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06/11/2026 ore 08.10
Cronaca

Sequestro per 400mila euro a una donna cosentina ritenuta vicina alla cosca Lanzino-Ruà-Patitucci

Per gli inquirenti il denaro contante sequestrato sarebbe il provento illecito di usura e traffico di sostanze stupefacenti. La destinataria del provvedimento coinvolta nelle incheste Reset e Recovery

di Redazione Cronaca

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro e del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata di Roma hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Catanzaro per 400mila euro.

Il provvedimento è stato emesso nei confronti di una donna originaria di Cosenza, ritenuta, sulla base degli elementi attualmente acquisiti, socialmente pericolosa in relazione alle risultanze investigative emerse nell’ambito dei procedimenti penali Reset e Recovery, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro.

Nell’ambito del procedimento Reset, celebrato con rito abbreviato, è stata condannata dal Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro, con sentenza del 19 dicembre 2024 non definitiva, alla pena di quattordici anni e quattro mesi di reclusione. Secondo quanto emerso dalle indagini, la donna avrebbe rivestito un ruolo di rilievo nel gruppo criminale denominato “Lanzino-Ruà-Patitucci”, operante nella città di Cosenza, svolgendo compiti di intermediazione nella raccolta di somme di denaro, di tenuta della relativa contabilità e risultando coinvolta anche in vicende di natura usuraria.

Nel 2024 la medesima è stata destinataria di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nell’ambito del procedimento Recovery. In tale procedimento le viene contestato il ruolo di organizzatrice di un sodalizio ritenuto operativo, dal 2016, nella città di Cosenza e nel relativo territorio provinciale e dedito al traffico di sostanze stupefacenti. Secondo l’ipotesi accusatoria avrebbe detenuto parte delle risorse finanziarie del gruppo, curato l’acquisto di quantitativi di sostanza stupefacente e provveduto, anche tramite altri soggetti, alla riscossione dei proventi dell’attività illecita.

Il procedimento di prevenzione trae origine dal rinvenimento della somma di denaro contante nel corso di una perquisizione domiciliare eseguita nel dicembre 2023. La somma era stata contestualmente sottoposta a sequestro nell’ambito di un distinto procedimento penale. I successivi approfondimenti svolti dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro avrebbero consentito, secondo la prospettazione accolta nel provvedimento, di ricondurre la disponibilità del denaro alle attività delittuose contestate e di rilevarne la sproporzione rispetto alle fonti lecite dichiarate.