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20/03/2026 ore 06.15
Economia e lavoro

Acqua più cara in Calabria: bollette in crescita fino al 10%, aumenti quasi doppi rispetto alla media nazionale

Fra i capoluoghi di provincia, gli incrementi più consistenti si registrano a Reggio di Calabria (+19,4%) e Crotone (+19,2%). Cosenza è la città dove si risparmia di più. Record di perdite idriche a Cosenza (66,5%) e a Vibo Valentia (65%)

di Redazione Economia

In Calabria la spesa della bolletta idrica è aumentata del 9,4% sui consumi per 182 mc all’anno e del 10,6% sui consumi per 150 mc all’anno. Nel primo caso la spesa media per famiglia è pari a 398 euro, nel secondo caso è pari a 326 euro. Numeri più bassi rispetto alla media nazionale, che registra un costo di 528 euro a famiglia, ma con aumenti percentuali più rilevanti: tra il 9% e il 10% contro il 5,4% di crescita rilevato su scala nazionale, quasi il doppio. Lo dice il XXIº Rapporto di Cittadinanzattiva.

La regione in cui si spende meno è il Molise (274 euro), che registra però l'aumento più consistente a livello regionale con il +17,5% rispetto al 2024. Al contrario, la regione con la spesa più elevata è la Toscana (770 euro), dove l'aumento medio è del 2,9%. Frosinone è in testa alla classifica dei capoluoghi di provincia più cari con una spesa media annuale di 973 euro, mentre Milano si conferma il capoluogo più economico con 203 euro. Fra i capoluoghi di provincia, gli aumenti più consistenti si registrano a Reggio Calabria (+19,4%) e Crotone (+19,2%).

Le differenze tariffarie fra i singoli capoluoghi di provincia sono notevoli. In Calabria, i dati del rapporto dicono che si va dai 204 euro di Cosenza (per 182 mc all’anno) ai 535 euro di Crotone e Reggio Calabria. A Catanzaro il costo è di 308 euro e a Vibo Valentia è di 410 euro. Per la fornitura di 150 mc all’anno il risparmio premia sempre Cosenza con 163 euro. Seguono Catanzaro con 245 euro, Vibo Valentia con 337 euro, Reggio Calabria e Crotone con 442 euro a testa.

Cittadinanzattiva ha effettuato una ricognizione sulle perdite idriche nei comuni capoluogo stimate sulla base dei dati Istat. Il record dello spreco spetta a Cosenza con il 66,5% e a Vibo Valentia con il 65%. Non vanno meglio le altre città con perdite rilevanti di prezioso liquido. Reggio Calabria è al 57,4%, Crotone al 53,5%, Chiude Catanzaro con il 42,9%.