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26/04/2026 ore 22.58
Cultura

“Tra le onde e il velo. Il mare e la Madonna di Capocolonna”: Salvatore Barresi racconta il volto umano della fede

Un viaggio tra esperienza personale e religiosità popolare nel cuore della tradizione crotonese, nato dall’incontro tra il cammino spirituale dell’autore e una delle devozioni più radicate del Sud Italia

di Riccardo Montanaro

Un dialogo intenso tra esperienza personale, fede e identità collettiva. In questa intervista, Salvatore Barresi racconta il senso profondo del suo libro “Tra le onde e il velo. Il mare e la Madonna di Capocolonna”, nato dall’incontro tra il suo cammino spirituale e una delle devozioni più radicate del Sud Italia. Il mare diventa metafora della condizione umana, mentre la figura della Madre si fa guida e presenza consolatrice nelle inquietudini del nostro tempo. Un racconto che unisce teologia e religiosità popolare, restituendo alla fede il suo volto più umano e condiviso.

Abbiamo sentito Salvatore Barresi sul libro “Tra le onde e il velo. Il mare e la Madonna di Capocolonna”.

Il suo libro nasce da un intreccio molto forte tra esperienza personale e riflessione teologica: quando ha sentito l’esigenza di trasformare questa devozione in un libro?
«Questo libro è nato dentro un tempo di grazia e di memoria. Nel 2026 la Chiesa crotonese vive il Settennale della Madonna di Capocolonna e, nello stesso anno, io celebro vent’anni di ministero diaconale. Ho sentito che queste due strade – quella del popolo e quella personale – si incontravano nello stesso orizzonte spirituale. Da qui è nata l’esigenza di trasformare una devozione vissuta in una riflessione scritta: non per raccontare solo un sentimento, ma per mostrare come la fede popolare custodisca una profonda sapienza teologica.»

Nel testo il mare è molto più di un elemento naturale: diventa simbolo teologico e spirituale. Che cosa rappresenta per lei, oggi, il “mare” nella vita dell’uomo contemporaneo?
«Il mare rappresenta la condizione dell’uomo di oggi: immenso desiderio di libertà, ma anche inquietudine, fragilità e ricerca di approdo. È il simbolo delle tempeste interiori, delle paure collettive, delle incertezze del nostro tempo. Ma è anche luogo di speranza, perché insegna che non tutto si controlla e che vivere significa affidarsi. Nel libro il mare diventa il volto della storia umana attraversata da Dio, e Maria è la stella che orienta nel buio.»

La Madonna di Capocolonna viene descritta come “Madre del Popolo e Custode del Regno”: quanto questa immagine può parlare anche a chi è lontano dalla fede?
«Parla moltissimo, perché prima ancora della religione c’è il bisogno umano di sentirsi custoditi, accolti, non abbandonati. Maria è madre anche per chi non sa pregare più, per chi porta ferite, per chi cerca senso. L’immagine della Madonna di Capocolonna non comunica distanza o potere, ma vicinanza e tenerezza. È il volto di una speranza che resta aperta a tutti, anche a chi si sente lontano.»

Il libro valorizza molto la religiosità popolare. In un tempo spesso segnato da distacco e secolarizzazione, che ruolo può avere oggi questa forma di fede?
«La religiosità popolare oggi può avere un ruolo decisivo, perché parla il linguaggio del cuore. In un mondo spesso freddo e individualista, essa custodisce legami, memoria, appartenenza e trascendenza. Non è fede minore: è fede incarnata nei gesti, nei cammini, nelle lacrime, nei canti. Quando è ben accompagnata, diventa una straordinaria via di evangelizzazione e un ponte verso chi è distante dalla pratica religiosa.»

Il pellegrinaggio notturno e la processione a mare sono momenti centrali della tradizione crotonese: che cosa rivelano, secondo lei, del rapporto tra comunità, identità e spiritualità?
«Rivelano che un popolo, quando cammina insieme, riscopre sé stesso. Il pellegrinaggio notturno dice che la fede è un viaggio dalla notte alla luce. La processione a mare mostra invece il legame profondo tra Crotone, il suo mare e la sua Madre celeste. In questi gesti la comunità ritrova unità, identità e speranza. Non sono solo tradizioni: sono un’anima collettiva che si rimette in movimento.»

Se dovesse riassumere in un messaggio essenziale il senso di “Tra le onde e il velo”, cosa dovrebbe portare con sé il lettore dopo averlo letto?
«Vorrei che il lettore portasse con sé questa certezza: anche nelle tempeste della vita non siamo soli. Tra le onde della storia e il velo del mistero c’è una presenza che accompagna, consola e orienta. Il libro vuole dire che la fede non toglie il mare agitato, ma dona una stella per attraversarlo. E quella stella, per il popolo crotonese, ha il volto della Madonna di Capocolonna.»