Smaltimento illecito di fanghi in mare: a Reggio Calabria sequestrati beni per 10 milioni alla società Idrorhegion
VIDEO | L’inchiesta dal Nucleo operativo ecologico dei carabinieri ricostruisce la gestione irregolare dei depuratori di Ravagnese e Catona, con acque reflue non trattate, causando frode all’ente comunale
Smaltimento illecito di fanghi dei depuratori attivi nel comune di Reggio Calabria, con risparmio di spesa per l'azienda incaricata, inquinamento del mare e frode ai cittadini. E' il cuore di una inchiesta del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Reggio Calabria, con la collaborazione dei colleghi romani, che ha portato a un decreto di sequestro preventivo messo d'urgenza dal Pm nei confronti della società Idrorhegion s.c.a.r.l, impresa affidataria della gestione dei sette impianti di depurazione delle acque reflue a Reggio Calabria.
L'indagine, denominata Panta Rei, è nata nel corso del 2025 dopo segnalazioni di gravi anomalie operative riscontrate nell'impianto di depurazione di Ravagnese e di Catona.
Grazie anche all'ausilio del sistema di videosorveglianza, il supporto del nucleo elicotteri di Vibo Valentia e un consulente esperto in materia, è stata ricostruita una gestione sistematicamente illecita degli impianti, in violazione delle prescrizioni contenute nei titoli autorizzativi ambientali compresa l'autorizzazione allo scarico, per conseguire risparmi di spesa, con frode per l'ente comunale.
I fanghi di depurazione erano depositati in maniera incontrollata in luoghi non autorizzati e versati poi in mare, mentre le acque reflue non erano adeguatamente trattate ed erano scaricate in mare. Le analisi hanno evidenziato il superamento dei limiti tabellari previsti dalla normativa ambientale vigente nei principali parametri chimici-fisici e microbiologici. Il valore complessivo dei beni immobili e immobili sottoposti al sequestro è stimato in circa 10 milioni di euro.