Sfondano la porta e aggrediscono una famiglia dello Sri Lanka a Catanzaro: «Se razzismo, tolleranza zero»
Notte di violenza nel centro storico: una coppia avrebbe fatto irruzione nell’abitazione di una famiglia originaria dello Sri Lanka. Il padre è fuggito ferito, la madre ha avuto un malore. Sinistra Italiana denuncia il clima d’intolleranza
Una famiglia originaria dello Sri Lanka aggredita nella propria abitazione, un uomo costretto a fuggire ferito e la madre soccorsa d’urgenza dopo un malore. È il quadro della violenta vicenda avvenuta nella tarda serata di ieri in via Sensales, nella zona di Montecorvino, nel centro storico di Catanzaro. Quella che inizialmente sembrava una lite per futili motivi si sarebbe trasformata in un’aggressione che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stata accompagnata anche da insulti a sfondo razzista.
Sulla vicenda indagano i carabinieri, impegnati a ricostruire la dinamica e le responsabilità. Gli accertamenti riguardano le posizioni di tre cittadini catanzaresi, una donna e due uomini. Uno di questi ultimi sarebbe già noto alle forze dell’ordine per precedenti episodi di aggressione all’interno di locali del centro cittadino: un elemento che gli investigatori stanno valutando nel quadro complessivo della vicenda.
L’irruzione in casa e l’aggressione alla famiglia
Secondo la prima ricostruzione, la vicenda sarebbe iniziata con accuse relative a un presunto danneggiamento di un’automobile. Una coppia, che sarebbe stata in stato di alterazione psicofisica, avrebbe raggiunto l’abitazione della famiglia srilankese e, dopo aver sfondato la porta a vetri, sarebbe entrata in casa.
La situazione sarebbe rapidamente degenerata. Gli occupanti sarebbero stati aggrediti con calci e pugni, accompagnati da insulti che, stando alle ricostruzioni, avrebbero avuto anche una connotazione razzista. La colluttazione si sarebbe poi spostata all’esterno, lungo il vicolo, coinvolgendo i componenti della famiglia.
Il padre, ferito al volto, sarebbe riuscito a divincolarsi e ad allontanarsi, facendo perdere temporaneamente le proprie tracce. Gli aggressori sarebbero rimasti nell’abitazione, mentre scattava l’allarme e sul posto intervenivano le forze dell’ordine.
I soccorsi e la fuga dell’uomo ferito
In via Sensales sono arrivati i carabinieri, la Polizia di Stato e pattuglie della Guardia di finanza. Sul posto anche il personale sanitario del 118, intervenuto per prestare soccorso alla madre della famiglia, colpita da un malore in seguito allo spavento e allo stress. La donna, diabetica e con problemi legati ai valori glicemici, avrebbe avuto bisogno di un intervento urgente.
Nel frattempo sono partite le ricerche del padre, rintracciato nel vicino quartiere Maddalena, dove si era rifugiato dopo essere fuggito dall’aggressione. Per raggiungerlo e recuperarlo in sicurezza sono intervenuti anche i vigili del fuoco e una seconda ambulanza. L’uomo è stato quindi trasportato al pronto soccorso dell’ospedale cittadino per le cure e gli accertamenti: le sue condizioni, secondo le prime informazioni, non sarebbero tali da metterne in pericolo la vita.
Sinistra Italiana: «Non possiamo normalizzare la violenza»
L’episodio ha suscitato la reazione del circolo «Giuditta Levato» di Sinistra Italiana Catanzaro. In una nota, Elisabetta Trecozzi, della segreteria regionale, e Fabiola Scozia, segretaria cittadina del circolo, definiscono l’aggressione un fatto che «scuote le coscienze e chiama in causa l’intera comunità».
Le due esponenti sottolineano la necessità di non sottovalutare l’eventuale componente razzista dell’accaduto e invitano a contrastare ogni forma di discriminazione. «Non possiamo e non dobbiamo normalizzare tale violenza», scrivono, collegando il rischio di episodi simili anche alla diffusione di un linguaggio pubblico che trasforma le persone migranti in una minaccia.
La nota richiama anche la retorica politica sulla cosiddetta «remigrazione», accusata di alimentare paure e divisioni. Le firmatarie precisano che non è possibile affermare un rapporto diretto tra tale propaganda e l’aggressione di Catanzaro, ma avvertono che sarebbe irresponsabile ignorare il clima culturale nel quale il pregiudizio può diventare socialmente accettabile.
«La famiglia aggredita non è “straniera” ma parte integrante della nostra città», scrivono Trecozzi e Scozia, ricordando che si tratta di persone che vivono e lavorano a Catanzaro. Da qui l’appello alle istituzioni, alle scuole, alle famiglie e ai cittadini affinché la risposta non si limiti alla condanna, ma si traduca in un impegno concreto contro il razzismo e l’intolleranza.
Bosco: «Tolleranza zero se sarà confermata la matrice razzista»
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del Consiglio comunale di Catanzaro, Gianmichele Bosco, che in una nota chiede di accertare con precisione quanto accaduto. «L’episodio di violenza che si è consumato nel centro storico è grave ed è bene che venga accertata fino in fondo l’esatta dinamica dei fatti», afferma.
Bosco sottolinea la preoccupazione per la possibile matrice razzista emersa dalle prime ricostruzioni, definendola «insopportabile per la nostra città». Il presidente del Consiglio comunale richiama la tradizione di convivenza civile di Catanzaro e ribadisce il rifiuto di ogni forma di violenza, soprattutto se legata all’etnia delle persone coinvolte.
«Voglio ribadire la necessità che venga fatta piena luce su quanto accaduto e che, se quei motivi saranno confermati, la risposta delle istituzioni e della politica sia ferma», conclude Bosco. «Di fronte a certi fatti non può esservi alternativa alla tolleranza zero».
Indagini in corso per ricostruire le responsabilità
Il movente e le singole responsabilità restano al centro degli accertamenti. Gli investigatori stanno ricostruendo le diverse fasi dell’aggressione, dall’origine del contrasto legato all’automobile fino all’irruzione nell’abitazione e alle violenze denunciate dalla famiglia.
La possibile matrice razzista, richiamata dalle prime ricostruzioni e dalle reazioni politiche, dovrà essere verificata nell’ambito delle indagini. Intanto, la vicenda riporta al centro del dibattito cittadino il tema della sicurezza e della convivenza, mentre la famiglia coinvolta affronta le conseguenze di una notte di paura consumata tra le mura di casa.