Capitale italiana della cultura, Gioia Tauro non è tra le finaliste. Il sindaco Scarcella: «Il percorso di crescita continua»
La città del Reggino ha accolto la notizia con dispiacere, ma con spirito di rivalsa e orgoglio per averci provato. L’assessore Domenica Speranza: «Oggi siamo una città che ha avuto il coraggio di candidarsi. Domani saremo una città che saprà realizzare i progetti che ha immaginato».
Gioia Tauro non è rientrata nella rosa delle dieci città finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028.
L’amministrazione comunale ha accolto la notizia con dispiacere, ma con spirito di rivalsa e tanto orgoglio per averci provato, fierezza per l’ambizione del cammino intrapreso.
Le città selezionate dalla giuria sono: Anagni (FR), Ancona, Catania, Colle di Val d’Elsa (SI), Forlì, Gravina in Puglia (BA), Massa, Mirabella Eclano (AV), Sarzana (SP), Tarquinia (VT).
Le finaliste saranno convocate per le audizioni pubbliche, che si terranno giovedì 26 e venerdì 27 febbraio 2026. La proclamazione della Capitale italiana della Cultura si terrà entro il 27 marzo 2026. Alla vincitrice verrà assegnato da parte del Ministero della cultura un contributo finanziario di un milione di euro, per realizzare le iniziative e gli obiettivi delineati nel dossier di candidatura.
«È stato un momento di storia inedito nel percorso culturale della nostra città – ha affermato il sindaco di Gioia Tauro, Simona Scarcella - Nessuno prima di noi lo aveva fatto. È un orgoglio avere avviato questo percorso di crescita, promozione di quanto c'è di bello e valido nella nostra città. Per noi, essere riusciti a portare avanti questa candidatura significa aver già vinto. Naturalmente, non ci fermiamo qua. Siamo soltanto all'inizio di un cammino che porteremo avanti con determinazione e fiducia».
L’esito finale non scoraggia neanche l’assessore alla cultura del comune di Gioia tauro, Domenica Speranza, che guarda al risultato attraverso un’ampia prospettiva: «La candidatura di Gioia Tauro ha rappresentato un atto politico e culturale di coraggio, una scelta di visione e di responsabilità, non una promessa di vittoria. Partecipare a un percorso nazionale di questo livello significa misurarsi con una competizione alta e complessa. La vera posta in gioco non era soltanto il riconoscimento finale, ma la volontà di ribaltare una narrazione che per troppo tempo ha raccontato Gioia Tauro esclusivamente attraverso le sue fragilità. Con questa candidatura abbiamo affermato, davanti al Paese, che Gioia Tauro è anche storia, stratificazione culturale, energia sociale, porto, lavoro e contaminazione: una comunità che rivendica con forza dignità e futuro».
E ancora: «Per la prima volta Gioia Tauro si è presentata come soggetto attivo di una proposta culturale strutturata, costruita con serietà, studio e coinvolgimento di competenze. Il dossier progettuale non è stato un esercizio retorico, ma un lavoro concreto che ha messo in rete patrimoni materiali e immateriali, visioni urbane, proposte di rigenerazione e politiche culturali integrate».
L’assessore ribadisce con chiarezza: «Questo progetto non si esaurisce con l’esito della selezione. Il dossier resta patrimonio della città e rappresenta una base strategica su cui continuare a lavorare, capace di orientare scelte amministrative future, attrarre risorse e rafforzare le politiche culturali, sociali e turistiche del territorio. Non candidarsi sarebbe stato rinunciare in partenza, accettare l’idea che Gioia Tauro non potesse ambire a un palcoscenico nazionale. Questa Amministrazione ha scelto invece di alzare l’asticella, di misurarsi con una sfida ambiziosa e di affermare che Gioia Tauro merita di essere pensata, raccontata e costruita come città di cultura. Non abbiamo perso un titolo: abbiamo guadagnato una visione, un metodo e una responsabilità verso la comunità. Su questa strada continueremo, con la convinzione che la cultura non sia un premio da esibire, ma un processo da costruire giorno dopo giorno. Gioia Tauro oggi è una città che ha avuto il coraggio di candidarsi. Domani sarà una città che saprà realizzare i progetti che ha immaginato».