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27/05/2026 ore 18.00
Cronaca

Sistema Pallaria alla Regione, nuova richiesta di rinvio a giudizio alleggerita: prescritti 5 reati su 10

Dopo lo stralcio per un’eccezione di nullità è stata fissata una nuova udienza preliminare. Depennato il falso ideologico che accusava il manager in concorso con l’ex governatore Oliverio. Restano le corruzioni con l’ex assessore Stillitani, Incarnato e l’imprenditore Vittadello

di Alessia Truzzolillo

Ritorna a processo, ma con 5 capi di imputazione in meno, Domenico Pallaria il super manager della Regione Calabria imputato in un’inchiesta della Procura di Catanzaro che coinvolge anche politici, imprenditori, agenti delle forze dell’ordine, pubblici ufficiali.
Nel corso dell’udienza del 10 marzo scorso la posizione di Pallaria era stata stralciata in seguito a un’eccezione di nullità sollevata dall’avvocato difensore Aldo Ferraro il quale aveva messo in evidenza il mancato interrogatorio del manager dopo la chiusura delle indagini preliminari. Eccezione accolta dal gup Teresa Lidia Gennaro.

Il sistema Pallaria alla Cittadella: gli atti sul manager tornano in Procura. Un’eccezione riporta indietro le lancette

La Procura di Catanzaro ha notificato una nuova richiesta di rinvio a giudizio dalla quale ha espunto quei reati che sono caduti in prescrizione. Dunque se prima a Pallaria venivano contestati 10 reati, oggi ne vengono contestati 5. Resta il grosso delle contestazioni.
Resta in piedi il reato di corruzione in concorso con Giovanna Belvedere in cui viene contestato a Pallaria di essersi attivato affinché Belvedere venisse assunta dall’Azienda Calabria Lavoro, ente della Regione Calabria, in cambio della promessa di favori sessuali.

Contestata anche la falsità ideologica in concorso con Giovanni Forciniti, in qualità di direttore generale di Azienda Calabria Lavoro per aver collocato Belvedere in posizione utile nella short list di esperti bandita dalla Regione Calabria per favorirne l’inserimento nell’ente.

Domenico Pallaria è poi accusato di peculato perché avrebbe adoperato l’auto in uso alla Protezione Civile, nel periodo in cui era dirigente generale, per farsi accompagnare a una seduta di fisioterapia.

In concorso con l’imprenditore ed ex assessore regionale Francescantonio Stillitani, Pallaria è accusato di corruzione perché nel periodo in cui ricopriva le cariche di in qualità di dirigente generale reggente del dipartimento Infrastrutture Lavori Pubblici e Mobilità, nonché dirigente generale reggente del dipartimento di Presidenza e dirigente ad interim dell’Uoa Protezione Civile del dipartimento di Presidenza della Regione Calabria, si sarebbe messo a disposizione di Stillitani per agevolarlo nell’ottenimento di un contributo regionale da investire nelle proprie attività turistico- alberghiere. In cambio avrebbe ricevuto un soggiorno gratuito per tre mesi nel Garden Resort di Stillitani, prezzi di favore nella stessa struttura per parenti e amici e la promessa di assunzione di due soggetti legati a Pallaria.

Infine vi è la contestazione di corruzione in concorso con Luigi Incarnato (in qualità di liquidatore pro tempore della Sorical), l’imprenditore Sergio Vittadello e Giada Fulini (dipendente della società Intercantieri Vittadello) perché Pallaria e Incarnato, in cambio di beni o altre utilità avrebbero favorito gli interessi privati di Vittadello per accelerare l’inizio dei lavori per l’impianto di valorizzazione e recupero in località Alli a Catanzaro. Pallaria avrebbe consigliato a Vittadello, tramite di Giada Fulini, le procedure di gara alle quali partecipare e si sarebbe attivato per conoscere lo stato del pagamento di alcuni debiti che gravavano sulla Regione Calabria in favore delle imprese di Vittadello. Infine Pallaria e Incarnato si sarebbero accordati con Giada Fulini, che avrebbe agito nell’interesse di Vittadello, per l’affidamento della gestione della diga del Menta alle imprese Vittadello, elaborando un meccanismo che consentisse di non indire una gara pubblica.

I reati prescritti

Sono stati depennati dalla nuova richiesta di rinvio a giudizio, perché avvinti dalla prescrizione, il reato di falso ideologico che accusava Pallaria, insieme ad Antonio Nisticò, responsabile amministrativo del settore Protezione Civile – istigati dall’ex governatore Mario Oliverio – di aver illecitamente prorogato di un anno il contratto a Giovanni Marra, Salvatore Rotundo, Alessandro Rugolo e Luigi Russo assunti nel 2017 con un contratto co.co.co nel dipartimento di Protezione Civile.

Un reato di peculato per l’uso improprio dell’auto della Protezione Civile.

Depennato i reati di truffa e falso ai danni della Regione poiché il manager avrebbe falsamente attestato di essersi recato a Roma per motivi istituzionali – ovvero per il progetto Metramo – quando, sostiene l’accusa, vi si sarebbe recato «per motivi strettamente personali» facendosi rimborsare le spese della trasferta per un totale di 232 euro, comprese le 17 euro di taxi.
Cade anche il falso contestato in concorso con la moglie per il rimborso dei soldi del taxi.

Il 23 giugno prossimo la posizione di Domenico Pallaria verrà ricongiunta a quella degli altri imputati. Per effetto di questa ripartenza del procedimento nei suoi confronti, cinque della imputazioni sono decadute per intervenuta prescrizione. Per quanto riguarda i suoi presunti correi, invece, il processo proseguirà poiché nei loro confronti si applicheranno più lunghi termini di prescrizione perché per loro il processo era validamente iniziato.