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07/08/2026 ore 10.01
Cultura

Caccuri, conferita al direttore generale della Rai Roberto Sergio la cittadinanza onoraria: «Da oggi questa è anche casa mia»

Proseguono le iniziative della XV edizione del Premio Letterario Caccuri promosso dall'Accademia dei Caccuriani. I grandi nomi del panorama culturale italiano protagonisti nella comunità dell'alto crotonese. Incontro tra il direttore Sergio e l’editore del network LaC Domenico Maduli

di Francesco Graziano

La forza della cultura si misura anche dalla capacità di cambiare il destino di un territorio. È ciò che sta accadendo da quindici anni a Caccuri, piccolo borgo dell'entroterra crotonese che, grazie al Premio Letterario promosso dall'Accademia dei Caccuriani, è riuscito a imporsi sulla scena nazionale come una delle capitali della cultura. Un luogo dove i libri non sono soltanto pagine da sfogliare, ma strumenti di crescita, confronto e rinascita civile.

La XV edizione del Premio continua a confermare questa vocazione. L'iniziativa, promossa dall'Accademia dei Caccuriani guidata dal presidente Adolfo Barone e dal vicepresidente Olimpio Talarico, richiama ogni anno alcune delle più autorevoli firme del panorama culturale italiano e un pubblico sempre più numeroso, dimostrando che anche da un piccolo paese può partire una grande storia.

Una cittadinanza che racconta un'identità

In questo percorso si inserisce uno dei momenti più significativi della manifestazione: il conferimento della cittadinanza onoraria di Caccuri al direttore generale della Rai, Roberto Sergio.

Nella suggestiva cornice del Castello, il Consiglio comunale riunito in seduta straordinaria ha voluto rendere omaggio a una figura che da decenni promuove il valore della cultura e del servizio pubblico. Il sindaco Luigi Quintieri ha consegnato al direttore Sergio le chiavi della città e una targa ricordo, sancendo un legame che va ben oltre il valore istituzionale dell'onorificenza.

Una scelta che rappresenta anche il riconoscimento al percorso compiuto dal Premio Letterario Caccuri: una manifestazione che, anno dopo anno, ha saputo trasformare un piccolo centro della Calabria in un laboratorio culturale riconosciuto a livello nazionale.

Le parole che hanno emozionato il borgo

È stato il discorso di Roberto Sergio a regalare il momento più intenso della cerimonia. «Quando si riceve un riconoscimento importante si dice di essere onorati. Oggi però questa espressione non basta», ha esordito il direttore generale della Rai. «Non ricevo soltanto un'onorificenza. Ricevo una casa in più, una comunità che decide di accogliermi come uno dei suoi cittadini. È un dono che non si misura con il prestigio, ma con l'affetto».

Parole accolte da un lungo applauso, capaci di trasformare una cerimonia istituzionale in un momento di autentica condivisione. Sergio ha poi ricordato il forte legame con la Calabria, raccontando di essere passato, arrivando a Caccuri, davanti la casa dei nonni materni a Spezzano della Sila e rivelando che anche le origini del padre sono legate a Rende. «Per me questa cittadinanza non rappresenta un punto di arrivo. Rappresenta un ritorno», ha detto con commozione.

«La cultura cambia i territori»

Un passaggio del suo intervento è stato dedicato proprio alla missione del Premio Letterario Caccuri. Promotore del prestigioso Premio Laurentum per la poesia, Sergio ha riconosciuto nell'esperienza caccurese la stessa convinzione che ha ispirato il suo percorso: quella secondo cui la cultura può incidere concretamente sul futuro delle comunità.

«Guardando ciò che avete saputo costruire qui a Caccuri sento una profonda sintonia», ha affermato. «Abbiamo percorso strade diverse ma animate dalla stessa convinzione: un libro può aprire più porte di qualsiasi chiave e la cultura è il più potente strumento di libertà, di crescita e di dialogo». Sono forse queste le parole che meglio sintetizzano il senso del Premio Caccuri. In un tempo in cui i piccoli centri combattono contro lo spopolamento e il rischio dell'emarginazione, Caccuri ha scelto di investire sulle idee, sul confronto e sulla conoscenza, dimostrando che la cultura può diventare motore di sviluppo, occasione di riscatto e strumento di promozione dell'intero territorio.

«Le porte più preziose»

Profonda anche la riflessione conclusiva del direttore generale della Rai.

«Le chiavi della città hanno certamente un valore simbolico», ha spiegato. «Ma mi ricordano che nella vita esistono porte che si aprono grazie al successo professionale e altre che si aprono soltanto grazie alla fiducia, alla stima e all'affetto delle persone. Sono le porte più difficili da aprire e anche le più preziose». Poi la promessa che ha emozionato il pubblico presente. «Porterò sempre con me questo giorno. Lo racconterò ai miei figli e ai miei nipoti come uno dei momenti più belli della mia vita. Da oggi Caccuri non sarà più soltanto un luogo della Calabria: sarà anche casa mia».

Il dialogo con il network LaC

Prima della cerimonia il direttore Roberto Sergio ha incontrato l'editore del Network LaC e presidente del gruppo editoriale Diemmecom Domenico Maduli. Un confronto dedicato al ruolo dell'informazione e della comunicazione, nel segno di un impegno condiviso: raccontare e valorizzare un evento che ha ormai conquistato un posto di primo piano nel panorama culturale italiano.

Alla seduta del Consiglio comunale ha preso parte anche il direttore responsabile di LaC News24, Franco Laratta, che ha portato il saluto del network. Nel corso della giornata è stato inoltre conferito un riconoscimento al professor Daniel Antenucci dell'Università di Mar del Plata, in Argentina, omaggiato con una spilla in argento raffigurante la Torre del Castello. Un momento pensato per suggellare e rafforzare il rapporto tra Caccuri e il Sud America.

Verso la finalissima

La serata è proseguita con la presentazione dei libri di Evelina Sgarbi (Nata Sgarbi. Storia di un padre e di una figlia), Civita Di Russo (Indomita. La mia battaglia contro le mafie) e Monica Savarese (Bellagio), seguita dal concerto di Leo Gassman, in una piazza del Convento gremita.

Nel frattempo cresce l'attesa per la finale del 10 agosto, quando Tommaso Cerno, Pietro Grasso, Cecilia Sala e Luca Sommi si contenderanno la XV edizione del Premio Letterario Caccuri.

Ma al di là del nome del vincitore, una certezza è già scritta. Da quindici anni Caccuri dimostra che la cultura può invertire la rotta. E che un piccolo borgo della Calabria, quando sceglie di investire nei libri, nelle idee e nel dialogo, può parlare all'Italia intera. E anche di più.