Premio Caccuri, Barone: «La cultura è il ponte della Calabria con il mondo». Edizione 2026 tra AI e respiro internazionale
Il presidente dell'Accademia dei Caccuriani traccia il profilo della kermesse: dalla centralità della saggistica alle nuove sfide, passando per il valore del pensiero critico, il ruolo della comunità e la promozione della regione attraverso la lettura. Il network LaC sarà in prima linea
Il Premio Caccuri si conferma uno degli appuntamenti culturali più autorevoli dell’estate italiana. Nato in uno dei borghi più belli della Calabria, grazie all’impegno dell’Accademia dei Caccuriani, guidata dal presidente Adolfo Barone e dal vice Olimpio Talarico, negli anni è riuscito a conquistare una dimensione nazionale, trasformandosi in un vero festival della saggistica e del confronto civile. L’edizione 2026, che vedrà ancora una volta presente e protagonista in network LaC, si presenta ricca di novità, ospiti di rilievo e progetti che guardano all’internazionalizzazione, mantenendo al centro il valore della cultura come strumento per comprendere la complessità del nostro tempo. Ne parliamo con il presidente del Premio Caccuri, Adolfo Barone.
Presidente Barone, qual è il filo conduttore del Premio Caccuri 2026?
«Il filo conduttore dell’edizione 2026 è la riflessione sul ruolo che la conoscenza e la responsabilità civile assumono in una fase storica segnata da trasformazioni rapide, spesso radicali. Il Premio Caccuri ha sempre cercato di leggere il presente attraverso la saggistica e quest’anno abbiamo scelto di mettere al centro il tema della “complessità contemporanea”, intesa come intreccio di fenomeni culturali, sociali, economici e tecnologici che richiedono strumenti critici solidi e una nuova capacità di interpretazione».
Caccuri laboratorio nazionale delle idee (con LaC protagonista): ad agosto torna il Premio letterario, ecco il programmaQuest’anno i finalisti provengono da mondi diversi – giornalismo, magistratura, politica e analisi sociale – ma tutti raccontano il nostro tempo. Che cosa accomuna queste opere?
«I finalisti rappresentano esperienze diverse, ma sono accomunati dalla capacità di leggere il presente nelle sue pieghe più profonde. Ogni opera affronta un tema cruciale con uno sguardo originale, documentato e critico, offrendo al lettore non soltanto informazioni, ma strumenti per comprendere la realtà. Questa pluralità di approcci è la vera ricchezza del Premio Caccuri: prospettive differenti che, insieme, restituiscono un ritratto articolato della società italiana, delle sue trasformazioni, delle sue fragilità e delle sue opportunità».
Il Premio Caccuri non è soltanto la serata finale, ma un lungo percorso fatto di incontri e dibattiti. Quali saranno gli appuntamenti più significativi dell’edizione 2026?
«Il Premio è ormai un vero festival della cultura. Tra gli appuntamenti più importanti ci sarà la serata dedicata all’Intelligenza Artificiale applicata alla medicina, all’informazione e all’innovazione, con il contributo di esperti di primo piano. Grande rilievo avrà anche l’incontro con la delegazione argentina e uruguaiana, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Argentina, che sancirà nuovi accordi di collaborazione culturale. Un momento particolarmente significativo sarà inoltre il conferimento della cittadinanza onoraria di Caccuri al direttore generale della Rai, Roberto Sergio. Tutti eventi che confermano la crescita e l’apertura internazionale del Premio».
Caccuri sussurra al futuro: cultura, turismo e innovazione per rilanciare il futuro dei borghi calabresiNegli anni il Premio Caccuri ha ospitato alcune delle personalità più autorevoli della cultura e dell’informazione italiana. Chi saranno gli ospiti più attesi quest’anno?
«Preferiamo non parlare di “ospiti di punta”, perché il valore del Premio risiede nella qualità complessiva delle presenze. Avremo giornalisti, scrittori, autori e protagonisti dell’informazione e della cultura che hanno segnato l’ultimo anno editoriale e che offriranno al pubblico occasioni di confronto e riflessione di grande interesse».
Uno degli elementi distintivi del Premio è la capacità di trasformare un piccolo borgo in un grande laboratorio culturale. Qual è il segreto di questo successo?
«Il segreto è l’inclusione. Caccuri non cambia natura durante il Premio: semplicemente esprime al meglio la propria capacità di accogliere persone, idee e linguaggi diversi. In un piccolo borgo le distanze si annullano e ogni ospite – autore, giornalista, studioso o cittadino – diventa parte attiva di un’esperienza condivisa. È una manifestazione costruita insieme alla comunità, ai volontari, alle associazioni e alle istituzioni. Ed è proprio questa energia collettiva a renderla unica».
La serata finale è sempre il momento più atteso. Come si svolgerà quest’anno?
«Sarà il punto di arrivo di un percorso culturale ricco di incontri e dialoghi. Ci saranno letture, interventi, momenti musicali e naturalmente la proclamazione del libro vincitore, che rappresenta sempre il momento più emozionante della manifestazione. Ma il valore della serata sta soprattutto nella capacità di coinvolgere il pubblico e trasformare la cultura in un’esperienza collettiva».
Quanto conta oggi un premio dedicato alla saggistica in un’epoca dominata dalla comunicazione veloce e dai social network?
«Proprio perché viviamo nell’epoca della velocità e della comunicazione istantanea, la saggistica diventa ancora più preziosa. Offre il tempo dell’approfondimento, aiuta a comprendere la complessità e alimenta il pensiero critico. Il Premio Caccuri nasce con questa missione: valorizzare la cultura come strumento di conoscenza e confronto. A questo si aggiunge la straordinaria partecipazione della comunità, che rende ogni edizione un’esperienza condivisa e contribuisce a fare del Premio un laboratorio culturale aperto e inclusivo».
Il Premio Caccuri è diventato anche un’importante occasione di promozione del territorio. Quale ricaduta produce ogni anno per la Calabria?
«Produce una ricaduta culturale e d’immagine molto significativa. Ogni anno porta in Calabria autori, giornalisti, studiosi e protagonisti della vita pubblica nazionale, contribuendo a valorizzare il territorio, le sue eccellenze e la sua capacità di produrre cultura. Favorisce inoltre un turismo di qualità e costruisce una rete di relazioni che continua a crescere nel tempo».
Guardando oltre questa edizione, quale futuro immagina per il Premio Caccuri?
«Il nostro obiettivo è consolidare il percorso di crescita e rafforzare la dimensione internazionale del Premio. Stiamo lavorando a nuove collaborazioni con istituzioni e realtà culturali anche fuori dall’Italia e a progetti che consentano di raccontare la Calabria in contesti sempre più ampi. Caccuri resterà il cuore della manifestazione, ma vogliamo che il messaggio del Premio possa viaggiare sempre più lontano, mantenendo al centro la promozione del pensiero critico, della partecipazione e del dialogo».