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11/08/2026 ore 10.08
Cultura

Cecilia Sala vince la XV edizione del Premio Caccuri con “I figli dell’odio”: «Le parole hanno ancora il potere di restare»

Cala il sipario sulla manifestazione che in quindici anni ha portato il piccolo borgo calabrese alla ribalta nazionale. La giornalista: «I social possono essere strumenti straordinari, ma non riescono a sostituire il “segno” di una pagina»

di Francesco Graziano

Le luci si accendono ancora una volta sul borgo di Caccuri. Sul palco scorrono le storie, le parole e le riflessioni di una quindicesima edizione che ha trasformato per giorni questo angolo di Calabria in una grande agorà della cultura italiana. Poi arriva il momento del verdetto: la Torre d’Argento del maestro orafo Michele Affidato per la prima posizione va a Cecilia Sala, che con “I figli dell’odio” conquista la XV edizione del Premio Letterario Caccuri.

È il finale di una sfida che ha messo di fronte quattro libri e quattro sguardi diversi sul nostro tempo. Con Sala, in gara c'erano Luca Sommi, autore di “Solo amore. Appunti per un manifesto in difesa degli animali”; Pietro Grasso, con “U Maxi. Dentro il processo a Cosa Nostra” e Tommaso Cerno, autore di “Le ragioni di Giuda”.

Una serata che non celebra soltanto una vincitrice, ma racconta anche il percorso di un Premio che, in quindici anni, è riuscito in un'impresa tutt'altro che scontata: portare un piccolo borgo calabrese alla ribalta nazionale attraverso la forza della cultura.

E così, mentre Caccuri saluta il pubblico e cala il sipario sulla XV edizione, resta l'immagine di una piazza diventata un luogo privilegiato di confronto sui grandi temi del presente.

Cecilia Sala, una vittoria che parla di guerra e di giovani

Nel libro vincitore, "I figli dell’odio”, Cecilia Sala attraversa uno dei territori più tormentati del pianeta, raccontando il conflitto in Medio Oriente attraverso un reportage sul campo che si muove tra Israele, Palestina e Iran.

Al centro del volume ci sono le storie di giovani segnati dalla guerra, dall'odio e dalla repressione, ma anche le profonde trasformazioni politiche e sociali che stanno attraversando una regione sconvolta dagli eventi successivi al 7 ottobre.

Testimonianze dirette, interviste e incontri con protagonisti e analisti costruiscono un racconto intenso, nel tentativo di restituire complessità a una realtà spesso compressa dentro la velocità delle notizie.

Per Sala, la vittoria rappresenta un riconoscimento importante a un lavoro nato sul campo e dedicato a generazioni vicine alla sua, ma costrette a vivere in un contesto profondamente diverso.

«Sono molto contenta, orgogliosa e grata», ha raccontato dopo il verdetto ai microfoni del network LaC, spiegando la soddisfazione per il riconoscimento ottenuto dal libro che parla di «generazioni vicine alla mia» immerse in un Medio Oriente «incendiato e irreparabilmente trasformato dopo il 7 ottobre». Ma dalla vincitrice è arrivato anche un messaggio che va oltre il libro e il premio: «Leggete».

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Il potere delle parole

È forse questo uno dei momenti più significativi della serata. Cecilia Sala ha sottolineato il valore della lettura in un'epoca dominata dai social e dalla rapidità della comunicazione. «I social – ha spiegato –  possono essere strumenti straordinari, ma non riescono a sostituire completamente ciò che una pagina riesce a lasciare nella memoria e nella coscienza». Da qui il suo invito a riscoprire il rapporto con i libri e con le parole. E proprio sul potere della scrittura ha aggiunto: «Spero che anche qualcun altro e non soltanto noi che scriviamo attribuisca questo potere alle parole». Una frase che sembra racchiudere perfettamente il senso di una manifestazione nata proprio per mettere la parola, la conoscenza e il confronto al centro della scena.

Quindici anni di Premio Caccuri

La vittoria di Cecilia Sala è il punto conclusivo di una XV edizione particolarmente ricca, ma anche una nuova pagina nella storia del Premio Letterario Caccuri. Promosso dall'Accademia dei Caccuriani, guidata dal presidente Adolfo Barone e dal vicepresidente Olimpio Talarico coadiuvati Cataldo Calabretta, il Premio è nato con l'obiettivo di valorizzare la cultura e la saggistica, portando nel cuore della Calabria autori e protagonisti del dibattito nazionale. Un progetto che, edizione dopo edizione, ha saputo crescere e consolidarsi, fino a trasformare Caccuri in un appuntamento riconoscibile nel panorama culturale italiano. Quindici anni durante i quali il borgo è diventato un luogo di incontro tra scrittori, giornalisti, intellettuali, artisti e personalità del mondo della cultura.

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La sfida vinta di un piccolo borgo

Il risultato più significativo del Premio è forse proprio questo: aver dimostrato che la cultura non ha bisogno necessariamente dei grandi centri per diventare grande. Caccuri, piccolo borgo della Calabria, è riuscita a costruire nel tempo una manifestazione capace di attirare l'attenzione nazionale, ospitando protagonisti di primo piano e affrontando temi spesso al centro del dibattito pubblico.

Un percorso che ha portato il nome di Caccuri fuori dai confini regionali e che ha contribuito a proporre un'immagine diversa della Calabria: non soltanto terra alle prese con problemi e difficoltà, ma anche terra capace di produrre cultura, confronto e idee.

La forza del Premio, però, non è soltanto nella competizione tra i finalisti. Nel corso della XV edizione, Caccuri ha ospitato numerosi appuntamenti, incontri e momenti di approfondimento, costruendo un programma capace di intrecciare letteratura, giornalismo, attualità, musica e spettacolo. Il confronto è diventato il vero filo conduttore della manifestazione.

Dai libri ai grandi temi della contemporaneità, dalla politica alla società, dalla legalità alle trasformazioni del mondo, il Premio ha offerto al pubblico l'occasione di ascoltare voci diverse e confrontarsi con punti di vista spesso lontani tra loro.

Il Premio ha così assunto nel tempo anche una funzione di promozione culturale e territoriale, dimostrando come un evento costruito con continuità possa contribuire a rafforzare l'identità di un luogo. Caccuri non è più soltanto il paese che ospita il Premio. Il Premio è diventato parte dell'identità stessa di Caccuri.

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Il sipario cala, ma la storia continua

Poi arriva la fine. Le luci si abbassano, il pubblico saluta. Ma il sipario che cala sulla XV edizione non chiude una storia. Al contrario, racconta un percorso che continua. Resta l'immagine di un piccolo borgo calabrese capace di diventare una grande piazza nazionale della cultura.

Resta il lavoro dell'Accademia dei Caccuriani. Resta un pubblico che ha ascoltato, discusso e partecipato. Restano i libri, le testimonianze e le idee che hanno attraversato il palco.

E resta soprattutto una certezza: la cultura può ancora creare comunità, accendere il confronto e portare lontano il nome di un territorio.

Dopo quindici edizioni, il Premio Letterario Caccuri non è più soltanto una manifestazione nata in Calabria. È una realtà che dalla Calabria è riuscita a conquistare uno spazio nel panorama culturale nazionale. Cala il sipario sulla XV edizione. Ma le parole, quelle, continuano a restare.

L’appuntamento è già segnato: estate 2027 per l’edizione numero 16.