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07/12/2024 ore 11.13
Cronaca

Vibo Marina e i suoi depositi petroliferi, una storia lunga mezzo secolo tra sfregi ambientali e un freno al turismo

VIDEO | Il recente sequestro della Meridionale Petroli per presunti scarichi abusivi e inquinamento dell’aria riaccende il dibattito sulla delocalizzazione degli impianti, che era stata ordinata dopo l’alluvione del 2006 ma mai realizzata

di Giuseppe Addesi

Dopo l’ordine di sequestro nei confronti del deposito Meridionale Petroli di Vibo Marina, si riaccende il dibattito sulla possibilità di una delocalizzazione di tali insediamenti industriali. I sigilli sono scattati giovedì scorso: alla società vengono contestati lo scarico abusivo di acque industriali nelle fogne e l’inquinamento dell’aria. In quest’ultimo caso sono stati rilevati infatti valori anomali di benzene in atmosfera, il che avrebbe rappresentato un potenziale pericolo per la salute dei lavoratori.

«Valori anomali di benzene nell'aria e idrocarburi nelle fogne», a Vibo Marina sequestrata la Meridionale Petroli

Per conoscere la storia del sito produttivo bisogna andare indietro di qualche decennio. Tutto inizia nei primi anni ’60, quando sull’area portuale e nel territorio costiero iniziano a sorgere i depositi costieri di carburante, alimentati dal traffico via mare delle petroliere che trasportano i prodotti petroliferi provenienti dalle raffinerie siciliane. L’arenile viene sventrato per l’attraversamento delle condotte che portano gli idrocarburi ai grandi depositi di stoccaggio, da dove verranno poi trasportati dalle autocisterne in tutta la Calabria.

Spesso le tubature vengono messe a nudo dalle mareggiate. Per un lungo periodo ne risente anche il turismo e, in particolare, l’attività di balneazione in quanto le navi-cisterna, una volta fuori dal porto, lavano le taniche rilasciando in mare grandi quantità di nafta e catrame che si riversano sulle spiagge colorando il litorale di nero. Il centro abitato di Vibo Marina impara a conoscere un incessante andirivieni di autocisterne, con relativo aumento dell’inquinamento atmosferico e acustico, mentre nei pressi degli stabilimenti si respirano vapori non proprio salubri.

Il primo insediamento è quello della Romim spa, oggi Meridionale Petroli, che occupa una vasta area compresa tra il porto e la vicina spiaggia. Seguiranno l’Agip e Basalti & Bitumi.
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