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13/02/2026 ore 18.32
Cronaca

Sparatoria sul lungomare di Diamante, confermate le condanne per i tre fratelli De Rose

Lo ha stabilito la Cassazione che ha anche annullato la sentenza d'Appello per valutare la Giustizia riparativa. Sono accusati di duplice tentato omicidio dei proprietari di un noto locale davanti al quale si consumò una lite, poi degenerata. 

di Redazione Cronaca

La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità di tre fratelli per una sparatoria avvenuta all'esterno di un bar sul lungomare di Diamante sulla costa dell'Alto Tirreno cosentino. I tre fratelli sono accusati di duplice tentato omicidio.

La Cassazione ha disposto l'annullamento della sentenza emessa dalla Corte di Appello di Catanzaro, limitatamente alla sola valutazione sull'eventuale ammissibilità, per gli imputati, difesi dagli avvocati Cristian Cristiano, Francesco Santelli e Giuseppe De Marco, di accedere a un programma di Giustizia riparativa. In primo grado i tre fratelli Mattia, Massimo e Alessandro De Rose erano stati condannati a 12 anni di reclusione.

Sparatoria a Diamante nel 2022, condannati i tre fratelli De Rose: 12 anni di carcere per ciascuno

La condanna era stata confermata pure in Appello. La sparatoria avvenne il 4 febbraio del 2022 davanti a un bar sul lungomare di Diamante, nel Cosentino. I tre sono accusati di duplice tentato omicidio aggravato ai danni di Stefano e Gianluca Perugino, padre e figlio e proprietari di un noto locale diamantese davanti al quale avvenne la lite che poi degenerò. Stefano Perugino rimase ferito gravemente e fu trasportato all'ospedale di Cosenza dove per diversi giorni rimase ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di Rianimazione. Quell'episodio scosse la costa tirrenica cosentina. Adesso sulla responsabilità degli imputati per il reato di duplice tentato omicidio, la Corte Suprema di Cassazione ha posto "un sigillo di irrevocabilità”.

È stato poi disposto il rinvio ad un'altra sezione della Corte d'Appello catanzarese, che dovrà determinare, esclusivamente, le condizioni di un eventuale accesso al programma di Giustizia riparativa. Le parti civili, tra cui il Comune di Diamante, sono difese dagli avvocati Francesco Liserre, Luigi Crusco, Giuseppe Marchese e Perugino-De Rango.

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