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16/01/2026 ore 18.14
Cronaca

Voli, cene di lusso e…bistecche: così (secondo le accuse) il Garante della privacy è stato trasformato in un bancomat

Primi dettagli sulle indagini che coinvolgono il presidente dell’Autorità, Pasquale Stanzione. Mentre le famiglie faticano ad arrivare a fine mese, nelle istituzioni la corruzione impazza

di Tacco di Ghino

Tangentopoli non ci ha insegnato nulla. Le centinaia di inchieste negli anni, gli arresti e gli scandali a tutti i livelli non hanno cambiato un paese che vive immerso in una corruzione devastante. Mentre migliaia di famiglie non arrivano a fine mese, dal governo, alle diverse istituzioni, fino a comuni e regioni, la corruzione impazza.

L’ultimo caso sembra aver toccato il fondo: bistecche per seimila euro. Hotel a cinque stelle. Cene di lusso e senza limiti. Voli ITA in classe Executive da seimila euro l’uno. E poi ci sono le Auto blu, quelle pagate dallo stato, usate come taxi, per servizio personale. Ma non è finita qui: visto che ci siamo andiamo pure liberamente in palestra, spendiamo per fitness, cosmesi, lavanderia, ma anche dal parrucchiere, tanto poi il tutto viene rimborsato, basta una semplice e abbondante ricevuta fiscale. Tutto questo è quello che è successo presso l’Autorità Garante della Privacy, che secondo l’accusa è stato trasformato in un bancomat. Chiariamo: siamo ancora alle accuse, ma presto tutto sarà ancora più chiaro.

Perquisizioni della Gdf nella sede del Garante della Privacy a Roma: peculato e corruzione i reati ipotizzati

Certo, vista così sembra una caricatura grottesca del potere. Eppure tutte queste accuse, e tanto altro, è tutto quello che si trova nell’inchiesta che travolge il Garante per la Privacy.

Le carte della procura rivelano che dal 2021 al 2024 le spese dell’Autorità esplodono: da 851mila a 1 milione e 247mila euro. Per “rappresentanza” le spese vanno da 20mila a oltre 400mila euro l’anno. Il tetto dei rimborsi mensili sale da 3.500 a 5.000 euro. Il presidente dell’Autorità, Pasquale Stanzione, per l’accusa si è fatto rimborsare le spese perfino per bistecche acquistate in macelleria per 6mila euro in tre anni. La Procura è chiara: si tratta di denaro pubblico usato per spese private. Tutte estranee al mandato. Cioè assolutamente non giustificabili.

Le notizie sono di questi giorni: 14 gennaio 2026 la Guardia di Finanza perquisisce gli uffici dell’Autorità, a Roma. Il presidente Stanzione e l’intero Collegio formato da Cerrina Feroni, Ghiglia, Scorza, vengono indagati per peculato e corruzione.

Ma non si tratta di un caso. Di uno scandalo isolato: è un vero e proprio sistema. Viviamo nel Paese della corruzione, dove Tangentopoli non ha insegnato nulla, anzi. Ormai non ci si dimette più per nulla. Si resta comodamente al governo, in parlamento, nelle istituzioni. E con l’abolizione del reato di abuso d’ufficio il messaggio è chiarissimo: tana libera tutti. Il confine tra interesse pubblico e privato è stato cancellato per legge.

In Europa tutto questo non avviene, altra pasta, altra cultura, altro senso delle istituzioni. Basta un’ombra: in Germania una piccola parte di una tesi di laurea copiata, ha fatto saltare un ministro; in Francia una consulenza opaca chiude una carriera; nei Paesi nordici la ricevuta di una piccola spesa non dovuta, ha portato alla fine politica di una ministra. Da noi, invece, ci si incolla alla poltrona. Santanchè resta fino alla fine, anzi si lavora giorno e notte per allontanare i processi. Qui il Garante resiste, nelle regioni e nei comuni nessuno si fa da parte davanti alle inchieste, la classe politica finge sdegno e poi aspetta che la gente dimentichi, pensi ad altro. Ci sono Enti dello Stato diventati bancomat. Gli italiani pagano tasse folli e fanno sacrifici infiniti, ma poi c’è Brunetta, presidente del Cnel, che lo scorso si era aumentato lo stipendio fino a 310.000 euro l’anno, niente male per un ente ritenuto del tutto inutile. Blitz fallito perché ci fu una rivolta generale.

Ma tranquilli, tutto quello che emerge è poca cosa rispetto ai furti quotidiani che si ripetono nelle istituzioni. Tanto, gran parte di questi rimangono impuniti.

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