Si getta dal balcone insieme ai figli a Catanzaro, l’esperto: «Serve un welfare di comunità per intercettare il disagio nascosto»
Il sociologo Francesco Rao legge la tragedia oltre il fatto individuale e richiama il ruolo delle reti di prossimità: «L’evento si iscrive in una condizione di vulnerabilità sociale multidimensionale»
Il dramma consumatosi a Catanzaro, dove una madre si è lanciata dal balcone insieme ai figli, scuote profondamente la comunità e impone una riflessione che va oltre la cronaca. A intervenire è il sociologo Francesco Rao, che invita a leggere l’accaduto in una prospettiva più ampia, sociale e collettiva.
Catanzaro, si getta dal balcone insieme ai figli. I vicini: «I bambini non meritavano questo, è una tragedia immane»«Nel pieno rispetto del necessario riserbo imposto all’indagine in corso, quanto accaduto a Catanzaro richiede una lettura che trascende la dimensione del fatto individuale», afferma Rao, sottolineando come alcuni elementi emersi – tra cui la frequentazione della parrocchia – riportino al centro «il ruolo delle istituzioni intermedie e delle reti di prossimità nella costruzione dei legami sociali».
Il sociologo richiama quindi la complessità dei fattori che possono condurre a gesti estremi: «Da un punto di vista sociologico, è necessario richiamare con forza la natura articolata delle motivazioni che possono condurre al suicidio, ossia un intreccio di sofferenza psico-emotiva, percezione di isolamento, perdita di senso, condizioni di vulnerabilità economica e talvolta vissuti di impotenza o di non appartenenza».
Un quadro che diventa ancora più allarmante quando si manifesta in contesti familiari apparentemente lontani da tali criticità. «Circostanze che naturalmente aumentano il dubbio e la preoccupazione quando si verificano in segmenti familiari che non registrano questi fenomeni», evidenzia Rao.
Non si tratterebbe semplicemente di una mancanza di relazioni, ma di qualcosa di più profondo: «In questo quadro non siamo di fronte a una semplice assenza di relazione, ma a una possibile crisi della capacità di intercettare e riconoscere precocemente il disagio, soprattutto quando esso si manifesta in forme silenti e profondamente interiorizzate».
Catanzaro, si getta dal balcone con tre figli: il marito disperato ha provato a rianimare i bambini, due sono mortiIl tragico evento viene così inserito in una cornice più ampia di vulnerabilità sociale multidimensionale: «L’evento che si è registrato a Catanzaro si iscrive dunque in una condizione di vulnerabilità sociale multidimensionale che, in contesti segnati da fragilità socio-economiche e indebolimento del capitale sociale, tende a rimanere invisibile proprio fino ai gesti estremi».
Da qui, la necessità di un cambio di passo nelle politiche sociali e territoriali: «Ne deriva perciò la necessità di rafforzare un welfare di comunità fondato sull’integrazione tra servizi, terzo settore e realtà ecclesiali, affinché i territori possano esercitare una funzione effettiva di prossimità, ascolto e presa in carico precoce delle fragilità».