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12/03/2026 ore 20.54
Cronaca

Poliziotto sospeso dal servizio per un video pubblicato su TikTok, il Tar Calabria annulla il provvedimento

Il giudizio amministrativo è stato depositato oggi: stop al decreto del Viminale del maggio 2023. Decisiva la mancata audizione dell’agente e l’assenza di urgenza dopo 13 mesi

di Redazione Cronaca

La prima sezione del Tar Calabria ha accolto il ricorso di un agente della Polizia di Stato e ha annullato il decreto con cui il Ministero dell’Interno lo aveva sospeso cautelarmente dal servizio. La decisione è stata depositata il 12 marzo 2026.

I fatti risalgono al 2 aprile 2022. Il poliziotto, in servizio al Reparto Prevenzione Crimine “Calabria Settentrionale” e distaccato a Foggia, partecipava come capo pattuglia a un controllo nei pressi dello stadio “Pino Zaccheria”. Durante l’operazione un’auto non si fermava, tentava di investire un operatore e, dopo un inseguimento, veniva bloccata. I due occupanti venivano trovati con stupefacenti e arrestati.

Pochi giorni dopo circolava su TikTok un video in cui, presumibilmente, lo stesso agente appariva mentre sferrava un calcio al volto di uno dei fermati. La vicenda veniva ripresa da numerose testate e trasmissioni nazionali, tra cui “Chi l’ha visto”. Dopo l’avvio del procedimento penale, l’agente veniva assegnato a servizi interni non operativi.

Nel maggio 2023, a oltre tredici mesi dall’episodio, il Ministero disponeva la sospensione cautelare senza ascoltare la versione dell’interessato, con decurtazione dello stipendio e riconoscimento di un assegno alimentare pari alla metà.

Il poliziotto proponeva ricorso al TAR con il patrocinio degli avvocati Giuseppe Carratelli e Santo Infusino, contestando il provvedimento per difetto di motivazione, per la mancata valutazione dell’impatto sulla sua posizione lavorativa e soprattutto per l’assenza di reali ragioni di urgenza tali da giustificare l’omissione del contraddittorio.

Il TAR ha ritenuto fondata la censura procedimentale: secondo il Collegio, una misura cautelare di questo tipo richiede un confronto preventivo con il destinatario, e l’adozione a distanza di oltre un anno dai fatti non rendeva credibile l’urgenza addotta per non sentirlo. In motivazione si dà atto anche dell’ordinanza di archiviazione emessa dal giudice di Foggia nell’ottobre 2024 per alcuni dei reati contestati.

La sentenza, indicata come immediatamente esecutiva, comporta il rientro dell’agente in servizio a pieno titolo e con retribuzione integrale.