A Ceglie Messapica la politica scende in piazza: tre giorni di confronto tra istituzioni, economia e futuro
Ministri, parlamentari, amministratori, imprenditori, magistrati, giornalisti e protagonisti della società civile. La nona edizione de “La Piazza – Il Bene Comune”, organizzata da Affaritaliani.it e dall’Associazione La Piazza, ha trasformato ancora una volta il centro pugliese in un luogo di dibattito sulle grandi trasformazioni del Paese
Per tre giorni il cuore della Puglia è diventato un vero osservatorio sul Paese. Un appuntamento ormai consolidato che ha portato sul palco oltre ottanta ospiti, tra cui nove ministri, esponenti della maggioranza e dell’opposizione, rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e finanziario, della magistratura e dell’informazione.
A Ceglie Messapica sono intervenuti, tra gli altri, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, Raffaele Fitto, Andrea Abodi, Gilberto Pichetto Fratin, Adolfo Urso, Marina Calderone, Matteo Piantedosi, Nello Musumeci e Francesco Paolo Sisto e il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, mentre quello di Roberto Vannacci ha rappresentato uno degli interventi politici più attesi.
Ma il valore de “La Piazza” non è stato soltanto nella quantità e nel peso dei nomi. È stato soprattutto nella capacità di mettere intorno allo stesso tavolo mondi differenti, facendo dialogare politica, economia, giustizia, comunicazione e nuove generazioni.
Lorenzo Zurino, il punto di vista dell’impresa italiana che guarda al mondo
Tra i protagonisti più interessanti dell’edizione 2026 c’è stato Lorenzo Zurino, presidente del Forum Italiano dell’Export.
Il suo intervento ha portato al centro del dibattito una prospettiva spesso decisiva ma non sempre sufficientemente rappresentata nel confronto politico: quella delle imprese italiane che devono misurarsi quotidianamente con i mercati internazionali.
Zurino ha partecipato al panel dedicato a “I pilastri del futuro: capitale, ambiente e competenze”, insieme a esponenti delle istituzioni, dell’economia e del mondo produttivo.
La sua presenza ha dato concretezza a una domanda che attraversa tutta la manifestazione: quale modello di sviluppo vuole costruire l’Italia nei prossimi anni?
Export, competitività, accesso ai capitali, competenze, internazionalizzazione e capacità delle imprese di affrontare mercati sempre più complessi sono temi che non possono essere separati dalle scelte della politica industriale.
Ed è proprio questo uno degli elementi che rende particolarmente significativo il contributo di Zurino: portare il dibattito fuori dalla dimensione puramente teorica e ricondurlo alla realtà quotidiana di chi produce, investe, esporta e compete.
In un momento nel quale il Made in Italy rappresenta una delle principali leve di forza del sistema economico nazionale, il confronto sul futuro non può prescindere dalle imprese e dalla loro capacità di crescere sui mercati esteri. Da Ceglie Messapica è arrivato quindi anche un messaggio molto chiaro: parlare di futuro significa parlare di competitività, ma anche di una politica capace di creare le condizioni perché il sistema produttivo italiano possa esprimere pienamente il proprio potenziale.
Francesca Pascale e il tema dei diritti
Uno degli interventi che ha contribuito ad ampliare il perimetro della manifestazione è stato quello di Francesca Pascale, presidente dell’associazione “I Colori della Libertà”.
Pascale ha partecipato al panel dedicato a “Il futuro dei diritti e delle libertà”, insieme a esponenti politici provenienti da sensibilità differenti.
La sua presenza ha inserito nel programma una riflessione su libertà individuali, diritti civili e trasformazioni della società italiana, mostrando ancora una volta come “La Piazza” non sia soltanto un appuntamento dedicato alla politica economica o alle dinamiche di governo.
Il confronto sui diritti rappresenta infatti una delle grandi questioni del presente: una discussione che attraversa gli schieramenti politici e che riguarda direttamente il rapporto tra individuo, istituzioni e società.
Alemanno e Davigo, due prospettive diverse sul futuro della giustizia
Particolarmente significativo anche il confronto dedicato alla giustizia, che ha riunito sullo stesso palco Piercamillo Davigo, già magistrato, già presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati e già componente del CSM, l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, la deputata Vittoria Baldino e Claudia Eccher, presidente della VII Commissione del CSM.
La presenza contemporanea di Davigo e Alemanno ha dato al dibattito una particolare forza dialettica.
Davigo, con la sua lunga esperienza nella magistratura e nelle istituzioni dell’autogoverno dei giudici, ha rappresentato una prospettiva profondamente legata alla storia della giustizia italiana degli ultimi decenni. Alemanno, invece, ha portato nel confronto una visione politica maturata attraverso una lunga esperienza nelle istituzioni e nell’amministrazione della Capitale.
Il tema era inevitabilmente ampio: il futuro della giustizia, il rapporto tra politica e magistratura, le garanzie, l’efficienza del sistema e il rapporto tra cittadini e istituzioni.
Claudia Eccher, la voce del CSM
È stata molto apprezzata la disamina di Claudia Eccher, presidente della VII Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, chiamata a intervenire in un confronto su uno dei temi più delicati del dibattito pubblico italiano.
La sua presenza ha rappresentato un elemento istituzionale di particolare rilievo all’interno del panel sulla giustizia, perché ha consentito di riportare la discussione anche dentro la prospettiva dell’organo di autogoverno della magistratura.
In una fase nella quale il rapporto tra giustizia, informazione, politica e cittadini è oggetto di discussione costante, la partecipazione di Eccher ha contribuito a dare al confronto una dimensione istituzionale, oltre che politica.
Serafino Sorrenti e la sfida dell’intelligenza artificiale
Tra i temi più innovativi affrontati a Ceglie Messapica non poteva mancare quello dell’intelligenza artificiale, al centro del panel “Il futuro con l’AI”. A confrontarsi sul palco sono stati Marco Lenoci, Andrea Cardamone, don Patrizio Coppola e Serafino Sorrenti, Executive Vice President dell’European Digital Infrastructure Consortium.
La partecipazione di Sorrenti ha portato nel dibattito una prospettiva legata alle infrastrutture digitali, alla sovranità tecnologica e alle trasformazioni che l’intelligenza artificiale sta producendo nell’economia e nella pubblica amministrazione.
Nel suo intervento Sorrenti ha richiamato in particolare la necessità di costruire una sovranità tecnologica europea, con una forte capacità di guida italiana, affrontando questioni come cloud, digitalizzazione della Pubblica amministrazione, capacità di calcolo e protezione delle infrastrutture critiche del Mediterraneo. Un approccio che sposta il dibattito sull’AI dalla sola dimensione tecnologica a quella strategica: innovazione, sicurezza e autonomia digitale diventano infatti elementi sempre più intrecciati con la competitività e con la stessa capacità di un Paese di tutelare i propri interessi.
La presenza di Sorrenti ha così aggiunto alla manifestazione un ulteriore tassello di grande attualità, confermando come “La Piazza” abbia cercato di leggere il futuro non soltanto attraverso la politica, ma anche attraverso le grandi trasformazioni tecnologiche che stanno già cambiando il modo di lavorare, comunicare e governare.
La politica italiana, ma anche la politica che verrà
Uno degli elementi più interessanti dell’edizione 2026 è stato proprio lo spazio riservato alle nuove generazioni.
“La Piazza” ha infatti dedicato un confronto alle organizzazioni giovanili delle principali forze politiche italiane, coinvolgendo rappresentanti dei Giovani Democratici, Forza Italia Giovani, Lega, Azione, Movimento 5 Stelle, Giovani Europeisti Verdi e altre realtà.
Un passaggio importante perché il futuro della politica non può essere discusso senza ascoltare coloro che saranno chiamati a costruirlo.
In questo percorso ha avuto un ruolo significativo anche Francesco Giorgino, che ha curato il confronto con i giovani appassionati di politica, contribuendo a dare alla manifestazione uno spazio dedicato non soltanto ai protagonisti della politica di oggi, ma anche a quelli di domani.
Una macchina organizzativa all’altezza dell’evento
Dietro una manifestazione di questa dimensione c’è naturalmente una macchina organizzativa complessa. E in questo senso “La Piazza” ha mostrato un livello di organizzazione particolarmente efficace.
A guidare la macchina di questa nona edizione è stato Marco Scotti, direttore responsabile di Affaritaliani, che ha dimostrato una notevole capacità di tenere insieme, con precisione e metodo, un programma particolarmente articolato e un parterre di protagonisti provenienti da mondi e sensibilità molto diverse.
Con una regia puntuale, una conoscenza approfondita dei temi e una conduzione sempre attenta ai tempi e ai contenuti, Scotti ha saputo dare alla manifestazione un ritmo efficace, trasformando la complessità dei numerosi appuntamenti in un percorso di confronto coerente e dinamico. Un lavoro che si è visto soprattutto nei dettagli: nella gestione dei panel, nell’alternanza degli ospiti, nella capacità di valorizzare gli interventi e nel mantenere sempre centrale la natura giornalistica de “La Piazza”.
Una prova di professionalità che merita di essere sottolineata, perché dietro una manifestazione capace di portare a Ceglie Messapica ministri, parlamentari, imprenditori, magistrati, giornalisti e rappresentanti delle nuove generazioni c’è necessariamente una macchina organizzativa importante. E quella macchina, sotto la direzione di Scotti, ha funzionato con precisione e continuità.
Scotti ha saputo mantenere insieme il filo del racconto giornalistico e quello dell’organizzazione, garantendo ritmo e qualità al confronto. Il suo lavoro, insieme a quello della squadra, è stato determinante per trasformare una lunga serie di appuntamenti in un unico racconto capace di attraversare politica, economia, informazione e società.
Importante anche il prezioso contributo di Barbara Politi, giornalista e protagonista della conduzione di diversi momenti della manifestazione, e di Francesco Giorgino, fuoriclasse del giornalismo italiano e di Mimmo Mazza, direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, che ha moderato con equilibrio, competenza e grande padronanza gli incontri ai quali ha preso parte. Mazza, giornalista di solida esperienza, capace di porre domande puntuali, governare il confronto e lasciare spazio agli interlocutori senza mai perdere il filo dei temi.
Una conduzione autorevole e concreta, lontana da formule costruite e da una certa retorica della “narrazione” — termine che lo stesso Mazza non ama particolarmente — e più vicina alla sostanza del giornalismo: domande, contenuti, confronto e capacità di approfondire.
Ceglie diventa ancora una volta una piazza nazionale
Il risultato finale è una manifestazione che, per tre giorni, ha portato Ceglie Messapica al centro del dibattito nazionale.
Non soltanto per la presenza dei ministri, del presidente della Regione Puglia, di numerosi parlamentari e di figure politiche come Roberto Vannacci, ma per la capacità di mettere insieme competenze e sensibilità differenti.
“La Piazza” si conferma così qualcosa di più di una semplice kermesse di fine estate. È diventata una sorta di laboratorio politico e civile nel quale il Paese può guardarsi allo specchio: attraverso la politica, certamente, ma anche attraverso l’impresa, la giustizia, l’informazione, i diritti e soprattutto le nuove generazioni.
Ed è forse proprio questa la sua forza maggiore: portare la politica fuori dai palazzi e restituirle, almeno per qualche giorno, il luogo originario del confronto. Una piazza.