Mandolino e chitarra battente, da Acri al grande palco di Jovanotti: «La Calabria sempre nel cuore»
La storia di Vincenzo Gaccione, musicista dei Tarantolati di Tricarico, protagonista del Jova Summer Party di Palermo
Dalle radici di Acri, nel Cosentino, al grande palco del Jova Summer Party di Palermo. È il percorso di Angelo Vincenzo Gaccione, musicista dei Tarantolati di Tricarico, protagonista ieri sul palco siciliano al fianco di Jovanotti. Un viaggio artistico costruito in quasi trent’anni di ricerca sulla musica popolare e attraverso collaborazioni con alcuni dei nomi più importanti della scena italiana. Gaccione, originario della città silana, porta nella sua esperienza il mandolino e la chitarra battente, strumenti sui quali ha concentrato un’attività di studio e ricerca iniziata nel 1995. Un percorso che lo ha portato a incrociare artisti come Gianna Nannini, Ambrogio Sparagna, Francesco Di Giacomo, Mimmo Epifani ed Eugenio Bennato.
«È un’esperienza bella quella del Jova Summer Party, ma nasce da molto lontano, da tanti sacrifici, da tanto studio sullo strumento, sul mandolino e sulla chitarra battente», racconta Gaccione. «È un’attività di ricerca incessante che porto avanti dal 1995». Un bagaglio che ieri ha trovato spazio nel progetto dei Tarantolati di Tricarico, per la terza volta scelti da Jovanotti per accompagnare il suo percorso live, dopo le esperienze del 2019 e del 2022.
Ma dietro la musica c’è anche un forte legame con la Calabria. Gaccione, dopo gli studi universitari, ha infatti scelto di tornare ad Acri, dove oggi vive e svolge anche la professione di medico. «Sul palco di Palermo, qui in Sicilia, porto anche un pizzico di Calabria? Assolutamente sì», dice. «La Calabria, Acri, è sempre nel cuore perché è una terra che mi ha dato tanto. Tant’è che mi sono ritrasferito dopo gli studi universitari ad Acri con la voglia di viverci e di portare il mio contributo, piccolo contributo artistico e anche quello di medico».
Un legame con la propria terra che accompagna dunque anche l’attività musicale e che ieri è arrivato fino al grande appuntamento palermitano. Sul palco, i Tarantolati hanno proposto il repertorio della tradizione lucana, chiudendo con “Balla Carmen”, brano dedicato da Franco Ferri alla nipote, insieme alla voce di Lello Analfino e al basso di Saturnino Celani. Prima dell’esibizione, la band ha inoltre consegnato a Jovanotti una maschera tradizionale del Carnevale di Tricarico, quella della mucca, simbolo della transumanza.