A Reggio Calabria crolla la raccolta differenziata, Crotone sotto gli standard minimi di verde pubblico
La città in riva allo Stretto è tra le ultime per mobilità e servizi digitali. Piani regolatori fermi al 2004, non c’è il monitoraggio sulle polveri sottili. Il report Istat
Tra l'accelerazione sulle energie rinnovabili, il rinnovo delle flotte del trasporto pubblico e l'espansione del verde urbano, i capoluoghi italiani mostrano segnali concreti di cambiamento.
Numeri incoraggianti quelli evidenziati dal report Istat "Ambiente urbano 2024". Tuttavia il quadro tratteggiato evidenzia il permanere di nodi complessi: la qualità dell'aria resta preoccupante, la produzione di rifiuti torna a salire e le spaccature tra Nord e Sud continuano a segnare la mappa della sostenibilità nel Paese. Il Mezzogiorno arranca e inguaia tutti.
La Calabria è molto indietro
L’analisi dell’Istituto nazionale di statistica evidenzia per la Calabria una situazione di marcato ritardo strutturale, in cui le criticità rilevate nei capoluoghi monitorati rispecchiano ed esasperano i divari storici del Mezzogiorno in materia di gestione dei rifiuti, trasporti ecologici, digitalizzazione e pianificazione del verde. I passaggi del report concentrano i dati calabresi principalmente su Reggio Calabria e Crotone, mentre non contengono rilevazioni specifiche per gli altri tre capoluoghi della regione.
Reggio Calabria: le ombre sulla città metropolitana
In qualità di unico capoluogo metropolitano della regione, Reggio Calabria viene esaminata in diversi ambiti del report, mettendo in luce una serie di indicatori particolarmente critici. La città in riva allo Stretto vanta un piccolo primato in termini di verde urbano disponibile con una quota del 37,7%, contro il 33,7% di media nazionale: la quota di verde fruibile risulta però di molto inferiore, intorno al 10%. Scarsa, invece, la presenza di aree protette, pari a circa il 5%.
Rifiuti e differenziata in calo
La città di Reggio registra una quota di raccolta differenziata tra le più basse d'Italia, pari ad appena il 36,8%, segnando una contrazione del 5,3% rispetto al 2023. Inoltre, insieme a Napoli, è l'unico capoluogo metropolitano a risultare in difetto per non aver adottato buone pratiche volte a ridurre il consumo di carta e plastica negli uffici e nelle scuole.
Trasporti e rinnovo della flotta
Nel processo di conversione dei bus verso alimentazioni a basse emissioni (elettrici, ibridi o a gas), Reggio Calabria si colloca all'estremo opposto delle medie nazionali, figurando tra i centri con le percentuali più basse di veicoli ecologici in servizio.
Digitalizzazione e urbanistica
Tra i capoluoghi metropolitani, Reggio Calabria fa eccezione (assieme a Catania, Napoli e Firenze) per non aver raggiunto la soglia del 60% di servizi online ad alto livello di digitalizzazione (ovvero con iter interamente telematico). Sul piano della pianificazione, rientra tra i 15 capoluoghi il cui Piano regolatore generale non viene aggiornato da oltre vent'anni (precedente al 2004).
Monitoraggio ambientale e acustica
Il report rileva che a Reggio Calabria non viene effettuato il monitoraggio del biossido d'azoto. Di contro, si segnala una nota positiva sull'inquinamento acustico: la città figura tra i capoluoghi metropolitani che hanno aggiornato la zonizzazione acustica negli ultimi dieci anni (approvata nel 2017).
Crotone e lo standard del verde pubblico
Sul fronte della vivibilità e delle infrastrutture verdi, la città di Crotone viene evidenziata tra i 12 capoluoghi italiani che non raggiungono lo standard minimo di legge di 9 m² di verde urbano pro capite.
Le risorse del Pnrr, evidenzia il report Istat, avrebbero dovuto colmare un divario strutturale e consentire raggiungere gli obiettivi europei di sostenibilità. Se i dati calabresi sono questi, ed in assenza di un quadro di sintesi sui progetti finanziati da NextGeneration Eu, i risultati si distaccano di molto dai target indicati mantenendo incolmabili le distanze ed i ritardi rispetto ad altre aree del Paese.