Truffa all’Asp di Catanzaro, false prescrizioni mediche per la fornitura di protesi: in 11 a processo – NOMI
Il gup di Lamezia Terme ha rinviato a giudizio medici, imprenditori e presunti faccendieri con l’accusa di aver costituito un’associazione per delinquere ai danni dell’Azienda sanitaria. Quattro i prosciolti: Capparelli, Toia, Vaccaro e Mascaro. Si calcola un danno di 276mila euro
Il gup di Lamezia Terme, Francesco De Nino ha disposto il rinvio a giudizio nei confronti di 11 persone accusate, tutte, di associazione per delinquere semplice finalizzata alla falsificazione di prescrizioni mediche e di truffa ai danni dell'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro.
In sostanza gli imputati vengono accusati di aver agito in concorso nel truffare l’Asp di Catanzaro attraverso la presentazione di false prescrizioni mediche per la fornitura di ausili e protesi sanitarie.
Altro reato, contestato a tutti gli imputati, è la truffa per avere predisposto e presentato «false prescrizioni mediche per la fornitura di ausili e protesi sanitarie, inducendo in errore i funzionari del distretto socio-sanitario di Lamezia Terme sulla effettività e correttezza delle prescrizioni mediche, procurando un ingiusto profitto alla ditta “Ortopedia Gallo” di Luca Gallo e alla ditta “Sofia Sanitaria Ortopedica” di Vincenzo Morello, ottenendo inoltre il rimborso di ausili e protesi mai prescritti, per un ammontare complessivo di 276.016,87 euro cagionando un danno di pari importo all’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro».
A vario titolo vengono poi contestati i reati di falso materiale e falso ideologico.
La presunta associazione
Il prossimo 28 aprile avrà inizio il processo, davanti al tribunale collegiale di Lamezia Terme nei confronti di medici, imprenditori, dipendenti e faccendieri, così individuati dalla Procura di Lamezia Terme nella presunta associazione a delinquere: Vincenzo Torcasio, titolare di fatto della ditta “Sofia Sanitaria Ortopedica” (avrebbe coordinato tutti nel gestire le pratiche); Luca Gallo, titolare della ditta “Ortopedia Gallo” (avrebbe messo a disposizione capitali, infrastrutture e mezzi); Vincenzo Morello, formale titolare della ditta “Sofia Sanitaria Ortopedica” (avrebbe messo a disposizione capitali, infrastrutture e mezzi); Daniele Morello, factotum della ditta “Sofia Sanitaria Ortopedica” (avrebbe messo a disposizione capitali, infrastrutture e mezzi); Chiara Cantafio e Maria Loredana Bonacci, medici specialistici a Lamezia Terme (avrebbero prescritto e/o sottoscritto false prescrizioni mediche); Antonio Sesto (avrebbe procacciato nuovi pazienti a cui intestare le false prescrizioni); Antonio Anania (avrebbe procacciato nuovi pazienti a cui intestare le false prescrizioni per la fornitura di ausili e protesi sanitarie, anche senza effettuare le dovute visite preventive e senza procedere alle necessarie operazioni di collaudo); Sergio Sestito (avrebbe procacciato nuovi pazienti a cui intestare le false prescrizioni); Michelangelo Nosdeo (avrebbe procacciato nuovi pazienti a cui intestare le false prescrizioni); Angelo Michele Nosdeo (avrebbe eluso i controlli dell’Asp a casa dei falsi pazienti ai quali sarebbero state erogate le false prescrizioni).
Inoltre a Vincenzo Torcasio e Daniele Morello viene contestato il falso materiale perché avrebbero contraffatto le prescrizioni mediche per la fornitura di ausili e protesi sanitarie formando i moduli prescrittivi con l’intestazione del distretto sanitario di Lamezia Terme, l’indicazione del presidio/ausilio richiesto, la diagnosi e il piano terapeutico con relativo codice.
L’accusa di falso ideologico viene contestata a Chiara Cantafio, Maria Loredana Bonacci, Vincenzo Torcasio, Daniele Morello, Vincenzo Morello e Luca Gallo perché avrebbero attestato falsamente, in alcune prescrizioni mediche, che gli assistiti necessitassero di ausili e protesi sanitarie diversi da quelli necessari alle reali esigenze e/o senza aver effettuato la visita medica.
Chi sono i quattro prosciolti
Il gup, nell’ambito della stessa udienza, ha prosciolto quattro persone, originariamente accusate di essere procacciatori di nuovi pazienti: Massimiliano Capparelli (difeso dall’avvocato Giulio Calabretta); Luciano Vincenzo Toia (difeso dagli avvocati Antonio Rocco e Marianna Vallone); Giuseppe Vaccaro (difeso dall’avvocato Giovanni Arena); Giuseppe Mascaro (difeso dall’avvocato Palo Fiorentino). Non luogo a procedere, nei loro confronti, perché il fatto non costituisce reato.
Inoltre è stato dichiarato estinto il reato nei confronti di Giovanni Pirillo per morte dell’imputato.
Il fatti ricostruiti dalla Guardia di finanza di Lamezia Terme risalgono agli anni dal 2021 al 2023. Parte civile nel processo è l’Asp di Catanzaro. Nel collegio difensivo gli avvocati Antonio Larussa, Raffaele Mirigliani, Francesco Gambardella, Rosario Perri, Anna Maruca, Renzo Andricciola, Massimiliano Carnovale, Domenico Giampà, Maurizio Siniscalco, Giuseppe Malvasi.