Sezioni
Edizioni locali
06/09/2026 ore 12.14
Cronaca

Tropea, il sindaco Macrì replica all’influencer Wlady Nigro: «Truffa nei ristoranti? Faccia i nomi, altrimenti è solo fango»

Il primo cittadino contesta le accuse generiche sulla ristorazione e invita a fornire elementi circostanziati: «Se ci sono responsabili vanno individuati e interverremo, ma non si può gettare discredito su un’intera categoria»

di Redazione

«Fuori nomi e prove. Se quanto denunciato è vero, saremo i primi a intervenire». Il sindaco di Tropea Giovanni Macrì risponde alle accuse lanciate nei giorni scorsi dall’influencer Wlady Nigro, che in un video aveva parlato di presunti comportamenti scorretti attribuiti ad alcuni ristoratori tropeani nei confronti dei turisti stranieri.

Una presa di posizione molto dura, quella del primo cittadino, che contesta soprattutto il carattere generico delle accuse e chiede che eventuali episodi vengano circostanziati e documentati.

«Definire quella praticata nei ristoranti di Tropea una “truffa all’italiana” e affermare che “molti esercenti quest’estate si sono davvero divertiti” significa formulare un’accusa gravissima, capace di gettare discredito indiscriminatamente su un’intera categoria di lavoratori e sull’immagine della città», afferma Macrì.

«A Tropea turisti stranieri truffati nei ristoranti: ecco come», la denuncia del food influencer calabrese Wlady Nigro

Il riferimento è alle dichiarazioni rese da Nigro, fondatore di Calabria Food Tour, che aveva sostenuto di avere ricevuto segnalazioni da follower stranieri e aveva parlato di presunte irregolarità nei conti di alcuni locali. Nel suo intervento, tuttavia, non aveva indicato pubblicamente nomi di ristoranti né elementi puntuali utili a identificare i singoli casi.

È proprio su questo aspetto che si concentra la replica del sindaco: «Non bastano generiche “segnalazioni ricevute dai follower” per trasformare sospetti o racconti indiretti in una pubblica sentenza. Nell’articolo non vengono indicati ristoranti, episodi circostanziati, date, ricevute o altri elementi verificabili».

«Se ci sono irregolarità, saremo i primi a intervenire»

Macrì non esclude a priori la possibilità che possano essersi verificati comportamenti scorretti e, anzi, invita Nigro a fornire tutti gli elementi in suo possesso.

«Sia chiaro: se tra i ristoratori di Tropea vi fosse qualcuno che altera i conti o approfitta dei turisti stranieri, i primi ad avere interesse a conoscerne l’identità saremmo proprio noi. Interverremmo con assoluto rigore, attraverso tutti gli accertamenti e le sanzioni consentiti, rendendo pubblici gli esiti delle verifiche, come abbiamo sempre fatto nei confronti di chi danneggia Tropea e la sua reputazione».

Il sindaco rivolge quindi un invito diretto all’influencer: «Invito pertanto Wlady Nigro a fare nomi e cognomi e a indicare circostanze puntuali, documentate e riscontrabili».

Gli eventuali elementi, precisa Macrì, potranno essere resi pubblici oppure trasmessi in maniera riservata all’Amministrazione comunale e agli organi competenti.

«Se possiede prove, collabori affinché i responsabili siano individuati. Se non le possiede, eviti di marchiare come truffatori, direttamente o indirettamente, centinaia di imprenditori e lavoratori onesti».

La tutela dell’immagine della città

La replica assume poi anche un profilo legale. Il sindaco annuncia infatti che la questione sarà sottoposta all’attenzione dei legali dell’Amministrazione.

«La libertà di denuncia è sacrosanta; la denigrazione generalizzata non lo è. La notorietà sui social non conferisce il diritto di distribuire patenti di disonestà e non esonera dalla responsabilità per ciò che si afferma».

Macrì aggiunge quindi che «la tutela dell’immagine di Tropea sarà affidata ai nostri legali», affinché valutino «ogni iniziativa opportuna nei confronti di tutti i soggetti responsabili della diffusione di affermazioni lesive».

Il primo cittadino auspica inoltre un intervento delle associazioni di categoria a difesa della ristorazione locale, che ritiene coinvolta nel suo complesso da accuse formulate senza indicazioni nominative.

La posizione dell’Amministrazione si chiude con un doppio richiamo, rivolto tanto agli operatori economici quanto a chi formula pubblicamente accuse nei loro confronti.

«Tropea pretende trasparenza da chi vi lavora, ma pretende la stessa serietà da chi lancia accuse pubbliche: o si portano fatti, nomi e prove, oppure si risponde delle proprie parole».