Urla, minacce dal balcone e trattative fino alle 4: la lunga notte vissuta a Praia a Mare dopo l’occupazione abusiva
Cronistoria dei momenti di paura nel cuore della località tirrenica: una coppia si introduce in un appartamento, aggredisce due lavoratrici e resiste per ore. Decisiva la mediazione dei carabinieri
Sono le 18 del 1° giugno a Praia a Mare. Il lungo ponte del weekend ha già portato in città i primi turisti della stagione. Sul Viale della Libertà si passeggia approfittando del clima mite di inizio estate, mentre ai piedi del Santuario della Madonna della Grotta il centro cittadino vive una domenica apparentemente tranquilla.
Poi, all'improvviso, le urla. Provengono dalla traversa di Via della Grotta, all’angolo di via Giugni. Alcuni passanti si fermano, altri si avvicinano per capire cosa stia accadendo. Due ragazze sono state aggredite da un uomo alto e robusto e sono state messe in fuga. Mentre qualcuno chiama i soccorsi, che arrivano poco dopo, la vicenda assume contorni sempre più inquietanti. Da quanto ricostruito da alcuni testimoni, il presunto aggressore e una sua complice si sarebbero introdotti con la forza in un appartamento di una struttura ricettiva para-alberghiera, di proprietà di un noto imprenditore del posto. Le ragazze aggredite sono dipendenti, regolarmente assunte, che stavano soltanto occupando la loro postazione di lavoro.
Un pomeriggio di paura
La voce si diffonde rapidamente, sul posto arriva il proprietario dell’abitazione, le ambulanze e diverse pattuglie di carabinieri, provenienti dalla locale stazione e dalla compagnia di Scalea.
L’imprenditore praiese, sconvolto, chiede di liberare subito il suo appartamento, mentre i militari cercano di ricostruire l’accaduto e attendono disposizioni dopo aver informato l’autorità giudiziaria. Ma, in un primo momento, non succede nulla.
Nel frattempo, il quadro della situazione si fa più chiaro. I due soggetti sono una coppia e sono calabresi; lui è già conosciuto per alcuni suoi presunti comportamenti scorretti in diverse località della costa tirrenica. A loro dire, avrebbero occupato la casa perché avrebbero subito un torto. La notizia è tutta da verificare, come quella che li vuole autori dello sfascio di un’altra abitazione, poco distante, da cui erano andati via in giornata.
Invece, mentre occupano l’appartamento che affaccia sul Viale della Libertà, di tanto in tanto, noncuranti della presenza delle forze dell’ordine, si affacciano dal balcone e rivolgono minacce a chiunque, alimentando ulteriore clima di agitazione.
Una vicenda intricata
Intorno alle 22, le operazioni di mediazione sono ancora in corso. I passanti, radunatisi nei pressi dello stabile, continuano a chiedere spiegazioni. I militari presidiano l’ingresso, ma non possono fare altro, se non attendere che le cose evolvano. Non hanno l’autorizzazione a prelevare i soggetti dall’abitazione né a procedere con un eventuale fermo. Non ci sono le condizioni. La priorità, in quel momento, è proteggere l’incolumità di tutti e qualsiasi mossa sarebbe stata azzardata. Nessuno ha la certezza che i due occupanti siano disarmati o che non diano seguito alle loro minacce e nell’arco di poche centinaia di metri, i passanti sono centinaia.
Il lieto fine
L’imprenditore praiese, titolare della struttura, è una persona la cui serietà è comprovata danni di duro lavoro e da iniziative pubbliche, e lodevoli, a favore del territorio. Non è la prima volta che si trova a gestire situazioni difficili. Nonostante il comprensibile nervosismo iniziale, collabora fattivamente con le forze dell’ordine, le quali, a loro volta, riescono a gestire momenti di forte tensione, senza mai perdere la calma e il controllo.
Proverbiale è stato poi l’intervento del giovane vicecomandante della stazione dei carabinieri di Praia, che ha portato avanti le trattative di mediazione per ore e alla fine, grazie anche all’appoggio e all’aiuto dei suoi colleghi, vince la battaglia: intorno alle 4 e mezza del mattino, i due soggetti hanno deciso di lasciare l’abitazione, senza l’uso della forza.
Le conseguenze
Per stabilire eventuali responsabilità circa la presunta occupazione abusiva da parte della coppia calabrese serviranno lunghi mesi di indagini e approfondimenti. Intanto, ai due soggetti è stata applicata in via cautelare una sorta di vigilanza, che ha consentito loro di tornare nell’appartamento il giorno stesso a riprendere la propria roba, con la garanzia di sicurezza per tutti.
Si è conclusa così – si spera – una vicenda ingarbugliata, che ha scosso la comunità, ma che grazie all’efficienza dello Stato si è risolta nel giro di poche ore.