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15/08/2026 ore 08.43
Cronaca

Tre moto d’acqua e un gommone tra i bagnanti e nell’Area marina protetta: sequestrate 4 imbarcazioni a Isola Capo Rizzuto

Sei persone deferite all’autorità giudiziaria dopo i controlli della Guardia costiera: contestate violazioni alle norme sulla navigazione, sicurezza dei bagnanti e tutela ambientale

di Redazione

A ridosso del Ferragosto si intensificano i controlli dei Carabinieri nel Crotonese, con particolare attenzione alla tutela dell’Area Marina Protetta “Capo Rizzuto”, alla sicurezza dei bagnanti e al rispetto delle norme che regolano la navigazione lungo il litorale.

L’operazione rientra nel dispositivo rinforzato predisposto dalla Prefettura di Crotone in occasione delle festività di Ferragosto, sotto il coordinamento del prefetto Franca Ferraro. I militari del comando provinciale hanno intensificato le attività di prevenzione nelle località caratterizzate dal maggiore afflusso turistico, lungo la costa e nelle zone sottoposte a tutela ambientale.

Le segnalazioni e i controlli

L’attività investigativa è stata condotta dai Carabinieri della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto, con il contributo della Capitaneria di porto – Guardia costiera di Crotone, dopo diverse segnalazioni sulla presenza sistematica di moto d’acqua e altri natanti a motore nelle aree destinate alla balneazione.

Le verifiche effettuate il 12 luglio e il 2 agosto 2026 avrebbero consentito di documentare «la navigazione, la sosta e l’ormeggio di moto d’acqua e altri natanti nelle immediate vicinanze della costa», anche all’interno delle aree riservate ai bagnanti e dello specchio d’acqua interessato dalla disciplina di tutela dell’Area Marina Protetta.

Gli accertamenti hanno riguardato sei persone, tutte deferite alla competente autorità giudiziaria: F.A., 43 anni; M.P., 38 anni; E.P., 31 anni; N.L., 38 anni; G.P., 37 anni; A.M., 26 anni.

A vario titolo, e «ferma restando ogni successiva valutazione dell’autorità giudiziaria», sono state contestate violazioni delle norme sulla sicurezza della navigazione previste dall’articolo 1231 del Codice della navigazione e delle disposizioni a tutela delle aree naturali protette contenute negli articoli 19 e 30 della legge 394 del 1991.

Nel mirino degli investigatori anche il mancato rispetto dell’Ordinanza 51/2018 e dell’Ordinanza di sicurezza balneare 58/2026 della Capitaneria di porto di Crotone, oltre alle disposizioni previste dal regolamento di esecuzione e organizzazione dell’Area Marina Protetta “Capo Rizzuto”, approvato con decreto ministeriale del 26 maggio 2009.

Le manovre vicino ai bagnanti

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le condotte non si sarebbero limitate al semplice transito nelle acque interessate dai divieti. Sarebbero stati documentati anche stazionamenti, ormeggi e navigazione a motore sotto costa, con alcuni episodi caratterizzati da manovre effettuate ad elevata velocità in prossimità dei bagnanti.

Comportamenti che, secondo gli inquirenti, possono rappresentare un pericolo per la sicurezza delle persone in acqua e incidere sulle esigenze di tutela dell’ecosistema marino.

Durante i controlli sarebbero inoltre emersi, in episodi distinti, atteggiamenti intimidatori o condotte di resistenza nei confronti degli operatori, oltre a comportamenti ritenuti offensivi dell’onore e del prestigio dei militari. Per questi fatti sono state formulate anche contestazioni ai sensi degli articoli 336 e 341-bis del codice penale.

Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato un carattere non occasionale delle violazioni. Condotte analoghe sarebbero state infatti riscontrate in più giornate e, in alcuni casi, nonostante precedenti contestazioni e gli inviti rivolti dagli operatori a rispettare le prescrizioni.

Il sequestro delle quattro imbarcazioni

Alla luce delle risultanze investigative, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, nell’ambito del procedimento coordinato dall’ufficio requirente e seguito dal sostituto procuratore Matteo Staccini, ha ritenuto sussistenti i presupposti di assoluta urgenza previsti dall’articolo 321 del codice di procedura penale.

Il 13 agosto 2026 è stato così disposto il sequestro preventivo d’urgenza di tre moto d’acqua e di un gommone, con l’esecuzione affidata alla Tenenza Carabinieri di Isola di Capo Rizzuto.

L'operazione si inserisce nell'attività di contrasto alle condotte illecite portata avanti dall’Arma dei Carabinieri, in collaborazione con le altre forze e autorità competenti e sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Crotone, diretta dal procuratore della Repubblica Domenico Guarascio.

Controlli intensificati per Ferragosto

L’intervento arriva nei giorni di maggiore afflusso turistico, quando l’aumento delle presenze lungo le spiagge rende ancora più stringente la necessità di garantire sicurezza, legalità e tutela del patrimonio costiero.

Il comando provinciale dei Carabinieri di Crotone annuncia che continuerà a garantire una presenza capillare sul territorio e lungo il litorale, con controlli rafforzati nelle aree più frequentate e in quelle sottoposte a vincoli di protezione. L’attività proseguirà nell’ambito delle strategie definite dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Franca Ferraro, e in raccordo con l’autorità giudiziaria.

La salvaguardia dell’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto, sottolineano i Carabinieri, non riguarda soltanto la protezione ambientale. Significa anche assicurare a cittadini e turisti la possibilità di vivere il mare in condizioni di sicurezza e nel rispetto delle regole.

Resta infine ferma la precisazione sul procedimento: si tratta di indagini preliminari e, in ossequio al principio costituzionale di presunzione di innocenza, la responsabilità delle persone sottoposte a indagine potrà essere definitivamente accertata soltanto con una sentenza irrevocabile di condanna.