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02/02/2026 ore 16.33
Cultura

Gioia Tauro si candida a Capitale italiana del Mare. Il sindaco Scarcella: «Questo è il nostro vero volto»

Presentato il progetto "AMare Gioia 2026" con cui la città ambisce al prestigioso titolo che prevede anche un finanziamento da 1 milione di euro. L'assessore regionale Micheli:«Opportunità per le nuove generazioni». L'Autorità di sistema portuale: «Si può vivere e lavorare in Calabria»

di Giuseppe Mancini

Un incontro per illustrare la visione e le strategie per il futuro del mare e del territorio. Si è svolta la conferenza stampa di presentazione della candidatura di Gioia Tauro a Capitale Italiana del Mare 2026. L’iniziativa è stata promossa dall’amministrazione comunale, in collaborazione con l’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio e con il sostegno della Regione Calabria.
La Capitale italiana del mare è un riconoscimento annuale, volto a valorizzare i comuni costieri italiani che promuovono cultura marittima, sostenibilità e biodiversità. Il vincitore riceve un finanziamento di 1 milione di euro per realizzare progetti di tutela, valorizzazione del territorio e innovazione, selezionati tramite il bando del Dipartimento per le politiche del mare.

Gioia Tauro, presentata la candidatura a Capitale Italiana del Mare 2026

Gioia Tauro è una città che ha sempre guardato al mare come elemento centrale della propria identità e sviluppo. Il sindaco, Simona Scarcella, ha illustrato con orgoglio le ragioni della candidatura: «L'origine di Gioia Tauro nasce dall'intuizione dei greci che 6000 anni fa individuarono la nostra terra come posto ottimale per i traffici marittimi, grazie a cui è diventata sede di commercio e scambio di culture. Arte marinara dai tempi della Magna Grecia proseguita nel corso dei secoli fino alla realizzazione del più grande porto di trashipment europeo. La cultura del mare ci ha accompagnato fino a oggi, ha fatto la nostra storia e farà il nostro futuro. Amiamo tantissimo il mare. Per noi mare significa anche cura del Green, collaborazione con Unical grazie a cui siamo diventati sede di un corso universitario di Biotecnologia del mare e della navigazione. È una candidatura fatta di un mosaico composto da tanti pezzi: storia, archeologia, tradizioni religiose. La volontà di candidarsi nasce anche dall'aspirazione di realizzare un grande museo del Mare. Il mare per noi è tutto: vita, prosperità, ricchezza e bellezza. Al di là dell'esito della competizione, il nostro è un mettersi in gioco per raccontare una storia diversa della città, più rispondente alla realtà. Far emergere il nostro vero volto. Il sogno è che Gioia Tauro venga ricordata come patria di Stesicoro, no della 'ndrangheta».

Il cuore del progetto “Amare Gioia 2026” vede il mare come spazio condiviso tra porto e tessuto cittadino.
L'assessore alla cultura del Comune di Gioia Tauro, Domenica Speranza, ne ha spiegato le basi: «Siamo una città che vive il mare nella sua quotidianità. Il nostro è un progetto ambizioso che nasce dalla volontà di intervenire sulle criticità della città e riqualificare ciò che già abbiamo di bello. Sono previste installazioni permanenti per riqualificare il waterfront. Un immobile di proprietà del comune, al momento non agibile, grazie alla candidatura speriamo diventi un Museo del Mare. Cerchiamo di abbattere la lontananza tra il tessuto urbano e il porto».

La valorizzazione del borgo marinaro di Gioia Tauro passerà attraverso azioni concrete di investimento su percorsi turistici capaci di unire le antiche maestranze, l'archeologia industriale e la modernità portuale in un unico racconto di cultura contemporanea.
L'assessore regionale con delega all'Istruzione, Eulalia Micheli, che gestisce anche le materie relative a sport e politiche giovanili, ha confermato il supporto all'iniziativa: «La regione guarda a questa candidatura come opportunità per le nuove generazioni. Il mare a Gioia Tauro diventa da paesaggio, a infrastruttura, a spazio concreto di opportunità, competenze e qualificazione professionale. In questa direzione c'è la collaborazione con l'Unical, per dare ai ragazzi strumenti per restare o scegliere di tornare in Calabria. La scelta dell'amministrazione comunale gioiese guarda nella direzione di un porto che si integra con la cultura e la comunità. È un progetto ambizioso e una visione diversa».

Concetta Schiariti, responsabile della comunicazione e della promozione dell'autorità di sistema portuale, ha garantito il sostegno dell'ente: «Partecipiamo a pieno titolo a questo progetto in sinergia istituzionale, perché condivide il nostro modo di voler comunicare il rapporto tra il porto e la città. Riuscire a fare del Porto un elemento che comunica con la comunità di Gioia Tauro è uno dei nostri obiettivi. Invitiamo spesso anche tante scolaresche, poiché vogliamo che i giovani calabresi siano coscienti di quanto sia importante la nostra realtà. Intendiamo far capire loro che si può vivere e lavorare in Calabria».

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