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02/03/2026 ore 15.18
Cronaca

Terremoto all’università Magna Graecia di Catanzaro, rinviati a giudizio l’ex rettore De Sarro, il cardiologo Indolfi e altri 8 – NOMI

Il processo avrà inizio il prossimo 12 maggio. In abbreviato nove persone tra cui il professore Mollace e il direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Asp veterinaria Caparello. Prosciolte sette persone

di Alessia Truzzolillo

Il gup di Catanzaro Gilda Danila Romano ha rinviato a giudizio 10 persone coinvolte nel procedimento penale nato dall’inchiesta Grecale che contempla la presenza di un’associazione per delinquere, all’interno dell’Umg, che avrebbe commesso gravi illeciti nella gestione di due laboratori con cavie vive (detti stabulari), all’interno dell’ateneo catanzarese, nei quali venivano fatte sperimentazioni per progetti di ricerca.

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Rinviati a giudizio

Il prossimo 12 maggio avrà inizio il processo nei confronti di Domenico Britti (presidente dell’Organismo preposto al benessere animale, nonché presidente, sino al 2023, della Scuola di Farmacia e Nutraceutica); Fabio Castagna (veterinario designato per lo stabulario di Roccelletta di Borgia); Rita Citraro (sperimentatrice e docente del Dipartimento di scienze della salute dell’Università Magna Graecia di Catanzaro); Nicola Costa (veterinario designato per lo stabulario di Roccelletta di Borgia sino al 2021); Giovambattista De Sarro (ex rettore dell’Umg e responsabile scientifico di quattro progetti svolti nello stabulario di Roccelletta di Borgia) Ciro Indolfi (cardiologo, responsabile di un progetto di ricerca); Giovanni Lo Prete (veterinario designato per lo stabulario di Germaneto); Ernesto Palma (responsabile del benessere animale per lo stabulario di Roccelletta di Borgia ); Anselmo Poerio (veterinario convenzionato dell’Asp di Catanzaro addetto alle ispezioni presso gli stabulari dell’Umg), Giuseppe Viscomi (veterinario convenzionato dell’Asp di Catanzaro addetto alle ispezioni presso gli stabulari dell’Umg).

Imputati nel rito abbreviato

Il 16 marzo avrà, invece, inizio la requisitoria del pm Saverio Sapia nei confronti di coloro che hanno optato per il rito abbreviato, ovvero Giuseppe Caparello (direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Asp veterinaria di Catanzaro); Maria Caparello (figlia di Giuseppe Caparello, accusata di corruzione perché ammessa illecitamente alla scuola di specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica grazie al rapporto corruttivo tra il padre e l’ex rettore); Luciano Conforto (veterinario Asp addetto alle ispezioni negli stabulari); Luca Gallelli (membro della commissione di concorso per l’ammissione alla scuola di specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica); Vincenzo Mollace (professore universitario, responsabile scientifico di progetti di ricerca negli stabulari incriminati); Emilio Russo (sperimentatore e supervisore delle sperimentazioni); Pierfrancesco Tassone (responsabile scientifico di progetti di ricerca negli stabulari); Daniele Torella (responsabile scientifico di progetti di ricerca negli stabulari); Domenico Voci (veterinario dell’Asp addetto ai controlli negli stabulari).

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Grecale, i prosciolti

Il gup ha poi prosciolto Vincenzo Musolino, Cristina Rita Carresi, Federica Scarano, Carmen De Caro e Velia Cassano che rispondevano tutti di false informazioni al pm.
Prosciolta anche Elzbieta Janda dall’unica accusa di uccisione di animali e il veterinario Pierino Anastasio dall’accusa di falso.

Le parti civili e i responsabili civili

In questo processo si sono costituite parte civile diverse associazioni animaliste mentre l’Università Magna Graecia di Catanzaro, l’Asp di Catanzaro e il ministero della Salute, si sono costituti come responsabili civili.
Gli enti pubblici – che non hanno mai voluto costituirsi parte civile – erano stati citati quali responsabili civili da alcune associazioni animaliste. Richiesta accolta dal gup Gilda Danila Romano. Si tratta di enti pubblici che avrebbero potuto chiedere un risarcimento e rischiano ora di dover risarcire. Umg, Asp e Ministero hanno chiesto di essere estromessi perché sostengono di non essere responsabili per quanto avvenuto nei due stabulari interessati dall’inchiesta “Grecale” dove le cavie, è la tesi accusatoria, venivano maltrattate, uccise crudelmente, tenute in condizioni precarie. E questo avrebbe creato un danno non solo agli animali ma anche alla ricerca perché si rischia di falsare l’attendibilità di una ricerca dal momento che una cavia sottoposta a stress non risponde in maniera attendibile alla sperimentazione.