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13/07/2026 ore 06.30
Cultura

Premio Letterario Caccuri, verso la XV edizione: la storia di una scommessa diventata eccellenza nazionale

Dal debutto del 2012 ad oggi: il percoso di un'intuizione che ha trasformato il piccolo centro dell'alto Crotonese in uno dei più autorevoli palcoscenici italiani della saggistica, senza mai rinunciare ai valori di libertà, indipendenza e centralità dei lettori

di Francesco Graziano

C'è una storia che dimostra come la forza delle idee possa cambiare il destino di un territorio. È la storia del Premio Letterario Caccuri, nato nel cuore dell'alto Crotonese e diventato, nel giro di pochi anni, uno dei più autorevoli appuntamenti italiani dedicati alla saggistica. Una crescita costruita senza scorciatoie, grazie alla passione dell'Accademia dei Caccuriani guidata dal presidente Adolfo Barone e dal vice Olimpio Talarico, al coinvolgimento della comunità e a un principio rimasto immutato nel tempo: mettere sempre al centro i libri, gli autori e i lettori. Oggi, mentre si prepara la XV edizione, in programma dal 27 luglio al 10 agosto 2026, il Premio guarda al futuro forte di una storia che è diventata un modello culturale.

Tutto comincia nell'estate del 2012. In un piccolo borgo della Calabria prende forma un progetto che molti considerano una sfida quasi impossibile: portare nel cuore dell'entroterra alcuni tra i più prestigiosi protagonisti della cultura italiana e costruire un premio capace di affermarsi nel panorama nazionale. La prima edizione presenta subito un parterre di assoluto livello con Pino Aprile, Piergiorgio Odifreddi e Piergiorgio Morosini tra i finalisti, mentre sul palco arrivano ospiti come Alessandro Profumo, Al Bano, Alessandro Laterza e Giovanna Taviani. È il primo tassello di una storia destinata a crescere anno dopo anno, dimostrando che anche un piccolo paese può diventare capitale della cultura se sostenuto da idee solide e da una visione chiara.

La cultura come motore del turismo: svelati i quattro finalisti del Premio Letterario Caccuri, ecco chi sono

Da quel momento il Premio Letterario Caccuri intraprende un percorso di costante crescita. Edizione dopo edizione, il borgo ospita alcuni dei nomi più autorevoli del giornalismo, della letteratura, della politica, dell'economia, della scienza e dello spettacolo italiano. Sul palco si alternano personalità come Ferruccio De Bortoli, Nicola Gratteri, Carlo Cottarelli, Enrico Letta, Bianca Berlinguer, Walter Veltroni, Dacia Maraini, Paolo Crepet, Stefano Massini, Sigfrido Ranucci, Alan Friedman, Massimo Cacciari, Gad Lerner, Alessandro Sallusti e tanti altri, trasformando Caccuri in un luogo di confronto libero sulle grandi questioni del nostro tempo.

Il Premio Letterario Caccuri, sin dalla sua nascita, ricorre alla cultura come leva di sviluppo per il territorio. Il libro diventa così il punto di partenza di un progetto più ampio, capace di generare economia, creare opportunità per le imprese locali, valorizzare le eccellenze del borgo e incentivare un turismo di qualità, sempre più interessato ai luoghi dell'identità e dell'esperienza. Ogni edizione richiama migliaia di visitatori, accende i riflettori su Caccuri e sulla Calabria più autentica, contribuendo a costruire un'immagine positiva della regione: quella di una terra che investe nella conoscenza, nell'accoglienza e nella bellezza. Il Premio diventa così uno strumento concreto di crescita sociale, economica e civile, capace di trasformare un piccolo borgo in un modello di sviluppo riconosciuto a livello nazionale.

A rendere il Premio unico non è soltanto il prestigio dei suoi ospiti, ma soprattutto il sistema di valori che ne guida ogni scelta. L'Accademia dei Caccuriani rivendica da sempre la propria assoluta autonomia e indipendenza, fondata sulla libertà da ogni condizionamento politico e sulla centralità dei lettori. I libri vengono selezionati da un Comitato Scientifico presieduto da Giordano Bruno Guerri, mentre il vincitore è scelto attraverso il voto della Giuria Popolare e della Giuria Nazionale, composta complessivamente da 110 qualificati giurati. È un modello che ha saputo coniugare autorevolezza e partecipazione, facendo del Premio un patrimonio condiviso della comunità.

Questa credibilità è stata riconosciuta anche dalle istituzioni. Il Presidente della Repubblica ha infatti conferito al Premio Letterario Caccuri la Medaglia al Valore Culturale, un riconoscimento che certifica il valore del lavoro svolto e il ruolo assunto dalla manifestazione nel panorama culturale del Centro-Sud. Un traguardo che conferma quanto una realtà nata in un piccolo borgo possa diventare un punto di riferimento nazionale senza rinunciare alla propria identità.

Oggi, alle porte della XV edizione, il Premio continua a guardare avanti con lo stesso entusiasmo delle origini. Dal 27 luglio al 10 agosto 2026 Caccuri tornerà ad accogliere quattro finalisti di altissimo profilo che si contenderanno la prestigiosa Torre d'Argento, realizzata dal maestro orafo Michele Affidato. Si tratta, nello specifico, di Tommaso Cerno , Pietro Grasso, Cecilia Sala e Luca Sommi.

Ma, al di là del vincitore, resterà immutato l'obiettivo che accompagna il Premio fin dalla sua nascita: fare della cultura un'occasione di incontro, di dialogo e di crescita collettiva, dimostrando che le idee più grandi possono nascere anche nei luoghi più piccoli. Una storia che, dopo quindici anni, continua ancora a scriversi insieme.