«Solo giustizia, nessun’altra mamma provi questo dolore»: la lezione della madre di Antonio Perrotta a chi invoca vendetta
Le parole affidate al sindaco di Fuscaldo Giacomo Middea dopo la visita alla madre del giovane morto in seguito alla rissa davanti a una discoteca di Sangineto: «La sofferenza deve fermarsi qui». Un messaggio che, dentro una tragedia, diventa uno straordinario insegnamento di umanità
Non chiede che qualcuno soffra quanto ha sofferto lei. Non invoca una pena che somigli al dolore che le è stato imposto. Chiede soltanto giustizia. E che nessun'altra madre debba conoscere quello che ha conosciuto lei.
Sono parole che pesano quelle pronunciate dalla madre di Antonio Perrotta, il giovane morto dopo la rissa scoppiata davanti a una discoteca di Sangineto. A raccontarle ai nostri microfoni è il sindaco di Fuscaldo, Giacomo Middea, che qualche giorno fa è andato a trovarla nella sua abitazione.
«Cerco giustizia per mio figlio, non voglio vendetta. Nessuna madre dovrà mai provare il dolore che ho provato io», gli ha detto.
Poi una frase ancora più forte. Qualcuno, inevitabilmente, davanti a una morte così assurda può pensare che chi ne è responsabile debba provare la stessa sofferenza. La risposta della donna è stata netta: «Assolutamente no. La sofferenza e il dolore devono fermarsi qui».
È in queste poche parole che una tragedia privata assume un significato che va oltre una casa, una famiglia, persino oltre Fuscaldo. Perché quando il dolore potrebbe trasformarsi facilmente in rabbia e desiderio di rivalsa, scegliere di chiedere giustizia senza reclamare altro dolore significa tracciare un confine preciso.
Middea lo definisce un insegnamento che ciascuno dovrebbe fare proprio, auspicando che possa «diffondersi come verbo all'interno della società».
Antonio non tornerà. E nessuna sentenza potrà restituire a una madre ciò che ha perso. Sarà la giustizia a dover ricostruire responsabilità e fatti e a dare le risposte che una morte tanto dolorosa pretende. Ma mentre tutto questo segue il proprio corso, da quella casa di Fuscaldo arriva un messaggio difficile da ignorare: il dolore non si cancella infliggendone altro.
Una madre che avrebbe ogni ragione per gridare rabbia chiede invece che la catena si spezzi proprio davanti a lei: «La sofferenza deve fermarsi qui».