Stretto "contemporaneo", il ministro Giuli a Reggio per la Fontana Ferma di Piero Pizzi Cannella
La cerimonia in piazza de Nava, dinnanzi al Museo archeologico nazionale, alla presenza del ministro della Cultura che stamane ha inaugurato a Messina il gruppo scultoreo speculare
L'arte contemporanea fluttua nello Stretto dove da oggi confluisce anche l'acqua che idealmente sgorga dalla "Fontana Ferma", l'installazione permanente composta da monumentali anfore in bronzo, realizzata dall'artista romano Piero Pizzi Cannella.
Da oggi idealmente si guardano da una sponda all'altra dello Stretto, i due gruppi scultorei speculari dell'artista romano . Questa mattina l'inaugurazione sulla sponda nell'ex Fiera di Messina (angolo viale Giostra) nell’occasione della presentazione del progetto Mira (Mediterranean Institute for Research and Arts. Oggi pomeriggio la scopertura, in piazza De Nava, dinanzi al museo Archeologico nazionale di Reggio dell’opera gemella sulla sponda calabrese.
Alla cerimonia, in entrambe le città dello Stretto, hanno preso parte il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, il direttore Generale e la curatrice e dirigente dell' Unità di Missione per la cooperazione culturale con l'Africa ei Paesi del Mediterraneo allargato, rispettivamente Angelo Piero Cappello e Chiara Ianeselli, il direttore del MArRC Fabrizio Sudano, il figlio dell'artista Arturo Pizzi Cannella e il sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro.
Piero Pizzi Cannella, da anima del celebre movimento artistico degli anni Ottanta della Scuola di San Lorenzo, ha animato i suggestivi spazi dell'ex Pastificio Cerere , nel cuore dell'omonimo quartiere romano . Qui, nel 2007, aveva presentato in anteprima i disegni e una versione site-specific, oggi esposti in piazza Paolo Orsi durante la conferenza di presentazione che ha preceduto la scopertura dell’opera d’arte. Uno stralcio del documentario ha dato anche voce all’artista.
«Come in gioco a scacchi col Dio, spostarli e metterli nel punto giusto, nel momento giusto della partita. Era per fondamentale determinare un ponte fra due immagini, da un lato e dall'altro del mare. Un punto immaginario che è il più importante, quello centrale che è quello della cultura di un posto di un Genius Loci, lo spirito del luogo».
«Oggi è una giornata speciale perché Messina e Reggio Calabria dialogano attraverso due opere d'arte del grande maestro Pizzi Cannella, che rappresentano un ponte culturale sullo Stretto e, al tempo stesso, il progetto del polo di formazione e di allestimento museale chiamato Mira, che ha una sede a Messina e avrà una sede a Reggio.
Stiamo ponendo le basi per rafforzare altri ponti, visibili e invisibili, con tutto il Mediterraneo, con l'area più vicina alla nostra penisola ma anche con tutto il Mediterraneo globale, che arriva fino alla Via della Seta.
Quando un progetto come Mira prende forma contemporaneamente in due città così possenti e cariche di storia, come Messina e Reggio, significa che alle spalle c'è già qualcosa di potente, di forte. Noi abbiamo il compito di mettere a sistema, cioè stare insieme, mettere in rete, collegare, creare connessioni, anche laddove in via bilaterale, certe connessioni da tanto tempo erano sviluppate. Punto focale di questo dialogo sarà anche il museo del Mediterraneo progettato dalla grande Zaha Hadid di cui quest’anno ricorre il decennale della morte.
Siamo solo all'inizio, nella consapevolezza che dove c'è cultura, c'è dialogo e c'è pace. Guardate l'architettura di questa piazza, guardate questo museo e riuscite a comprendere perfettamente come già il Razionalismo fosse stato capace di rendere contemporaneo l'antico. Questa opera inaugurata oggi rafforza questo concetto di dialogo tra storia millenaria e arte contemporanea. E parlare di questa opera con alle spalle i Bronzi di Riace per i quali dal ministero potete aspettarvi solo buone notizie anche e soprattutto con riferimento all’intervento necessario sui basamenti per preservarne la sicurezza, Figuriamoci se lasciamo che i basamenti dei Bronzi di Riace si ammalorino», dichiara il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
L'installazione racchiude un significato simbolico significativo. Evocando la storia millenaria di questo braccio di mare, crocevia di cultura e commercio , l'anfora, antico contenitore da trasporto che per secoli ha viaggiato attraversando il Mar Mediterraneo , viene rappresentata come oggetto oggi immobile, come suggerisce il titolo dell'opera “La Fontana Ferma”.
L’arte con la sua fissità nel tempo, immutabile, la sua immobilità sfida anche una storia così millenaria come quella del Mediterraneo che in quanto mare come l’umano è sempre coinvolto in un inarrestabile movimento. Una immobilità, tuttavia, viva e dinamica in quanto traccia di una originaria funzione pratica che oggi diventa nutrimento di una memoria che cerca nel presente nuovi luoghi per essere custodita, tramandata e raccontata. Le due sponde dello Stretto sono da oggi questi nuovi luoghi dove, racconta con emozione il figlio dell’artista, l’attore Arturo Pizzi Cannella, le opere del papà sono tornate a casa.
«È un'emozione immensa poter pensare e sapere che queste due opere rimarranno sia qui che a Messina e ci sarà una vita che scorrerà intorno ad esse. Questo riempie entrambi il cuore mio e di mio padre di gioia. Un qualcosa di meraviglioso. È stata una emozione intensa parlare per lui per la prima volta e farlo al cospetto dei Bronzi di Riace. Gli racconterlò del fermento e della curiosità che ho percepito attorno alle sue opere e dei tanti sorrisi», racconta il figlio dell’artista, l’attore Arturo Pizzi Cannella.
Le opere sono state acquisite dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria , nel segno delle attività che vedono protagoniste le due città dello Stretto contemplate anche nel Piano strategico 2026-2028 presentato lo scorso aprile , grazie al sostegno dei programmi PAC2025 - Piano per l'Arte Contemporanea (per l'opera a Reggio Calabria) e Il Museo Rigenera I edizione (per l'opera a Messina) , promossi dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del ministero della Cultura.
«Questo è sicuramente un grande giorno per noi, perché il Museo acquisisce con proprietà pubblica questi due gruppi scultorei che mettono in connessione Reggio e Messina, creando il primo vero ponte culturale. Le due sponde dello Stretto si proiettano con il museo e Reggio Calabria verso il Mediterraneo nell'ambito del Piano Mattei e su questa linea sono sicuro che si possa solamente crescere e si possa contare anche sul supporto del Ministero. Vogliamo continuare ad essere ponte a Reggio Calabria per il Mediterraneo. Di recente abbiamo ospitato un archivista, un bibliotecario e due operatori del ministero provenienti da Senegal, Kenya, Marocco e Congo, nell’ambito della IV edizione della International School of Cultural Heritage. Questa è la nostra direzione.
Siamo città prossima a Messina dove oggi è stato presentato il progetto Mira che avrà come strutture fisse le Torri Manfredi e Villa Pace. Il ministero ha già sottoscritto una convenzione con il comune e con l’università di Messina. Noi sicuramente faremo in modo insieme anche al Maxxi di Roma di essere presenti, come struttura che accoglie e artisti che opere d'arte contemporanea, sempre nel rispetto delle nostre collezioni che rimangono comunque, uniche nel loro genere e da valorizzare attraverso queste nuove esperienze. Restiamo impegnati affinchè il contemporaneo dialoghi costantemente con l’arte classica», dichiara il direttore del Museo archeologico di Reggio Calabria.
Una proiezione nel Mediterraneo rafforzata dalla presenza di una delegazione dell’Unità di Missione per la cooperazione culturale con l’Africa e i Paesi del Mediterraneo allargato.
«Questa giornata si condensa il senso del piano Mattei orientato a rifondare il dialogo con il nostro fratello che è il continente africano su nuove basi di carattere certamente pacifico e culturale, attraverso il Mediterraneo», commenta il direttore Generale dell’Unità di Missione per la cooperazione culturale con l’Africa e i Paesi del Mediterraneo allargato, Angelo Piero Cappello.
«Nella mia voce sentirete una vertigine sottile che mi attraversa nel pensare che queste opere ci sopravvivranno. Continueranno ad esistere e a guardare il mondo quando noi guarderemo altrove e lo faranno sotto sguardo dei Bronzi di di Riace. Un’altra rivelazione, particolarmente emozionante dopo quella di stamattina a Messina», commenta la curatrice e dirigente dell’Unità di Missione per la cooperazione culturale con l’Africa e i Paesi del Mediterraneo allargato, Chiara Ianeselli.