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10/09/2026 ore 18.05
Cronaca

Si è tolta la vita la figlia di Lea Garofalo, Denis Cosco aveva 35 anni

Si è lanciata dalla finestra ed è deceduta dopo quattro giorni di agonia. Aveva un figlio di quattro anni

di Redazione Cronaca

È morta Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, la testimone di giustizia diventata uno dei simboli della ribellione alla ’ndrangheta. Aveva 35 anni, la stessa età che aveva la madre quando venne assassinata. Denise si è lanciata dalla finestra ed è deceduta dopo quattro giorni di agonia. La notizia è stata riportata dall’Avvenire.

Lea Garofalo aveva deciso di collaborare con la giustizia soprattutto per proteggere la piccola Denise. «Parlo per amore di mia figlia», aveva spiegato. Una scelta che aveva portato madre e figlia sotto protezione e che aveva coinvolto, nel corso degli anni, don Luigi Ciotti, Libera e l’avvocata Enza Rando. Da quell’esperienza sarebbe nato anche il progetto “Liberi di scegliere”, rivolto alle persone che intendono sottrarsi ai contesti mafiosi e oggi diventato legge.

Nel 2009 l’ex compagno Carlo Cosco la convinse a lasciare la tutela e a raggiungerlo a Milano. Il 24 novembre di quell’anno la donna venne uccisa. Il suo corpo fu successivamente dato alle fiamme e fatto a pezzi. Solo alcuni anni più tardi vengono ritrovati alcuni resti, grazie alla collaborazione di uno dei responsabili, Carmine Venturino, fidanzato di Denise.

Denise rimase sotto protezione fino al 2018. Aveva cambiato nome, trovato un lavoro e vissuto in una località segreta. Negli anni, però, aveva attraversato periodi particolarmente difficili. Aveva un figlio, che oggi ha quasi quattro anni.

In queste ore sono numerosi gli attestati di vicinanza arrivati a Denise e alla sua famiglia. Tra le persone che le sono rimaste accanto nel corso degli anni c’è stato don Luigi Ciotti. Anche la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo, ha espresso la propria vicinanza.

Don Ciotti: «Immagino Denise abbracciata alla mamma»

«Oggi è morta una giovane donna coraggiosa e sofferente. Il coraggio e la sofferenza hanno rappresentato i due estremi dentro ai quali si è mossa l'intera vita di Denise, i due piani della bilancia che a lungo ha provato, con tutte le sue forze, a tenere in equilibrio. Oggi però qualcosa, in quel fragilissimo equilibrio, si è spezzato per sempre». A dirlo è don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele.

«Qualcosa si è spezzato dentro la sua anima inquieta e sensibile. E qualcosa si sta spezzando anche dentro di noi. Nel restare fedele al percorso di riscatto iniziato da Lea, la sua adorata mamma, Denise ha dovuto vivere per anni nascosta, senza però mai rassegnarsi davvero, perché il suo sogno era sentirsi finalmente libera e autonoma. Proprio come Lea, Denise aveva infatti una grande sete di vita, di libertà e di amore. Vogliamo adesso immaginarla riunita in un grande abbraccio con la sua mamma. Vorremmo dirle "Scusa! Perdonaci per non essere riusciti a tenerti qui con noi", ma anche "Grazie del tempo che abbiamo passato insieme. Non giudichiamo la sua storia, non innalziamola e non compatiamola. Lei non lo vorrebbe. Denise, resterai per sempre dentro al nostro cuore e al nostro impegno», conclude don Ciotti.