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25/02/2026 ore 12.43
Cronaca

Tre anni fa la strage di Cutro, la drammatica testimonianza: «Un ragazzo ha perso 22 familiari, è rimasto solo»

In corso le iniziative per ricordare l’immane tragedia che sconvolse la Calabria. Oggi l’evento organizzato dalla Cgil in una scuola. Trotta: «Recuperare l’umanità»

di Cristina Iannuzzi

"Steccato di Cutro, una ferita aperta": è questo il titolo del convegno organizzato dalla Flc Cgil a Crotone nell'ambito delle iniziative per ricordare la strage di Cutro dopo tre anni. L'evento si è tenuto all'Iis Polo Barlacchi Lucifero di Crotone.

Tra le testimonianze più toccanti quella di Rosa Maria Riente (educatrice Agorà kroton), tra le persone che ha raccolto le storie dei superstiti ed è stata accanto alle famiglie che hanno dovuto subire il dolore atroce della perdita dei familiari.

«Il messaggio che ho voluto lasciare ai ragazzi - ha detto Riente - è di conservare l’empatia e coltivarla nel corso del tempo, perché è importante non solo raccontare quello che è il nostro lavoro ma soprattutto ascoltare le voci dei protagonisti di queste vicende».

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Riente ha raccontato poi anche il dramma di quei giorni: «Ciò che mi ha colpito profondamente è stato stare accanto a un ragazzo in ospedale che aveva perso 22 membri della sua famiglia. Era rimasto solo e si sentiva completamente perso. Ha poi raggiunto dei cugini lontani, fuori dall’Italia. Ma oggi c'è ancora il problema del ricongiungimento: molti ancora non l'hanno ottenuto. E questo è una piaga della burocrazia».

Trotta: «Recuperare l’umanità»

A intervenire anche il segretario generale della Cgil Calabria, Gianfranco Trotta: «Il filo conduttore è l’umanità, l’umanità che è venuta meno in una tragedia così grande. Tuttavia dobbiamo dire che, nei giorni immediatamente successivi, di umanità ne hanno avuta tanta sia i crotonesi che i calabresi, dando una lezione di umanità al mondo intero».

Per Trotta è fondamentale che «questa tragedia non cada nell’oblio, ma piuttosto diventi l’occasione per una commemorazione che riguarda le vittime ma non solo loro: riguarda anche tutte le persone che in questi giorni il mare sta restituendo, e tutti coloro che sono morti durante la traversata e di cui non abbiamo nemmeno notizia e probabilmente non avranno mai un nome. È lungo questa via che bisogna recuperare l’umanità. Bisogna smettere di vedere il migrante come un problema e cominciare a vederlo come un’opportunità. Molto probabilmente c’è bisogno di una maggiore capacità di accoglienza.

È necessario passare da una visione del fenomeno come problema a una visione che lo consideri opportunità — e realizzare un sistema di accoglienza degno di questo nome».

Trotta lancia quindi l’idea di una borsa di studio: «Da questa esperienza lanceremo l’idea di una borsa di studio, che sarà completamente finanziata dalla CGIL e che verrà consegnata il prossimo anno agli studenti delle scuole crotonesi che, nel frattempo, avranno sviluppato elaborati, idee e strumenti di commemorazione».

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