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30/03/2026 ore 09.21
Cronaca

Strage del Raganello, oggi si torna in aula con le difese del sindaco di Civita Tocci e Giovanni Vangieri

Nell'ultima udienza la difesa aveva contestato i calcoli dei periti dell'accusa: «Usata una formula americana con i pollici al posto dei millimetri»

di Franco Sangiovanni

Sono passati quasi otto anni da quel 20 agosto 2018, quando una violenta piena improvvisa si abbatté sulle Gole del Raganello trascinando via dieci escursionisti. Una tragedia che scosse l'intera Calabria e che oggi ancora attende una risposta definitiva dalla giustizia.

 Il processo riprende oggi, 30 marzo, con un'udienza che si preannuncia cruciale. Saranno ascoltate le argomentazioni delle difese di Alessandro Tocci, sindaco di Civita, e di Giovanni Vangieri, rappresentante legale della “Sibari Natura” (l’associazione che accompagnava i turisti). Per Tocci, imputato per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e omissione di atti d'ufficio, prenderanno la parola gli avvocati Roberto Laghi e Riccardo Rose. Per Vangieri interverranno invece Emilio Franzese ed Enzo Belvedere.

Strage del Raganello, la difesa del Comune di Civita: «Sbagliato il calcolo dei dati pluviometrici, ecco perché»

L'udienza di oggi arriva a poche settimane da una svolta tecnica significativa nel dibattimento. Nell'ultima udienza, la difesa del Comune di Civita, rappresentata dall'avvocato David Zanforlini, aveva sollevato un'obiezione pesante sui calcoli dei consulenti della Procura. Secondo la difesa, i periti avrebbero utilizzato una formula meteorologica di origine americana basata sui pollici anziché sui millimetri, come invece prevede la metodologia italiana. Un errore che avrebbe falsato la stima dell'intensità delle precipitazioni cadute a monte delle Gole nel pomeriggio del 20 agosto 2018, facendo apparire l'evento come prevedibile e ordinario. Rielaborando i dati con i criteri corretti, la difesa sostiene invece che si sarebbe trattato di un fenomeno con un tempo di ritorno statistico nell'ordine delle migliaia di anni, eccezionale e imprevedibile per qualsiasi amministrazione locale. A questo si aggiunge un'altra contestazione. I dati radar, considerati strumenti scientificamente affidabili, sarebbero stati del tutto ignorati nella ricostruzione dell'accusa. 

La Procura, nell'udienza dello scorso ottobre, aveva chiesto per il sindaco Tocci una condanna a otto anni, sostenendo che l'amministrazione comunale avesse omesso di adottare misure di prevenzione in un'area notoriamente classificata ad alta pericolosità idraulica. Una tesi che la difesa intende smontare punto per punto, a partire proprio dalla solidità scientifica delle perizie su cui si regge l'impianto accusatorio.

Le Gole del Raganello, luogo di straordinaria bellezza e di tragica memoria, restano intanto sotto sequestro, in attesa che il tribunale scriva l'ultima parola su una vicenda che ha segnato profondamente la Calabria.