«Tocci capro espiatorio per la strage del Raganello», Pappaterra (Mormanno) guida la rivolta dei sindaci «lasciati soli»
Dopo la condanna del sindaco di Civita a 4 anni, i primi cittadini calabresi si mobilitano: «Rispettiamo la magistratura ma siamo davanti a un precedente pericolosissimo, ciò che è accaduto a lui può accadere a ciascuno di noi». Il 30 maggio un'assemblea per rivendicare tutele concrete
La sentenza di condanna in primo grado per Alessandro Tocci, sindaco di Civita, in merito alla tragedia del Raganello, ha generato un momento di riflessione tra i primi cittadini e le istituzioni locali calabresi sul ruolo e sulle responsabilità oggettive dei sindaci. Subito dopo il tamtam per la diffusione della sentenza sui mezzi di stampa e attraverso i canali social circa la condanna di 4 anni e 1 mese inflitta al sindaco di Civita Alessandro Tocci e di 3 anni e 5 mesi alla guida escursionistica Giovanni Vangieri, nell'immediatezza della stessa, dopo un intenso confronto telefonico tra Paolo Pappaterra, sindaco di Mormanno e il collega di Cerisano, Lucio Di Gioia, è partorita l'idea di promuovere un momento di vicinanza e di solidarietà concreta al Sindaco di Civita, strutturando un'iniziativa collettiva per accendere i riflettori sulle condizioni in cui si trovano ad operare le amministrazioni locali.
Sulla vicenda, il Sindaco di Mormanno Paolo Pappaterra ha espresso la propria analisi, partendo dal ricordo del drammatico evento del 2018: «Sicuramente la tragedia del Raganello ha segnato in maniera profonda tutti i cittadini calabresi. Ricordiamo tutti ancora quelle immagini purtroppo nefaste, tragiche di quell'avvenimento e ancora oggi rinnoviamo la grande vicinanza alle famiglie delle vittime e il pensiero soprattutto alle vittime di quella tragica giornata. Chiaramente, però, quello che è stata una tragedia del tutto imprevedibile, non può e non doveva ribaltarsi su un'unica responsabilità, non poteva e non doveva scaricarsi il tutto trovando un capro espiatorio come il sindaco del comune di Civita Alessandro Tocci. Un sindaco che a prescindere da tutto lo conoscono in tanti, un sindaco buono, un sindaco attento, un sindaco diligente, un sindaco che ha rivoluzionato la cittadina di Civita sotto tantissimi punti di vista e su questo chiaramente non può assolutamente pagare il prezzo per un qualcosa che era assolutamente, anche nelle carte lo si legge, assolutamente imprevedibile».
Strage del Raganello, Tocci scioccato dalla condanna: «Mi sento il Tortora dei sindaci. Io innocente, altri non lo so»L'analisi si sposta poi sul piano istituzionale e sulla complessità delle tutele giuridiche per chi amministra le comunità locali, evidenziando la necessità di un confronto sereno sulle risorse e sui mezzi a disposizione dei Comuni: «Noi rispettiamo chiaramente la magistratura, lo facciamo sia come cittadini in primis, ma come istituzioni, ma quello che è avvenuto qualche giorno fa attraverso questa sentenza di condanna di primo grado nei confronti di Alessandro è un precedentemente gravissimo nel nostro Paese, perché questo vorrà dire che ogni accadimento, che può avvenire in maniera fortuita o imprevedibile in ogni comune, scaricherà la responsabilità sui primi cittadini, che sono, sì, baluardo delle nostre comunità, di tutte le nostre comunità, ma sono anche lasciati soli, abbandonati, senza risorse, senza uomini, senza mezzi e questo non può assolutamente accadere in un Paese civile. Ecco perché abbiamo voluto lanciare l'iniziativa del 30 maggio, “Tutti a Civita, siamo tutti Tocci”, un hashtag che ormai sta spopolando in tutta la Calabria. Stiamo ricevendo conferme da parte non soltanto di centinaia di sindaci, ma anche di cittadini, comitati spontanei che verranno a Civita il 30, di tante personalità istituzionali».
La mobilitazione, nata proprio nelle ore successive alla sentenza dal dialogo tra i primi cittadini, punta a trasformare l'appuntamento di fine maggio in un tavolo di confronto costruttivo per il futuro degli amministratori: «E noi il 30 non soltanto faremo sentire tutta la nostra vicinanza, solidarietà e fraterna amicizia con Alessandro Tocci, con il sindaco di Civita, ma quell'occasione dovrà essere un'occasione per iniziare a unirci ancora di più come sindaci e lanciare iniziative importanti, laddove questa situazione di fragilità che vengono lasciati i sindaci, non dovesse assolutamente mutare. Quindi vicinanza a Tocci, ma quello che è accaduto ad Alessandro può accadere a ciascuno di noi e questo non può assolutamente, in un Paese civile, accadere». Una sorta di autoconvocazione a Civita per le ora 10:00 del 30 maggio, per come si legge nella locandina che spopola sui social e che, al momento, garantisce la presenza di sindaci da tutta la Calabria, ex amministratori, oltre a diverse altre personalità politiche, istituzionali e civili.