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26/09/2026 ore 13.40
Cultura

Al via Sciabaca, la prima giornata nel segno di Leonardo Sciascia

Aperta la mostra fotografica dedicata allo scrittore siciliano. Talk con il nipote Vito Catalano e con il suo biografo e amico personale Matteo Collura

di Salvatore Bruno

L’inaugurazione della mostra fotografica dedicata a Leonardo Sciascia, ha aperto l’undicesima edizione di Sciabaca, l’appuntamento promosso dall’editore Rubbettino, la cui prima giornata è stata ospitata nel Parco Carta di Soveria Mannelli, presidio culturale dell’entroterra catanzarese, con tutte le sue fragilità, e però estremamente vivace, in grado di coagulare, nelle quattro giornate del festival che si protrarrà fino al 27 settembre, il pensiero di personaggi intellettuali del panorama nazionale, di altissima qualità e spessore.

Professionisti dell’antimafia

La scelta di aprire la rassegna con un omaggio allo scrittore siciliano non è stata casuale. Ad una recensione proprio di Sciascia pubblicata dal Corriere della Sera, Rubbettino deve la sua prima, importante, vetrina nazionale. «Era riferita ad un libro dato alle stampe nel 1987 di Christopher Duggan, La Mafia durante il fascismo – ricorda Florindo Rubbettino – E ci ritrovammo con un paginone sul prestigioso quotidiano milanese che poi innescò la famosa polemica sui professionisti dell’antimafia. Sciascia poi, è molto presente nel nostro catalogo; sono tante le pubblicazioni che attraversano le sue vicende. Inoltre, siamo editori di una bellissima e preziosissima collana realizzata in collaborazione con la Fondazione Sciascia che ne porta avanti il pensiero e la grande statura di scrittore e di ponte della cultura mediterranea con il resto del mondo».

Festival per il territorio

La mostra fotografica, per la prima volta esposta in Calabria, si mescola con l’atmosfera carica di fascino e di storia del Parco Carta nel quale si può attraversare tutto il processo di trasformazione dell’editoria a partire dalla rivoluzione dei caratteri tipografici mobili introdotta da Gutenberg alla fine del medioevo, fino alla rivoluzione digitale. «Questo modo di indagare in maniera trasversale il pensiero, le storie, l'arte, la musica – ha detto ancora Florindo Rubbettino - è anche ovviamente il punto di partenza di Sciabaca di quest'anno. Un festival – ha voluto sottolineare - che non resta fermo in questo luogo ma che viaggia nel territorio». 

Tra biografia e romanzo

A raccontare la figura di Sciascia nel talk di apertura di Sciabaca 2026, moderato dal direttore editoriale di Rubbettino, Luigi Franco, sono intervenuti il nipote, Vito Catalano, e Matteo Collura, amico personale dello scrittore di Racalmuto, che ne ha tratteggiato il profilo nel libro, edito da La Nave di Teseo, Il maestro di Regalpetra. Un volume a metà strada tra la biografia e il romanzo: «È un racconto di vita – dice Collura al microfono del nostro network - In certi passaggi ho lavorato anche di fantasia, però sono stato molto vicino a Sciascia per oltre vent’anni per cui di molte cose descritte soprattutto nella parte centrale e finale del libro, sono un testimone diretto. Considero Sciascia, insieme a Pier Paolo Pasolini – ha detto ancora il giornalista - il più grande intellettuale del nostro tempo per la sua capacità di riconoscere la realtà e di denunciare il male che lo attorniava senza sconti, pronto a pagarne anche le conseguenze. Ha avuto il coraggio di denunciare la politica corrotta e criminale e di mettere a nudo certe verità scomode. Oggi mancano personaggi così coraggiosi e disinteressati. Un giorno mi disse: per rimanere libero devi farti bastare quello che guadagni e resistere alle lusinghe che conducono alla corruzione».

Autore della contemporaneità

Catalano, che come il nonno è scrittore ed autore di apprezzati romanzi e pubblicazioni, ha ringraziato i fotografi che hanno concesso l’utilizzo dei tanti scatti di Leonardo Sciascia che compongono la mostra intitolata “La Sicilia, il suo cuore – ritratti di uno scrittore mediterraneo”. Catalano ha posto l’accento sulla straordinaria contemporaneità del pensiero di Sciascia: «Rileggendo i suoi scritti, mi rendo conto che molti ripercorrono o hanno anticipato l’oggi . Per questo conoscere Sciascia aiuta non solo a mettere a fuoco il passato, ma anche a comprendere il presente».