesa del successivo contraddittorio, nel quale dovrà essere verificata la sussistenza dei presupposti per l’eventuale confisca dei beni.

Nel corso degli accertamenti economico-patrimoniali avrebbe inoltre assunto particolare rilievo la collaborazione del figlio del primo indagato, oggi collaboratore di giustizia. Le sue dichiarazioni, secondo gli investigatori, avrebbero consentito di ricondurre al padre un’impresa individuale formalmente intestata a un presunto prestanome e ora raggiunta dal sequestro.

Le attività interessate comprendono anche noti villaggi turistici del litorale vibonese, oltre ad aziende impegnate nel commercio di prodotti ittici e floreali.

Per una delle realtà imprenditoriali, gli investigatori contestano il beneficio derivante dall’agevolazione mafiosa riconducibile alla cosca Mancuso. Nell’altro caso, la ricostruzione investigativa fa riferimento invece a un rapporto di natura sinallagmatica che sarebbe stato instaurato dall’interessato con la criminalità organizzata, configurando secondo l’accusa un concorso esterno.

Il provvedimento di sequestro ha riguardato il villaggio turistico Sayonara, il villaggio turistico Green Garden di Briatico, una società con sede a Milano ma con punti vendita nella provincia di Vibo Valentia operante nella vendita di prodotti ittici e ditta individuale di vendita di fiori e piante.