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19/09/2026 ore 21.59
Cronaca

«Tutti abbiamo fallito»: centinaia di persone in piazza a Petilia contro la ’ndrangheta per l'addio a Denise Cosco

La fiaccolata per la figlia di Lea Garofalo, morta a soli 35 anni. Le dolorose parole della zia Marisa e il messaggio del sindaco ai giovani: «Una tragedia che si ripete, ma qui non c'è posto per i mafiosi»

di Redazione Cronaca

Centinaia di persone hanno partecipato alla fiaccolata per ricordare Denise Cosco, la figlia della testimone di giustizia Lea Garofalo, scomparsa lo scorso 10 settembre a 35 anni. L'iniziativa è stata promossa a Petilia dall'Amministrazione comunale con la collaborazione delle associazioni. Il corteo partito dalla Casetta sociale ha raggiunto il monumento dedicato a Lea Garofalo.

La fiaccolata per Denise Cosco ha rappresentato un rifiuto collettivo delle logiche criminali, omaggiando la giovane che aveva testimoniato contro il padre per l'omicidio della madre Lea. Il sindaco di Petilia Policastro, Simone Saporito, ha ribadito l'impegno civile della comunità esprimendosi con grande fermezza: "Siamo qui stasera con una fiaccola in mano, una luce piccola, ma insieme facciamo una strada illuminata. Siamo qui per Denise. Questa fiaccolata è una scelta, la scelta di stare dalla parte giusta, dalla parte delle donne che dicono no, dalla parte della verità e della giustizia".

Denise Cosco, gli ultimi giorni prima della tragedia: gli inquirenti ascolteranno il compagno

Il primo cittadino ha lanciato un chiaro appello alle nuove generazioni: "A voi giovani - ha affermato - dico: la memoria non è solo ricordare, ma è responsabilità, è dire ogni giorno no alla prepotenza. A Petilia Policastro non c'è posto, non c'è spazio per la mafia, non c'è posto, non c'è spazio per la 'ndrangheta e per i mafiosi".

Intimo l'intervento di Marisa Garofalo, zia di Denise, che ha denunciato: "Denise non era felice, ha vissuto la solitudine, la sofferenza, e nemmeno la nascita di suo figlio Nicolò di 4 anni è riuscita a tenerla in vita. Tutti abbiamo fallito, istituzioni comprese. Non siamo riusciti a tenere in vita Denise. L'errore si ripete, la stessa tragedia. Quello che è successo a Lea è successo a Denise". Durante la commemorazione, Marisa ha letto alcune righe scritte in passato dalla stessa Denise e dedicate alla madre: "La sua risata era catartica, liberatoria. Come se ridendo si potesse liberare dai suoi tormenti, dolori, traumi".

A conclusione dell'evento è stata piantata una magnolia. "E' un albero forte - ha detto il sindaco - che ha radici profonde e fiori bianchi, è simbolo di dignità, di resistenza, di purezza". L'albero è stato piantato accanto al monumento per Lea. "Qui resteranno per sempre due nomi insieme: Lea e Denise, madre e figlia, due vittime di una stessa violenza lunga che non dobbiamo mai più permettere" ha concluso Saporito.