“Un’altra pelle”, la storia di un collaboratore di giustizia: a Crotone la presentazione del nuovo libro di Antonio Anastasi
Un racconto di rottura e responsabilità civile sulla scelta di un ex killer della ’ndrangheta di spezzare l’omertà e collaborare con la giustizia
A Crotone, martedì 3 febbraio, alle ore 17.00, presso il Museo Pitagora, Antonio Anastasi presenta il suo nuovo libro «Un’altra pelle, atto di impegno civile» (Pellegrini Editore). Un viaggio lucido e significativo nella storia di Salvatore Cortese, ex killer della ’ndrangheta diventato collaboratore di giustizia.
Antonio Anastasi, autore di numerosi libri, è da tempo riconosciuto come profondo conoscitore delle logiche e degli interessi mafiosi e dei loro devastanti riflessi sistemici sul piano economico e sociale. «Un esperto di caratura nazionale, i cui contributi sono garanzia di serietà scientifica e competenza», come ha sottolineato Antonio Nicaso.
«Un’altra pelle» racconta la scelta di Salvatore Cortese, ex killer della ’ndrangheta che ha deciso di spezzare l’omertà. Il volume, appena uscito per i tipi di Luigi Pellegrini Editore, è già molto richiesto nelle principali librerie e nei più importanti canali nazionali di distribuzione.
Il libro ricostruisce la parabola criminale di un uomo «cresciuto dentro una struttura che imponeva obbedienza e violenza come regole non negoziabili» e che, a un certo punto, sceglie di collaborare con la giustizia. Una decisione netta, credibile, lontana da opportunismi e convenienze. «Avevo una condanna a due anni e mezzo, non l’ergastolo da scontare, e mi sono accusato di dieci omicidi. L’ho fatto per uscire da questa porcheria», afferma Cortese. Per rompere definitivamente un codice di morte e sopraffazione divenuto insostenibile.
Una valutazione maturata attraverso studi e ricerche che mettono in luce, come osserva Antonio Nicaso, la capacità di Anastasi «non solo di raccontare vicende giudiziarie, ma anche di leggere ciò che si muove sotto la superficie, collegare i fatti, riconoscere le continuità, i silenzi, le zone d’ombra». Un approccio già emerso, ad esempio, nel volume dedicato al boss Nicolino Grande Aracri e al potere della ’ndrangheta cutrese.
Ne emerge un’opera che riesce a coniugare valore letterario e testimonianza civile. Il lavoro di un giornalista «con la schiena dritta» che, sottolinea Nicaso, «non indulge nel mito, non cerca eroi né demoni», ma restituisce «la realtà per quello che è, con precisione e responsabilità».
In un tempo in cui la narrazione delle mafie rischia di ridursi a stereotipo o spettacolo, «Un’altra pelle» richiama l’attenzione «su ciò che conta: il potere concreto della violenza e la possibilità reale di spezzarlo». Ricordando che «la parola può essere una lama capace di aprire spiragli di verità dove per anni c’è stato solo il buio». Perché la ’ndrangheta sopravvive finché non la si guarda in faccia e viene messa in discussione quando qualcuno trova il coraggio di dire: «Io non ci sto più».
All’incontro porteranno i saluti istituzionali il Prefetto di Crotone Franca Ferraro, l’Editore Walter Pellegrini e Santo Vazzano, presidente Jobel. Interverranno Antonio Nicaso, docente universitario, il Procuratore di Crotone Domenico Guarascio e il docente dell’Università della Calabria Giancarlo Costabile. A moderare il dibattito sarà il giornalista Simone Puccio.