La grande musica francese inaugura l’agosto di Armonie della Magna Graecia a Tropea, protagonista la pianista Liliana Parisi: «Un onore esibirmi qui»
A Palazzo Santa Chiara il festival propone una serata dedicata ai capolavori di Claude Debussy e Maurice Ravel. La giovane pianista: «Spero che il concerto possa essere un'occasione per fermarsi, ascoltare e abbandonarsi sulle note di due compositori straordinari»
La grande musica pianistica francese inaugura il mese di agosto di Armonie della Magna Graecia con un appuntamento di straordinario valore artistico. Domenica 2 agosto, alle ore 22, nella suggestiva cornice di Palazzo Santa Chiara a Tropea, sarà protagonista la giovane pianista Liliana Parisi, interprete già premiata in numerosi concorsi nazionali e internazionali.
Il concerto propone un viaggio nell’universo musicale di Claude Debussy e Maurice Ravel, due compositori che hanno rivoluzionato la storia della musica, superando gli schemi della tradizione romantica e aprendo le porte alla modernità. Le loro opere, caratterizzate da una straordinaria ricchezza armonica, da nuovi colori sonori e da una raffinata ricerca timbrica, continuano ancora oggi a esercitare un’influenza profonda sulla musica contemporanea.
In programma “Pour le Piano” di Debussy, una delle opere più rappresentative del suo stile innovativo, e “Miroirs” di Ravel, autentico capolavoro del repertorio pianistico, capace di trasformare il pianoforte in uno strumento che dipinge immagini, paesaggi e suggestioni con straordinaria intensità.
L’appuntamento inaugura la rassegna di agosto della XXIX edizione di Armonie della Magna Graecia, festival che da quasi trent’anni rappresenta uno dei punti di riferimento della proposta musicale estiva calabrese, promuovendo interpreti di talento e il grande repertorio internazionale.
Abbiamo intervistato la pianista Liliana Parisi
Debussy e Ravel sono due giganti della musica francese. Qual è il fascino che esercitano su di lei come interprete e quali sono le principali differenze che cerca di mettere in evidenza nelle loro opere?
Mi affascinano perché i due compositori seguono due "percorsi" diversi. In Debussy mi interessa la ricerca del suono come materia viva, capace di suggerire più che descrivere. In Ravel, invece, ammiro l'equilibrio tra rigore formale e immaginazione, dove ogni dettaglio è costruito con estrema precisione. La sfida interpretativa è far emergere queste differenze senza perdere ciò che li accomuna: una straordinaria capacità di ampliare le possibilità espressive del pianoforte.
“Pour le Piano” e “Miroirs” sono pagine di grande complessità tecnica ma anche di enorme ricchezza espressiva. Qual è la sfida più difficile nell’affrontare questo programma?
La sfida più grande è fare in modo che la tecnica diventi invisibile. Questi brani richiedono un grande controllo, ma l'obiettivo è permettere al pubblico di ascoltare solo la musica, il racconto e le immagini che essa suggerisce.
Molti definiscono la musica di Debussy e Ravel “impressionista”, perché sembra evocare immagini, colori e paesaggi. Quanto conta, per un pianista, immaginare queste atmosfere mentre suona?
Per me conta molto. Non penso però a immagini precise, quanto piuttosto a sensazioni e stati d'animo. Credo che l'immaginazione aiuti a dare un significato autentico a ogni suono e permetta al pubblico di costruire il proprio viaggio personale.
Lei si è già affermata in importanti concorsi pianistici. Quanto hanno inciso queste esperienze nella sua crescita artistica e quale insegnamento porta sempre con sé sul palcoscenico?
I concorsi sono stati certamente importanti. Oggi, però, quando salgo sul palco cerco di dimenticare l'idea della competizione: il concerto è prima di tutto un momento di condivisione con il pubblico.
Suonare in un luogo ricco di storia e fascino come Tropea, all'interno di un festival che da quasi trent'anni valorizza la grande musica, aggiunge qualcosa all'emozione dell'esecuzione? Che rapporto cerca di creare con il pubblico durante un recital come questo?
Assolutamente sì. È un piacere poter suonare in una realtà come Armonie della Magna Graecia, che da tanti anni promuove la musica e la cultura sul territorio. Con il pubblico cerco sempre di creare un dialogo attraverso la musica: spero che il concerto possa essere un'occasione per fermarsi, ascoltare e abbandonarsi sulle note di due compositori straordinari.