Alla ricerca della villa romana di Calopezzati, al via la campagna di indagini nell’area archeologica di Gadice
A dare la notizia il circolo Legambiente Nicà di Scala Coeli, che dopo sopralluoghi e segnalazioni aveva scritto al Ministero della Cultura per sollecitare interventi
Dall’ 8 all’11 settembre prossimi prenderà il via la campagna di indagini archeologiche non invasive nell’area di Gadice, nel Comune di Calopezzati. A dare la notizia il circolo Legambiente Nicà di Scala Coeli.
«Vogliamo ripercorrere l’iter che ha portato il nostro Circolo ad approfondire la notizia relativa alla possibile presenza di una villa romana nel territorio di Calopezzati», si legge in una nota.
«Tutto ha avuto inizio nella primavera del 2025, quando, nel corso di una conversazione informale con il nostro presidente Nicola Abruzzese, il sindaco di Calopezzati, Giudiceandrea, riferì della presenza, nel territorio comunale, di resti riconducibili a una villa romana».
«A seguito di quella conversazione, abbiamo iniziato una serie di ricerche, accertando che, molti anni fa, la Soprintendenza di Cosenza aveva sottoposto la località a vincolo archeologico».
«Il 18 agosto 2025, il nostro presidente, accompagnato dal figlio Goriziano Luca Abruzzese, studente di Archeologia e Storia dell’Arte presso l’Università di Perugia, effettuò un sopralluogo in località Gadice. Durante il sopralluogo furono rinvenuti alcuni frammenti di materiale ceramico apparentemente molto antico e altri reperti frammentari, elementi che hanno ulteriormente alimentato l’interesse del Circolo per l’area».
«Il 24 agosto 2026, il Circolo Nicà, insieme all’amministrazione comunale di Calopezzati, organizzò un evento dal titolo “Alla scoperta della villa romana di Calopezzati”, che riscosse un grande successo e suscitò notevole interesse da parte della cittadinanza e del territorio».
«Successivamente, il 30 agosto 2026, il Circolo Nicà scrisse al Ministero della Cultura, alla Soprintendenza di Cosenza e al sindaco di Calopezzati, chiedendo un urgente sopralluogo in località Gadice, al fine di verificare quanto emerso sia durante le nostre attività sia nel corso dell’evento del 24 agosto».
«Da quel momento è iniziata una costante interlocuzione con la Soprintendenza di Cosenza, con l’obiettivo di individuare le professionalità e le competenze necessarie per effettuare le opportune verifiche sul sito segnalato».
«Nel frattempo, il presidente del circolo è stato contattato da Giambattista Pignataro della Fondazione Ampioraggio il quale riferiva di aver appreso attraverso la stampa dell’attività da noi intrapresa e di seguire a sua volta questa vicenda già da tempo».
«Un decisivo passaggio è arrivato dalla collaborazione e il dialogo già in corso tra l’amministrazione comunale e Fondazione Ampioraggio che ha contribuito all’interessamento del professor Alfonso Santoriello dell’Università degli Studi di Salerno, il quale, insieme alla sua équipe, aveva manifestato interesse a effettuare indagini scientifiche nell’area da noi segnalata al Ministero della Cultura».
«L’ultima segnalazione inviata dal circolo al Ministero della Cultura, alla Soprintendenza e al Comune di Calopezzati risale al 10 febbraio 2026, con la quale venivano richieste informazioni in merito alle precedenti segnalazioni e agli eventuali sviluppi delle attività di verifica».
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«Per il circolo Nicà si tratta di un risultato importante, frutto di un’attività costante e appassionata, portata avanti con l’obiettivo di valorizzare e tutelare il patrimonio storico e archeologico del nostro territorio».
«Vogliamo ringraziare il sindaco di Calopezzati per aver condiviso e sostenuto la nostra iniziativa, nonché il professor Alfonso Santoriello e Giambattista Pignataro per la fiducia riposta nell’attività incessante del nostro circolo».
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«Il nostro auspicio è che queste indagini possano contribuire a fare luce sulla storia dell’area di Gadice e, qualora le evidenze venissero confermate, restituire alla comunità una pagina importante della storia antica di Calopezzati e dell’intero territorio».