Il coraggio di Gina Basso, la giornalista e voce radiofonica che scrisse (anche) di ‘Ndrangheta e malaffare
Scrittrice ma anche registra, la professionista nata a Crotone dedicò ampio spazio al momento femminile, al dialogo con i giovani e al sostegno degli emigrati
La donna della quale voglio raccontarvi è stata non solo scrittrice, ma anche giornalista RAI, regista e voce radiofonica. Sto parlando di Gina Basso.
Dalla natia Crotone, di certo portò con sé un bagaglio personale di esperienze che le permise di affrontare la nuova realtà con cui si trovò a contatto, prima a Roma, dove ebbe una felice carriera: fu nominata capo dell’ufficio stampa dell’onorevole Fanfani, entrando in relazione con il mondo politico del tempo. In una seconda fase della sua vita trasferitasi a Bologna, si legò all’Antoniano di Mariele Ventre, come operatrice di solidarietà.
Diresse il settimanale di attualità Pianeta donna. Il fulcro della sua esistenza era il sostegno al mondo femminile e a quello degli emigranti- la sua voce risuonava familiare ai connazionali residenti all’estero - perché a sua volta sorretto da comprensione e fiducia verso il prossimo.Ideatrice di format televisivi e radiofonici - sua la rubrica di corrispondenza radiofonica C'è posta per tutti - che oggi sono consolidati, come quelli che affrontano problemi in diretta e attuano ritrovamenti e ricongiungimenti di persone.
Nella scrittura l’impegno di Gina si rivolge soprattutto ai giovani che vorrebbe educare a valori autentici, in un processo di riscatto sociale e civile: sa parlare la loro lingua. E racconta storie sulla mafia e sulla droga ma anche sui disagi giovanili, sul razzismo e sull’amore. Spesso scrive a quattro mani, ora con un altro autore per ragazzi, Riccardo Medici, e ora con il nipote, il regista Victor Rambaldi.
Gina è riuscita a narrare la Calabria da una prospettiva sociale ben inserendola nel panorama culturale romano e nazionale. Ma si è occupata anche di storia: infatti per Loescher, in Cento città, una selezione di 21 racconti legati ad altrettante città italiane, ha scelto un simbolo per narrarne la leggenda. Vicende che fanno parte del patrimonio culturale italiano, rielaborate però con ironia e mistero.
Fra i numerosi romanzi, dai titoli già significativi(Non si può uccidere; La vita in gioco), il più conosciuto è Il coraggio di parlare da cui nel 1987 venne tratto il film omonimo di Leandro Castellani. Molte scene sono state girate nei dintorni dei comuni di Crotone, Isola di Capo Rizzuto e Le Castella. Vincenzino, il protagonista, diventa facile preda della manovalanza mafiosa e, costretto a fare i conti con la dura realtà del suo territorio; si mette a vendere la medicina,ma poi si rivolta contro il potere dei cattivi e li denuncia. Per paura di ritorsioni scappa, sarà inseguito, ma nonostante tutto non cadrà vittima dell’omertà.Anche per scriverne, di ‘ndrangheta e di malaffare, ci vuole coraggio. A Gina non mancava.E non è nemmeno facile parlare ai ragazzi di cose più grandi di loro.In Vivo per vivere racconta le vicissitudini di due immigrati clandestini alla ricerca di una vita migliore. Ma è soprattutto da La vita in gioco che ci arriva il messaggio d’amore e di fiducia di Gina Basso, in una preghiera: Si può guardare a ogni notte che viene nella certezza di un’alba di pace che ci vedrà camminare instancabili sulle Tue strade.
Come testimonia la favolista Laura Simeone, che l’ha conosciuta per scrivere la tesi di laurea su di lei, il lavoro dell’ufficio stampa non risulta visibile ai più. Si devono preparare articoli, comunicati, interviste per giornali, radio e televisioni che Gina curava con zelo, personalizzando ogni testo e legandolo al territorio a cui si rivolgeva. Gina non solo sapeva fare il suo mestiere, ma lo faceva con dedizione.
Le ceneri di Gina Basso, per sua volontà, sono state consegnate al mare della Calabria che si portava, sempre e comunque, dentro. Un’ulteriore prova d’amore che suggella il legame profondo con la terra delle origini, alla quale si è ricongiunta in una dimensione di eternità. Ci ha lasciato con queste parole: sono vissuta senza tempo…muoio senza età…
Ci sono persone che non muoiono mai. Gina, è una di queste.