Sezioni
Edizioni locali
12/06/2026 ore 07.15
Cronaca

Streaming illegale, blitz della Guardia di Finanza contro il “Pezzotto”: a Crotone scoperte 3 centrali di smistamento, 4 denunce

I quattro responsabili sono accusati di violazioni del copyright e autoriciclaggio. Individuati 2.769 clienti in 43 province: gli abbonamenti costavano da 10 a 40 euro

di Redazione Cronaca

Tre centrali di smistamento illegale del segnale IPTV sono state scoperte a Crotone dalla Guardia di Finanza, nell’ambito delle attività di contrasto alla pirateria audiovisiva digitale, intensificate anche in vista dei Mondiali di calcio Fifa 2026. Quattro cittadini italiani sono stati denunciati e beni per circa 650mila euro sono stati sequestrati.

Secondo quanto ricostruito dai finanzieri del Comando provinciale di Crotone, con il supporto dei reparti speciali della Guardia di Finanza di Roma, attraverso le centrali venivano distribuiti abbonamenti pirata, il cosiddetto “Pezzotto”, a migliaia di clienti. Gli utenti potevano accedere illecitamente ai contenuti di piattaforme come Sky, Dazn, NowTv, Netflix, Disney+ e Spotify.

L’indagine è partita dall’approfondimento di diverse segnalazioni di operazioni sospette. In particolare, l’attenzione degli investigatori si è concentrata su bonifici con causale “IBO PLAYER PRO”, software compatibile con la riproduzione di flussi streaming illeciti.

Le attività hanno permesso di ricostruire la filiera: dai cosiddetti “head-provider”, gestori dei server sorgente, ai “reseller”, incaricati di rivendere gli abbonamenti agli utenti finali.

Sono stati identificati 2.769 clienti, residenti in 43 province italiane. Gli abbonamenti pirata costavano da 10 a 40 euro, a seconda dei pacchetti scelti, e prevedevano anche un servizio di assistenza in caso di problemi di visione. Nei prossimi giorni agli utilizzatori saranno notificate sanzioni amministrative da 154 a 5.000 euro.

I proventi illeciti, quantificati in circa 650mila euro, sarebbero stati reinvestiti nell’economia legale e nell’acquisto di moneta virtuale. I quattro responsabili sono stati denunciati per gravi violazioni del copyright, della proprietà intellettuale e per autoriciclaggio.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone guidata da Domenico Guarascio, è ancora nella fase delle indagini preliminari e dovrà essere sottoposta alla verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.