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17/07/2026 ore 21.53
Cultura

Non chiamatelo amore, al Senato la presentazione del libro di Abate e Calabretta: focus su prevenzione e cultura del rispetto

Alla presentazione del volume, istituzioni, magistrati e professionisti si sono confrontati sulle strategie per contrastare la violenza di genere, tra evoluzione normativa e cambiamento culturale

di Redazione Cultura

Si è svolta a Roma presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, su iniziativa della Senatrice Tilde Minasi, la presentazione del volume Non chiamatelo amore. Quei bravi ragazzi che uccidono, scritto dalla giornalista Rai Vittoriana Abate e dall’avvocato e docente universitario Cataldo Calabretta, edito da Graus Edizioni. L’evento ha registrato una significativa partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, dell’avvocatura, del mondo dell’informazione e delle associazioni impegnate nella tutela delle donne vittime di violenza.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali della Senatrice Tilde Minasi, che ha ribadito la necessità di un impegno condiviso sul piano culturale, sociale e normativo per contrastare la violenza di genere.

A moderare l’incontro è stata la giornalista Rai e presidente di Giornaliste Italiane Paola Ferazzoli, che ha guidato un confronto di alto profilo tra autorevoli esponenti delle istituzioni e del mondo giuridico.

Particolarmente significativo l’intervento di Martina Semenzato, Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere, che firma la prefazione del volume. Nel suo intervento ha definito Non chiamatelo amore “uno dei migliori lavori realizzati negli ultimi anni su questo tema”, sottolineando come rappresenti “uno strumento estremamente utile” per comprendere le radici della violenza di genere, promuovere una nuova consapevolezza culturale e rafforzare l’azione di prevenzione.

Parole che hanno confermato il valore dell’opera, nata dall’incontro tra il rigore dell’inchiesta giornalistica di Vittoriana Abate e l’approfondimento giuridico di Cataldo Calabretta. Il volume affronta il fenomeno del femminicidio attraverso l’analisi di alcuni dei più importanti casi di cronaca italiana, accompagnandoli con una riflessione sulle recenti evoluzioni legislative, dal Codice Rosso fino all’introduzione del reato autonomo di femminicidio.

Di particolare rilievo anche i contributi dell’avv. Claudia Eccher, componente laica del Consiglio Superiore della Magistratura, del magistrato Valerio De Gioia, dell’On. Ilaria Cavo, dell’avv. Laura Sgrò, dell’avv. Micaela Ottomano, della Presidente dell’Associazione Edela Roberta Beolchi, della Presidente dell’AIDE Anna Silvia Angelini e dell’autrice Rai Lorena Magliocco, che hanno offerto una lettura multidisciplinare del fenomeno, evidenziando come il contrasto alla violenza sulle donne richieda un’alleanza stabile tra istituzioni, magistratura, professionisti, scuola, informazione e società civile.

La presentazione ha rappresentato un momento di confronto di alto livello istituzionale e scientifico, confermando come il tema della violenza di genere debba essere affrontato non soltanto sotto il profilo repressivo, ma anche attraverso la diffusione di una diversa cultura del rispetto, della prevenzione e dell’educazione.

Il riconoscimento espresso dalla Presidente Martina Semenzato costituisce un importante attestato del valore del lavoro svolto dagli autori e dell’utilità di un volume destinato a diventare un punto di riferimento per operatori del diritto, giornalisti, istituzioni e cittadini, nella convinzione che la conoscenza rappresenti il primo e più efficace strumento per prevenire la violenza e costruire una società più consapevole.