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01/07/2026 ore 16.07
Cronaca

Traffico illecito di rifiuti e inquinamento, la Distrettuale chiede il processo per il patron del Cosenza e altri 13 - NOMI

L’udienza preliminare a carico di Eugenio Guarascio, sua sorella, un dirigente della regione e funzionari Arpacal avrà inizio il 6 novembre. Secondo l’accusa l’impianto di compostaggio di Vazzano non produceva fertilizzante ma rifiuti pericolosi

di Alessia Truzzolillo

La Procura distrettuale di Catanzaro, competente per i reati sul traffico illecito di rifiuti, ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di 11 persone fisiche e tre società in merito a presunti illeciti compiuti nell’impianto di compostaggio Eco Call di Vazzano, nel Vibonese.
Gli imputati sono tutti accusati di associazione per delinquere finalizzata a traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale. I reati si sarebbero protratti dal marzo 2021 fino al 13 marzo 2024, data in cui l’impianto è stato posto sequestro.

Nell’inchiesta sono implicati il patron del Cosenza Calcio, Eugenio Guarascio, 72 anni, di Lamezia Terme, amministratore unico della 4El Group srl; sua sorella Ortenzia Guarascio, 61 anni, amministratore unico della Eco Call spa; l’ingegnere Gianfranco Comito, 68 anni, di Vibo Valentia, in qualità di dirigente del settore Ambiente della Regione Calabria; Giuseppe Antonio Caruso, 33 anni, di Lamezia Terme, dipendente della Eco Call; Francesco Currado, 72 anni, di Curinga, responsabile tecnico della Eco Call; Rosario Fruci, 52 anni, di Lamezia Terme, dipendente della Eco Call; Maria Carmela Amato, 48 anni, di Cosenza, addetta allo stabilimento Eco Call; Alessandro Giardiello, 55 anni, di Castrolibero, addetto allo stabilimento Eco Call; Vincenzo De Matteis, 53 anni, di San Fili, in qualità di dipendente della Regione Calabria - Settore Ciclo Integrato dei Rifiuti; Nicola Anselmo Ocello, 59 anni, di Vibo Valentia, funzionario dell’Arpacal di Vibo Valentia; Franco Dario Giuliano, 60 anni, di Ricadi, funzionario dell’Arpacal di Vibo Valentia.
La richiesta di rinvio a giudizio – firmata dai sostituti procuratori Filomena Aliberti, Irene Crea e dal procuratore di Catanzaro Salvatore Curcio – riguarda anche le società Eco Call spa, Ecoogia Oggi spa e 4El Group srl.
A vario titolo sono contestati agli imputati anche i reati di falso ideologico, rivelazione di segreti d’ufficio, getto pericoloso di cose.

Non compost ma rifiuto inquinante

Secondo l’accusa lo stabilimento di Vazzano avrebbe dovuto produrre ammendante compostato misto, meglio noto come compost, usato come fertilizzante in agricoltura. Ma in realtà non rispettando le procedure prevista all’interno dell’autorizzazione integrata ambientale, avrebbe generato rifiuti inquinanti contenenti plastiche, vetri e altre sostanze che andavano ad inquinare irrimediabilmente i terreni agricoli.

Il percolato, dice l’accusa, è stato scaricato sulla pubblica via, con conseguente sversamento nel vicino fiume Mesima, mentre il compost, privo del requisito dell’eco-compatibilità sarebbe stato scaricato in contrada Fillò del comune di Serra San Bruno, area ricadente all’interno del Parco Regionale delle Serre, per un quantitativo pari a circa 264 tonnellate.

L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 6 novembre. Persona offesa è stata dichiarata il sindaco del Comune di Vazzano.
Nel collegio difensivo gli avvocati Antonio Larussa, Giovanni Vecchio, Francesco Gambardella, Giovanni Sisto, Ferdinando Cannataro, Armando Veneziano, Antonietta Veneziano, Simona La Falce, Vincenzo Belvedere, Bruno Ganino, Francesco Iacopino, Antonio Porcelli, Sonia Lampasi, Leopoldo Marchese, Antonella Benedetti.