✕
Sezioni
Edizioni locali
12/10/2026 ore 08.34
Cronaca

Vibo Marina, nuovo blitz per bloccare le autocisterne ma gli agricoltori trovano polizia, carabinieri e carri attrezzi

Il presidio per fermare le autocisterne di carburante è scattato alle 4 del mattino davanti agli accessi ai depositi Eni e Meridionale Petroli ma il dispositivo predisposto da polizia e carabinieri consente ai mezzi di raggiungere gli impianti attraverso percorsi alternativi. I manifestanti desistono ma restano in zona

di C. I.

È stato fermato dalle forze dell’ordine il nuovo tentativo degli agricoltori di bloccare il transito delle autocisterne dirette ai depositi di carburante di Eni e Meridionale Petroli, a Vibo Marina. Il presidio è scattato alle 4 del mattino, in anticipo rispetto all'orario inizialmente annunciato, con i trattori schierati lungo l’arteria che conduce agli impianti. Ma questa volta il dispositivo predisposto da polizia e carabinieri ha consentito di garantire il passaggio dei mezzi pesanti attraverso percorsi alternativi, evitando l'interruzione dei rifornimenti.

Rispetto ai precedenti presidi, le forze dell’ordine si sono presentate in numero maggiore, affiancate da carri attrezzi pronti a intervenire per rimuovere i trattori in caso di necessità. Di fronte al rischio di un intervento sui mezzi agricoli, i manifestanti hanno deciso di togliere il blocco, rinunciando a impedire fisicamente il transito delle autocisterne.

La rimozione dei trattori non segna però la fine della mobilitazione. Gli agricoltori hanno scelto di proseguire la protesta presidiando la strada, in attesa delle risposte delle istituzioni alle richieste avanzate nelle scorse settimane.

«La Calabria non molla», parte un’altra settimana di proteste: agricoltori e trasportatori in piazza contro il caro carburanti

La nuova mobilitazione dopo i blocchi dei giorni scorsi

La protesta, promossa dal Movimento agricoltura e territorio (Mta), guidato dall'imprenditore agricolo Matteo Talarico, era stata annunciata venerdì scorso, dopo una serie di iniziative che avevano interessato prima lo svincolo autostradale di Pizzo e successivamente gli impianti petroliferi di Vibo Marina. L'obiettivo dichiarato era quello di tornare a esercitare pressione sul sistema di distribuzione dei carburanti, colpendo uno snodo strategico per gli approvvigionamenti regionali.

Dai depositi di Eni e Meridionale Petroli, infatti, partono le autocisterne che riforniscono circa il 60% del territorio calabrese. Una posizione strategica che aveva reso particolarmente incisente il precedente blocco, provocando nel giro di pochi giorni difficoltà nella distribuzione del carburante, lunghe code ai distributori e l'esaurimento delle scorte in numerose stazioni di servizio. A Vibo Valentia e in altri centri della provincia diversi impianti erano rimasti temporaneamente senza benzina o gasolio, mentre gli automobilisti erano stati costretti ad attendere anche tre quarti d'ora per effettuare il pieno.

Successivamente la mobilitazione si era spostata a Lamezia Terme, anche per alleggerire i disagi subiti dai cittadini e dai gestori degli impianti. La mancanza delle risposte attese dalle istituzioni ha però spinto gli agricoltori a tornare a Vibo Marina, individuata nuovamente come punto centrale della protesta contro il caro carburante.

L'appello lanciato dal Movimento agricoltura e territorio nei giorni scorsi era stato rivolto anche ad altre categorie particolarmente esposte all'aumento del costo del gasolio, a cominciare da pescatori e allevatori, oltre che alla cittadinanza. L'intento è quello di allargare il fronte della mobilitazione, trasformando la protesta degli agricoltori in una vertenza più ampia sul peso dei carburanti per le attività produttive.

Il 16 ottobre la protesta degli autotrasportatori

Sul quadro già delicato si innesta la mobilitazione annunciata dagli autotrasportatori aderenti a Fedralog, che hanno proclamato un fermo dal 16 al 20 ottobre. Anche in questo caso, al centro della contestazione ci sono i costi del carburante, che incidono pesantemente sui bilanci delle imprese di trasporto su gomma.

Non è escluso che le due proteste possano convergere, facendo di Vibo Marina uno dei principali punti di riferimento della mobilitazione calabrese. Uno scenario che aumenterebbe ulteriormente la pressione sulle istituzioni, ma anche il rischio di nuove ripercussioni sulla distribuzione dei carburanti e sulla circolazione delle merci.

Intanto, il tentativo di blocco di questa mattina si è concluso senza ottenere l'interruzione dei rifornimenti. I trattori sono stati rimossi dalla carreggiata, ma il presidio degli agricoltori continua. La vertenza resta dunque aperta, mentre cresce l’attesa per eventuali iniziative delle istituzioni capaci di disinnescare una protesta che ormai coinvolge diversi comparti dell'economia calabrese.