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09/04/2026 ore 15.00
Cultura

All’UniCal presentato Affetti in saldo: focus su educazione sentimentale, social media e crisi dei legami

All’Università della Calabria riflessione pubblica su emozioni e relazioni: studentesse protagoniste del progetto editoriale curato da Giovanbattista Trebisacce, docente di Pedagogia generale e sociale presso il DeMaCs

di Ernesto Mastroianni

Educazione sentimentale, social media e crisi dei legami emotivi al centro del confronto mattutino che si è svolto stamani, nell’Aula Solano del Cubo 19B dell’Università della Calabria. L’occasione è stata offerta dalla presentazione del volume Affetti in saldo, un progetto editoriale e formativo nato all’interno dei corsi di Pedagogia sociale dell’ateneo di Arcavacata e dedicato a una delle questioni più urgenti del presente: la trasformazione dei rapporti affettivi nell’epoca della connessione permanente, dell’esposizione continua e della velocità digitale.

Quella andata in scena nei cubi dell’UniCal non è stata una semplice presentazione editoriale, ma un vero momento di riflessione pubblica sul rapporto tra educazione, relazioni, linguaggi digitali e nuove fragilità emotive. Il volume, curato dal professor Giovanbattista Trebisacce, docente di Pedagogia generale e sociale presso il DeMaCs, nasce infatti da un percorso didattico e laboratoriale che ha visto protagoniste le studentesse, chiamate a trasformare vissuti, osservazioni e riflessioni in una scrittura corale, critica e profondamente contemporanea.

Il libro affronta una domanda decisiva: che cosa accade ai sentimenti, alla durata dei rapporti, al senso dell’incontro e della presenza dell’altro in una società segnata dalla logica della visibilità, della prestazione e della sostituibilità dei legami? È proprio su questo crinale che Affetti in saldo prova a collocarsi, sottraendo il tema degli affetti sia al moralismo sia alla superficialità, per restituirlo alla riflessione educativa, culturale e civile.

L’incontro è stato aperto dai saluti istituzionali dell’europarlamentare Giusy Princi, del consigliere regionale Rosaria Succurro, dei direttori del DiCES, Maria Mirabelli, e del DeMaCs, Berardino Sciunzi, di Loredana Giannicola, dirigente responsabile dell’USR Calabria, del prorettore Stefano Curcio, diPeppino Sapia, delegato del rettore alla formazione degli insegnanti, del manager Lucio Presta, ai quali si sono aggiunti gli interventi delle docenti Angela Costabile, Rossana Adele Rossi e Simona Perfetti. La conduzione dell’evento è stata affidata a Carmela Formoso, mentre introduzione e conclusioni sono state curate dallo stesso Trebisacce.

Fin dai primi interventi è emerso con chiarezza il significato culturale e pedagogico dell’iniziativa. È stato sottolineato come Affetti in saldo sia un testo dal sapore profondamente milaniano, scritto da studentesse e capace di attraversare la complessa geografia dei sentimenti e delle emozioni senza cedere a semplificazioni. Nel suo videomessaggio di saluto, Rosaria Succurro ha richiamato l’importanza decisiva dei sentimenti e delle emozioni nella costruzione della persona. Maria Mirabelli, direttrice del DiCES, ha evidenziato come il volume metta al centro gli affetti quale oggetto di un autentico percorso formativo realizzato dalle studentesse, capace di interrogare criticamente il presente. Berardino Sciunzi ha insistito sul compito dell’università e della società nel riportare al centro il pensiero critico e il valore dei rapporti umani, mentre Loredana Giannicola e Lucio Presta – collegati da remoto – hanno letto il protagonismo delle studentesse nella ricerca universitaria come un segnale di innovazione: gli affetti, hanno osservato, non possono essere ridotti a merce di scambio.

Significativo anche il contributo di Giusy Princi, che ha richiamato il rischio di smarrimento delle giovani generazioni in una stagione segnata da forme di anestesia emotiva. In questa prospettiva, Affetti in saldo è stato definito un possibile spartiacque, un vero manifesto pedagogico capace di rimettere al centro la narrazione, il conflitto e la relazione come luoghi di crescita. Stefano Curcio ha apprezzato il valore dei contenuti, ribadendo la funzione dell’università come spazio che deve saper stimolare non solo il pensiero critico, ma anche la dimensione esistenziale. Peppino Sapia ha poi insistito sul valore dell’apprendimento e dell’insegnamento in materia di emozioni e relazioni sociali.

Nel suo intervento, Giovanbattista Trebisacce ha restituito con forza il senso profondo dell’esperienza educativa che ha dato vita al volume. Affetti in saldo, ha spiegato, nasce da una relazione educativa costruita nel tempo e da un gruppo di giovani avviato alla ricerca. Ogni esperienza formativa comincia quando si percepisce una possibilità più grande di sé, e prende forma quando si sceglie di investire il proprio tempo dentro un lavoro lungo, condiviso, esigente. È questo, in fondo, uno dei nuclei pedagogici più intensi emersi durante l’incontro: non basta vivere per comprendere, occorre attraversare il passaggio dal vissuto al pensato, dalla semplice esperienza alla sua elaborazione critica. In questa chiave, l’università si conferma spazio di crescita, di parola pubblica, di costruzione di sé e del mondo.

Il volume è articolato in più sezioni, affidate alle voci delle autrici. Chiara Chiaravalloti e Federica Salineto hanno affrontato il tema della fine della relazione e della gestione del dolore, intrecciando riflessione teorica e vissuto personale. Al centro, il tema del fallimento, della perdita e del “saper lasciare andare”, inteso non come rimozione ma come cura delle ferite e riconoscimento del valore che resta nella traccia di un legame. Gaia Tocci ha invece riflettuto sul restare e sul durare nei rapporti contemporanei, mostrando come la continuità non coincida con la sopportazione, ma con la capacità di abitare la cura e la responsabilità reciproca. Serena Spezzano e Miriam Aurora Cetera hanno approfondito il nesso tra iperconnessione e legami, mentre Loredana Mazzaferro e Annamaria Carola Fusaro hanno affrontato la dimensione del conflitto relazionale, sottraendolo alla visione distruttiva per riconoscerlo come possibilità autentica di verità e di trasformazione del rapporto. Erica Spadafora ha infine sviluppato il tema della vulnerabilità, riportando al centro una parola decisiva per comprendere la fragilità e, insieme, la profondità dell’esperienza affettiva.

Angela Costabile ha collocato il discorso sul terreno del rapporto tra dolore, amore e costruzione del senso, sottolineando come la crescita abbia bisogno anche della frustrazione e del tempo, e come la tecnologia si configuri ormai come dispositivo ontologico, capace di ridefinire la nostra mappa mentale e sociale. Rossana Adele Rossi e Simona Perfetti hanno poi insistito sul fatto che le culture digitali producono spesso una deformazione dei sentimenti, richiamando la necessità di tornare a interrogare la cura, la felicità, il dolore e l’educazione sentimentale come questioni decisive per la formazione delle nuove generazioni.

Da Arcavacata arriva così un segnale netto: l’università può ancora essere un luogo in cui i giovani non solo studiano, ma imparano a nominare la propria esperienza, a pensarla, a condividerla e a trasformarla in consapevolezza pubblica. Affetti in saldo mostra che l’educazione sentimentale e relazionale non è un tema secondario, privato o marginale, ma una questione pubblica, culturale e politica. In un tempo in cui anche gli affetti rischiano di essere piegati alle logiche del consumo, dell’immediatezza e della prestazione, la pedagogia è chiamata a custodire il valore dell’attesa, del limite, della reciprocità e della durata.

In questo senso, il volume presentato all’Università della Calabria non è soltanto un libro: è il segno di una possibilità educativa. Dimostra che dall’esperienza universitaria possono nascere percorsi autentici di pensiero, scrittura e responsabilità, capaci di parlare non solo agli studenti, ma all’intera comunità educante.