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10/06/2026 ore 14.52
Cronaca

Tentato femminicidio a Terranova da Sibari, le istituzioni si stringono attorno a Maria Ida: «Noi ci siamo»

Massiccia partecipazione di autorità locali e regionali alla fiaccolata organizzata per sostenere la giovane donna, scampata a una brutale aggressione. L’assessore Straface: «Una donna denuncia se sa di avere lo Stato al suo fianco». Il sindaco di Cosenza Caruso: «Fondamentale battaglia contro la violenza»

di Franco Sangiovanni

La vicenda che ha scosso Terranova da Sibari è avvenuta una settimana fa. La giovane donna salva solo per la strenua resistenza e l'intervento tempestivo di due amici, Davide e Diego, i quali hanno evitato che l'aggressione si trasformasse nell'ennesimo dramma irreparabile.

La fiaccolata a Terranova da Sibari è una risposta corale e solenne delle istituzioni, presenti in prima linea per fare scudo attorno alla vittima. Il sindaco di Terranova da Sibari, Francesco Rumanò, ha espresso la forte reazione del territorio di fronte a un simile evento criminoso: «Siamo profondamente colpiti tutti quanti. La comunità si è stretta in questi giorni attorno alla vittima, attorno alla famiglia, in un cordone di protezione. Abbiamo voluto organizzare questa manifestazione per celebrare, una volta tanto, la vita che si è salvata grazie all'intervento di due coraggiosi cittadini. Da questa piazza parte un segnale forte, un no verso ogni forma di violenza. Lo Stato c'è, è presente ed è pronto a tutelare i propri cittadini. Questa piazza stasera chiede giustizia, non chiede vendetta, e chiede una risposta forte delle istituzioni a tutti i livelli affinché questi fenomeni siano estirpati del tutto».

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Sollecitato sul futuro giudiziario della vicenda e sulla possibilità che il Comune si costituisca parte civile nella fase processuale, il primo cittadino ha aperto nettamente alla decisione: «Non è esclusa questa ipotesi assolutamente. Ci tengo a rimarcare questo aspetto: questa piazza, il sottoscritto, il Comune, la comunità, i territori non chiedono vendetta ma chiedono giustizia e la giustizia si fa nelle aule giudiziarie. Non si fa ovviamente nelle piazze però è chiaro che da questa piazza parte un segnale forte, un grido forte che chiede giustizia e chiede tutela per i nostri figli e per le nostre figlie».

A fare eco a questa vicinanza territoriale è giunto anche il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, che ha voluto portare il sostegno della città capoluogo, evidenziando il valore civile del mancato voltarsi dall'altra parte: «È una vicinanza a una comunità ma è una vicinanza anche a questa giovanissima donna vittima di questa barbara violenza che per fortuna possiamo raccontare in modo diverso rispetto a tanti femminicidi anche perché c'è stato chi non ha voltato la faccia dall'altra parte, c'è stato chi è intervenuto, ha prestato soccorso e ha aiutato la vittima. È una presenza necessaria per testimoniare la vicinanza di un'intera comunità che è quella di Cosenza, città capoluogo, a tutto il territorio, ma è una vicinanza che noi diamo soprattutto a tutte le vittime di violenza e tutte le donne vittime di violenza. Speriamo che iniziative come queste possano servire per apportare sempre di più avanti battaglie contro la violenza in genere e contro le donne in modo particolare».

Il valore della risposta collettiva e dell'unione di fronte al trauma è stato ribadito anche dalla consigliera della Regione Calabria, Elisa Scutellà: «Molto importante è la presenza delle istituzioni stasera ma soprattutto l'importanza di una comunità, una comunità che si fa sentire perché queste sono tematiche importanti che devono essere vissute e quindi io ringrazio chi ha organizzato questo momento di aggregazione, questo momento di condivisione, questo momento di partecipazione perché avere una comunità così presente, così numerosa è un segno importante, è un segno che dà una risposta a tutto quello che è accaduto».

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Accanto all'amministrazione locale, la Regione Calabria ha voluto far sentire il proprio peso politico e umano attraverso l'intervento dell'assessore al Welfare, Pasqualina Straface, che ha evidenziato le misure concrete messe in atto per supportare le donne in difficoltà: «Intanto l'istituzione della Regione Calabria è vicina a Maria Ida per quello che ha subito. La nostra partecipazione questa sera vuole essere un segnale importante, al buio della rassegnazione la luce di dire no alla violenza di qualsiasi genere. Come assessore al Welfare stiamo lavorando verso il contrasto della violenza sulle donne, lo abbiamo fatto attraverso una legge, l'abbiamo fatto attraverso un piano triennale che va nella direzione di garantire non soltanto la prevenzione, la tutela, la protezione ma anche l'accompagnamento alla fuoriuscita dalla violenza e quindi anche l'inclusione nel tessuto sociale e lavorativo. Una donna denuncia se sa di avere al proprio fianco le istituzioni, una donna denuncia se sa di avere quell'autonomia economica e abitativa che diventa necessaria per dare quello slancio e quel coraggio in più. La dimostrazione, la testimonianza di Maria Ida, il coraggio che ha avuto vuole essere un segnale verso quelle donne che vivono nella paura e nella solitudine».

Particolarmente toccante è stata la testimonianza dell'assessore regionale Gianluca Gallo, legato da una storica conoscenza personale alla famiglia della vittima, che ha voluto omaggiare il riscatto del territorio e l'atto eroico del giovane soccorritore: «Conosco da sempre la mamma, la famiglia di Maria Ida. Non avrei mai immaginato che ci saremmo trovati in questo momento. Quindi darti testimonianza di questo grande coraggio, il coraggio anche del racconto che serve per evitare che queste situazioni, questi fatti specie si verifichino di nuovo perché noi dobbiamo avere rispetto dell'altro, dobbiamo abiurare ogni forma di violenza e dobbiamo capire che la libertà di ognuno si ferma quando comincia la libertà dell'altro anche la libertà di dire di no in ogni circostanza. E un pensiero vorrei farlo anche per questo ragazzo (Diego) che è stato un grande eroe, che è stato chiamato dal Signore vicino a te e che oggi ha testimoniato una rinascita e una rivisitazione anche di una storia e di un destino che per altre non è stato come il tuo. Quindi un grazie a questo grande ragazzo che è riuscito in una grande opera. Credo che tutto questo noi lo dobbiamo testimoniare perché questa società noi la miglioriamo soltanto con l'esempio migliore e l'esempio in questo caso un esempio di eroismo accanto al tuo eroismo. Credo che anche questa cosa sindaco, che so essere il figlio di mio grande amico, e credo che anche questa serata con una comunità che si stringe attorno ad una ragazza una figlia di questa comunità per dire no alla violenza, credo che sia la migliore testimonianza di una Calabria nella quale noi crediamo tantissimo».

La massiccia partecipazione dei territori vicini e la compattezza dei rappresentanti politici hanno dimostrato che Terranova da Sibari non intende rispondere con la rassegnazione, ma con l'orgoglio di una Calabria che rifiuta l'omertà e la violenza, unendosi per difendere la vita e chiedere una giustizia ferma e rigorosa.