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01/06/2026 ore 21.41
Cronaca

Strage ad Amendolara, la ricostruzione choc: il minivan cosparso di benzina e il rogo, un migrante sfuggito alle fiamme. Due persone in caserma

Sarebbero stati sette in tutto i passeggeri del mezzo incendiato, in cui sono stati trovati carbonizzati quattro braccianti pakistani. Un superstite non ancora rintracciato, mentre gli investigatori hanno individuato i possibili assassini

di Matteo Lauria

Emergono particolari sempre più drammatici sulla morte dei quattro cittadini pakistani trovati carbonizzati all'interno di un'auto nell'area di servizio lungo il vecchio tracciato della Statale 106, ad Amendolara. Si tratta di elementi investigativi ancora in attesa di riscontri ufficiali, ma che provengono da fonti ritenute attendibili e stanno orientando le attività degli inquirenti. Intanto, pare che siano stati individuati due dei presunti assassini, che sono stati sentiti dagli investigatori in queste ore. Importante si è rivelato il ruolo delle immagini di videosorveglianza.

Strage alla stazione di servizio di Amendolara, i quattro migranti sono stati uccisi e carbonizzati

Secondo una prima ricostruzione, all'interno del veicolo non ci sarebbero state quattro persone, bensì sette. Tra queste vi sarebbero stati anche due soggetti che avrebbero pianificato l'agguato. L'ipotesi al vaglio è che, una volta giunti nell'area di servizio, i due siano scesi dal mezzo per poi cospargere di carburante l'autovettura con a bordo gli altri occupanti.

A quel punto sarebbe divampato il rogo. Una scena descritta come agghiacciante. Uno dei cinque uomini rimasti nell'abitacolo sarebbe riuscito a uscire dal veicolo già avvolto dalle fiamme, allontanandosi gravemente ustionato. Di lui, però, non vi sarebbe ancora alcuna traccia. Le ricerche proseguono e l'eventuale ritrovamento potrebbe rappresentare una svolta decisiva per l'inchiesta.

Amendolara, Scientifica al lavoro sul luogo dell’omicidio. Arriva il Questore | VIDEO

Si tratta, al momento, di una ricostruzione investigativa che necessita di ulteriori verifiche e conferme, ma che viene considerata particolarmente attendibile negli ambienti investigativi.

Nel frattempo le quattro salme sono state trasferite all'obitorio del presidio ospedaliero spoke di Corigliano Rossano. Prima ancora dell'esame autoptico, i corpi dovranno essere sottoposti a nuovi accertamenti da parte della Polizia Scientifica. Le condizioni dei resti rendono estremamente complessa l'identificazione delle vittime. In alcuni casi sarebbero riconoscibili soltanto porzioni limitate dei corpi.

Resta confermata l'origine pakistana delle vittime, tutte impiegate come braccianti agricoli nel comprensorio dell'Alto Ionio cosentino. Gli investigatori stanno lavorando senza sosta per ricostruire i movimenti del gruppo e verificare ogni dettaglio di una vicenda che, ora dopo ora, assume contorni sempre più inquietanti.